Senza compassi umani di Patrizia Sardisco

Chaïm Soutine, Cagnes paesaggio con albero c. 1925–6

Senza compassi umani di Patrizia Sardisco.

   

  

#1

Può non sembrare altro

quel blabla garrulo

di foglie

_ un frivolo stormire.

Ma fino a che è il tempo

verde trasduce luce:

e al tempo rende fiato

filtro dell’aria

    

#2

Può non serbare altro

la forma transitoria lanceolata

_ scheletri fragilissimi

d’albagia caduca,

euforica

canonica

dentro il profilo cosmico del vento

_ la pienezza di sé che si oltrepassa,

verde e s’ignora.

Se fosse dato a me, mi basterebbe

a perdonarmi borie

di giorni

assimilanti in polvere

fatti di sera, in serie

   

inestate

    

#3

Sono amache le foglie

nell’acre frenesia

dei cicalecci afosi.

E poi d’un tratto agosto

se le slaccia.

Aliene

in risvolti di pagine

su un filo culleranno

le parole _ ali a memoria.

     

#4

Sono opache le foglie

di decrittata luce

incistata

incitata a voce

a verdeggiamenti

mobili

d’asole di sole e vento

serbatoi di stagione

curve

di livello

     

inautunno

   

#5

L’ombra ferruginosa

del giardino

è nell’asperità

dei rami arresi

_ spifferano tutto

certe foglie

al vento

la voce accartocciata

spia dei giorni in trasloco

   

#6

L’ombra farraginosa

rigoverna il bosco

_ è un chiacchiericcio d’onde

sonore d’ocra e rubre

un rubicondo afrore

d’ardua cifratura,

frutici

fitti fitti.

Un muso snuda trifole

e cieli svaligiati di vaniglia

_ per sé mutua la regole

il muschio

dalla fronte del nord

   

ininverno

   

#7

Sugli aghi accucciati

l’aria ferma

a succhiare in silenzio

i passi: si appressa la neve.

Un soffio, a premere,

aria

sulle fronde, sulla fronte,

di nuovo.

   

#8

Sugli aghi affacciati

sui colatoi di luce

sui tetti tremuli

la goccia

albina

d’algida eccitazione

curva le letargie apparenti

senza compassi umani.

La neve orecchia un fiato soffocato

_ ciano ascolto raccolto

in forma di cristallo.

   

inprimavera

    

#9

La fogliolina nuova

sulla guancia del freddo

tempera la punta

della luce.

L’aria è sonora

nelle arpe dei salici,

nell’occhio acerbo

il moto erboso.

   

#10

La fogliolina nuota

l’onda

numinosa

sfonda la sinusoide

del rigore

dio che trascorre gelido

e terrestre

_ un rollio

un’ala viola

virata allo stupore

umano

aperto al volo

mondo verde a venire.

                             

Chaïm Soutine, la stada sulla collina, c. 1924 - in apertura, Cagnes paesaggio con albero c. 1925–6
Chaïm Soutine, la stada sulla collina, c. 1924 – in apertura, Cagnes paesaggio con albero c. 1925–6

7 thoughts on “Senza compassi umani di Patrizia Sardisco”

  1. è un camminare di immagini e attraversando le immagini il lettore può mettersi in ascolto e soffermarsi sui vari momenti, provando un approccio rinnovato, una profonda relazione con la natura
    molto piaciuti
    grazie Patrizia

  2. Sei la casuale e sorprendente scoperta di oggi. Scrivi cose bellissime. Grazie a Flavio per aver fatto da ponte.
    (La poesia è il ponte 🙂 )

  3. Versi asciutti e meditati dove niente appare fortuito o scontato. L’aggettivazione rigorosa, asciutta, cede l’immagine di una realtà scarnificata, ridotta all’osso: una essenzialità che intaglia una corposa materia in linee costitutive, geometriche, essenziali, e nella sua incisività apre a spazi di di significatività altra.

    Questa la mia prima impressione, ma tornerò a rileggere.

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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