Silenzio sulla fabbrica, poesie di Gianfranco Corona

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Silenzio sulla fabbrica, poesie di Gianfranco Corona.

     

    

gianfranco 2Gianfranco Corona è nato a Codigoro(FE), svolge attività letteraria di poeta e scrive dall’età di 13 anni; vive  a Bologna. Nel 1984 l’Unità ha pubblicato alcune sue liriche nella rubrica  ”Fatti in poesia” curata da Roberto Roversi. Fa parte del gruppo (Promozione Culturale) “ASSOLUTAMENTE AZZURRO”. E’ inserito in varie antologie poetiche e alcune riviste letterarie, inoltre ha presentato le sue poesie in varie performance. Per la sua attività poetica ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. Ha pubblicato varie raccolte di poesia, tra le quali ricordiamo “PERCHE’ RITORNI L’ALBA” (1978),”SE L’INVERNO NON VUOLE MORIRE” (1980),”POeSIA” (1993),”I R-UMORI DELL’ANIMA” (1995), (vincitore del secondo premio “PAGINE” Bologna città europea 2000). A gennaio 2011 è uscito edito da “Albatros il filo”, il suo libro: “IL RISVEGLIO DELL’ALBA”,” (vincitore del secondo premio “SALVATORE QUASIMODO” 2017), che è stato presentato il 20 maggio 2011 a Villa Aretusi BO, il 10 settembre 2011 alla Biblioteca G. Bassani di Codigoro (FE) , il 7 ottobre 2011 al Centro Sociale di Borgonuovo (Sasso Marconi) e il 23 Luglio 2014 nella rassegna “Sapori di mare.. sapori di libri e vini” al Lido di Volano (FE).  Il 30 maggio 2011 è stato intervistato presso la libreria ”IL FILO” a Roma. L’intervista è stata trasmessa nelle trasmissioni televisive “SE SCRIVENDO”,”BOOKSHELF,”10 libri” su SKY canale 830 (Giugno 2011). A marzo 2012 organizzata dal Gruppo “Le voci della Luna” a Sasso Marconi, Il 19 agosto a Scola di Grizzana Morandi, il 24 agosto a Monzuno, il 25 luglio 2013 a Minerbio (BO) e il 25 marzo 2014 a Bologna ha presentato la performance in un foto video di Sauro Corona “DEI LIVIDI SULL’ANIMA”. Il 7 settembre 2012 presso la libreria delle Moline a Bologna nell’ambito delle iniziative a cura della Casa dei Pensieri alla Festa dell’unità Bo, ha presentato insieme a Nicoletta Poli, Ines Cavicchioli, Nino Campisi e Giovanni Ghiselli la rivista online filosofica “Le ali di Icaro”. Il 9 novembre 2013  è stato premiato a Milano al Concorso letterario Ambiart, 3° premio assoluto. Nel 2014 ha partecipato alle manifestazioni: a Bologna dei “100 Thousand Poets for Change”e a Ferrara “Poeti in strada e le strade con i Poeti” ed ad altri eventi culturali nella provincia di Bologna e Ravenna. Fa parte dello staff della rassegna “Incontrarsi intorno ad una passione” (Bologna), dove ha presentato la sua produzione poetica, presentando in questi anni vari video poetici. Nel 2018 è stato finalista al Premio “CLAUDIA RUGGERI”. Fa parte dello staff de igiovedìdiVersi, rassegna poetica bolognese di Versante ripido.

In questo articolo vi proponiamo 3 sue poesie degli anni ’70 e una del 2011.

       

IL GIULLARE E’ STANCO

Brucia la lotta,
il fuoco arde,
burattini silenziosi,
accecati da miti disgregati.
Corrono iene
verso gomitoli di gente,
repulsione di atomi.
Il giullare
ravviva le menti;
ancora fogli di carta
svolazzano verso il feretro;
calpesto il mio essere uomo,
inerme con qualche parola
in più … e poi la nausea.
Provocazione … provocazione !!
Cade la vecchia cultura
ipnotizzata da ritratti di storia.
Valanghe di volti,
che spronano il muro,
si alza fumo …
e poi repressione.

     

1977  – Tratta dal ciclostilato “Se l’inverno non vuole morire” di Gianfranco Corona 1980

*

UOMO = BESTIA

Tu uomo, nato dal nulla
tu bestia, che strisci come un verme schifoso
tra la sporcizia.
Tu, che vuoi giudicare un tuo simile,
tu, che vuoi sconfiggere,
tu, che vuoi ammazzare, pestare.
Guarda con gli occhi il tuo essere;
tu fuggi zoppicando, strisciando,
tu non vuoi convincerti che stai
distruggendo tutto,
anche i più insignificanti sentimenti.
La tua corsa bizzarra, frenetica
ti accompagna verso l’impossibile.

     

1973  –  Tratta da “Perché ritorni l’alba” di Gianfranco Corona ciclostilato anno 1978

*

COCCI DI VITA

La rabbia istigava la pazzia;
le frustrazioni di anni fermi nel tempo,
ogni giorno sfruttati,
in preda a lupi di stato.
Scalare una vetta
per poi ricadere nel nulla;
l’inganno dei nostri padri,
l’illusione di paradisi,
il frutto acerbo raccolto
e consumato nel vortice del peccato.
Stranezze che cigolavano
in muro d’incertezza,
le lotte confuse, attorcigliate
nel falso sistema.
Urlare …
confondersi tra la storia cruenta e accesa;
uno specchio infranto,
una realtà spezzata,
un’immagine di vita.

     

1977 –  Tratta dal ciclostilato “Se l’inverno non vuole morire” di Gianfranco Corona 1980

*

SILENZIO SULLA FABBRICA

Sussurrai …
e quel vocio
insistente,
tra le mura sporche
di una fabbrica …
Quando il lavoro uccide
il sapore dell’idea
e i cuori spaccati
tra lo sconforto
e la voglia di non reagire.
E ci si accorge
che i matti conosciuti,
frenano la loro luce,
come nei campi di concentramento,
quel rischioso e spaventoso
malessere,
attanagliava l’anima
senza via d’uscita.
Eppure nelle primavere
continuano a nascere i fiori
per  noi schiacciati,
verso un sentiero perfido
riciclando i sogni
con un’ indomabile barriera.
Come una vertigine
in questa folle corsa
spinta all’eterno,
ci fu un pianto nella notte.

     

2011

*

          

Tempi Moderni, Charlie Chaplin, 1936
Tempi Moderni, Charlie Chaplin, 1936

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