Solitudine e carnevale, di Adriana Pedicini

Il salto della corda, opera di Leonardo Lucchi

Solitudine e carnevale, di Adriana Pedicini: poesie con note dell’autrice.

    

    

Adriana Pedicini
Adriana Pedicini

Adriana Pedicini, vive a Benevento. Già docente di lettere classiche nei Licei, e referente di teatro classico, scrive da tempo. Ha pubblicato una prima stesura di racconti “I luoghi della memoria”, A. Sacco editore 2011, (1° Premio nel Concorso Internazionale di Narrativa “Taormina 2010”) e tre sillogi di poesie, Noemàtia, Lineeinfinite edizioni 2012, Sazia di luce, pref. di Giuseppe Possa, ed. Il Foglio 2013 (3 Premio di poesia “La spiritualità davanti al morire”.Università di Padova 2014 ) e Il fiume di Eraclito, raccolta di poesie in epub e in cartaceo dalle edizioni MNAMON. Di recente ha pubblicato I luoghi della memoria e altri racconti, Il foglio edizioni febbraio 2016, una riedizione della prima stesura ampliata di ben 14 racconti
Ha anche curato “Da Europa all’Europa” (Ilmiolibro.it 2010), dispense didattiche sul teatro antico e sull’origine della civiltà occidentale, attraverso il mito di Europa e gli archetipi del pensiero, del diritto, dell’arte, della letteratura su incarico del MIUR per conto dell’IRSAE.
Ha conseguito premi con opere inedite in vari concorsi nazionali e internazionali negli anni 70-80 (Nosside 1983,Premio Sylarus, Premio”Emilio Lussu” 1985, Premio “Mercede Mundula –Cagliari 1989, Premio letterario int. Trofeo degli Appenini” 1991 (poesia) e recentemente Premio int.J. Prevert 2010 (narrativa), Premio intern.Taormina 2010 (narrativa),1 Premio Bognanco Terme per la poesia nel 2014, con la raccolta Sazia di luce (recensito da Nazario Pardini) 3 Premio di poesia Università di Padova 2014 ”La spiritualità davanti al morire: dal corpo malato alla salvezza”, Premio CHIPIU’NEART per la narrativa 2014 e finalista in diversi altri concorsi.
Collabora con diversi blog e siti letterari. Presente con poesie e racconti su varie Antologie anche on-line.

Le due poesie qui proposte, precedute da note dell’autrice, sono tratte dalla raccolta Il fiume di Eraclito di Adriana Pedicini, MNAMON ed. 2015.

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La solitudine non è più tale se permette di ritrovare se stessi, di ascoltare le voci dell’anima, e di tentare di ascoltare le risposte ai mille perché. Ciò è possibile soprattutto vivendo immersi, anche per breve periodo, nell’immensità della natura che ci depura da tutte le scorie della vita cittadina. Ed è proprio in quell’otium, vero dono, che noi riscopriamo la dimensione umana del vivere ed è lì che viviamo il nostro tempo migliore.

   

Resurrexit

Ho camminato su sentieri innevati
dove l’aria profumava di fresco
e il passo morbido non ledeva
le genziane nate da poco.
Le zolle brune e i pascoli mansueti
occhieggiavano sulle bianche macchie
dove il raggio spandeva il suo calore.
Sottili dai boschi colavano
rivoli d’acqua e la cascata bucava
con vorace scroscio la roccia.
In rapido corteo le nuvole
giocavano a rincorrersi
dispettose l’azzurro nascondendo,
il vento rapendole al cielo
in lunghi veli le sfrangiava
di angeli dalle ampie ali.
Dalle piume
come da piccole canne
di organo nascosto
saliva la melodia
del Resurrexit.
E l’eco lontana
nell’azzurro errabonda
al cuore giungeva
a placare le onde inquiete
di mille domande.

*

   

La festa, se vissuta nel suo senso più dignitoso, è un’oasi di leggerezza per chi la vive. Si direbbe che ciò non è possibile che avvenga a Carnevale, di per sé avvertita come la festa della trasgressione. Tuttavia è anche la festa in cui la libera fantasia è capace di creare realtà altre, forse menzognere, forse più vere di quelle che ci è dato di vivere quotidianamente. Caduti i veli dell’ipocrisia, ognuno tenta di riempire questo tempo lontano dai “negotia” come un’acquisizione della libertà, come avveniva per gli schiavi dell’antica Roma. Breve speranza. I lacci delle formalità vengono ad imbrigliarci appena trascorso il periodo del folleggiamento creativo.

    

Carnevale

Di colorate sagome
piene le piazze
ghirlanda
al carro delle maschere,
di minuscoli dischi
di carta colorata
le vie
e le mani dei piccini
che a guisa d’ali
di sparuto passero
lanciano in volo
sogni e risa fragorose.
Il cuore percuote il petto
come timpano cinto d’edera
in folle danza che annotta
nel languore opalescente
di una lacrima.
Immoti i sogni
sul fantoccio bruciacchiato
d’anni inseguitore e
di illusioni.

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Il salto della corda, opera di Leonardo Lucchi
Il salto della corda, opera di Leonardo Lucchi

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