Ti chiamerò Xiòng (AUDIOVIDEOLIBRO), il nuovo per Claudia Zironi

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Ti chiamerò Xiòng (AUDIOVIDEOLIBRO), il nuovo per Claudia Zironi.

   

   

Il nuovo è parte integrante dell’anelito artistico. L’estetica fine a se stessa appaga ma non risponde alla spinta primaria evolutiva dell’uomo. Partendo da questo assioma – che filosoficamente rinnego ma istintivamente perseguo – ricerco, a volte ingenuamente, nel già detto e nel già fatto passato, presente e futuro, nuove (per me) forme comunicative ed espressive.

L’ho fatto quando ho avviato il progetto di Versante Ripido che proprio questo mese compie due anni; l’ho fatto nella pubblicazione di “Eros e polis – di quella volta che sono stata Dio nella mia pancia”, Terre d’ulivi ed. nella quale ho voluto unire i miei “frammenti di un discorso amoroso” all’arte pittorica di Alberto Cini in un’indissolubile continuum espressivo. L’ho fatto creando la videopoesia “Berlino” in cui i versi non sono abbandonati a se stessi sulla carta – e il lettore abbandonato con essi, ma accompagnati in un percorso esperienziale dalle immagini che li hanno ispirati.

Ho lasciato poi che la contaminazione con l’immagine proseguisse e diventasse progetto a lungo termine. Ora, sempre con mezzi “artigianali”, ho composto un audiovideolibro  in cui la mia voce e le immagini accompagnano il “lettore” in un lungo viaggio. Il libro si intitola “Ti chiamerò Xiòng”: un poco di tempo fa ne ho proposto una selezione in formato ebook che è reperibile nella sezione ebook di Versante Ripido; ora lo propongo quasi integralmente, ma completamente avulso dalla parola scritta.

L’evoluzione tecnologica sta rendendo obsoleto il glifo mettendoci a disposizione infiniti pittogrammi per comunicare: arrendersi o diventare padroni del futuro è solo una questione di approccio. Per certo, la resistenza è inutile.

Questo mio, dunque, non è un ritorno all’oralità ma un’avanzata consapevole verso possibilità che ci si stanno aprendo. E concludo così la trattazione di ciò che concerne il nuovo dal punto di vista della proposta tecnica per la fruizione del verso.

Del contenuto di “Ti chiamerò Xiòng”, che dire che possa attenere al nuovo?

Questo libro parte dal progetto precedente di “Eros e Polis”, e dopo la parte introduttiva, nella sezione “Cloto” ripropone infatti diverse poesie edite, tratte da “Eros e Polis”, ma abbandona da subito la via della trattazione delle sfaccettature dell’amore come fenomeno rappresentativo di un tempo epocale e propone lo sviluppo di una storia in versi dal senso compiuto. La protagonista, alla quale sono attribuite le poesie di cui mi dico traduttrice, è la fu Claddagh Bleeding, irlandese, innamorata di Vincent (che lei chiama anche Xiòng – trascrizione pīnyīn del carattere monosillabico che è radice del nome “orso”), morta per amore – forse uccisa, forse suicida. Claddagh è una romantica ottocentesca a tratti, ma anche una donna moderna con le sue esigenze, i suoi torti, le sue contraddizioni e i suoi capricci. Al contempo è un’osservatrice del genere maschile, del suo comportamento nelle relazioni, ed è una filosofa dell’eros. Claddagh si riempie gli occhi di arte – metafora dell’amato, si riempie i sensi di desideri, il cervello di elucubrazioni e l’anima di dolore. Si fa contaminare, assorbe, rielabora e propone la propria visione immaginifica in forma di versi.

L’origine irlandese della protagonista, insita nel nome proprio, è il tributo a una terra che mi ha svelato inequivocabilmente quale dei cinque (o sei) sensi mi guida la mano.

La storia d’amore si suddivide nelle sezioni “Cloto”, “Lachesi” e “Atropo”. Evidente il senso.

Le opere d’arte che accompagnano i versi sono in parte di autori famosissimi e in parte di altri, ai quali auguro di presto diventarlo, a me più vicini. Desidero citarli: Alberto Cini, Paolo Zanardi, Gian Ruggero Manzoni, Alessandro Assiri, Graziano Ciacchini.

Per chi avrà la pazienza e la curiosità di ascoltare le parole di Claddagh, per tutta la durata della lettura di un libro, propongo qui  il video che ho prodotto. CZ

 

    

*** INDICE DELL’AUDIOVIDEOLIBRO “TI CHIAMERO’ XIONG”

    

– INTRODUZIONE — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=0m0s

I. CLOTO

– TI CHIAMERO’ XIONG (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=2m50s

– AMOUR FOU (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=3m39s

– OGGI (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=4m36s

– DIRETTORE D’ ORCHESTRA (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=5m08s

– LA GOCCIA (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=6m04s

– TI POTREI PARLARE DELLA VITA (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=7m26s

– INCHIOSTRO E CARNE (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=8m30s

– MANCA QUALCUNO (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=9m29s

– L’ULTIMO BACIO (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=10m09s

– BAMBOLE — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=10m51s

– LA MOSCA (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=12m15s

– MANICURE (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=13m01s

– COME DICE L’AMORE UN POETA (da “Eros e polis”  Terra d’ulivi ed.) — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=13m51s

– UMANE NATURE II — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=14m25s

– UMANE NATURE I — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=15m46s

II. LACHESI

– UMANE NATURE IV — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=17m30s

– UMANE NATURE V — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=18m50s

– QUANDO — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=19m52s

– SI IMPARA A LEGGERE BAMBINI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=21m44s

– MARMO E LACRIMA — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=22m10s

– TRA MILLE ANNI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=22m45s

– LA PIOGGIA NON CHIEDE — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=23m37s

– LUI NON E’ PIU’ QUI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=24m06s

– ERI LA PAROLA — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=24m28s

– ERANO IRIDI VERDI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=25m14s

– DI QUELLI CHE AVEVANO BISOGNO DI ATTENZIONE — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=26m06s

– IL LAMPO — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=27m04s

III. ATROPO

– M — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=27m29s

– SCIAMANO — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=28m12s

– SI MOSTRA FINITO L’UNIVERSO — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=28m56s

– FAUST — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=29m48s

– NON VOLGERAI IL VISO — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=31m43s

– LE DUE SORELLE — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=32m33s

– I PAZZI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=33m38s

– EROTICIPOETICI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=34m52s

– MI MANCHI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=36m07s

– DA VENT’ANNI HO MEZZA FACCIA — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=36m23s

– OCCHI SBARRATI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=37m18s

– DOVE SI SONO INCONTRATI — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=39m53s

– DICONO CHE ERA BELLA — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=40m23s

– ESAUSTE LE PAROLE SI RITRAGGONO — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=41m44s

– IN PIENA LUCIDITA’ DISPOSE — http://youtu.be/UplXeJYHTes#t=42m14s

                                   

Une femme mariée di Jean-Luc Godard
Une femme mariée di Jean-Luc Godard

18 thoughts on “Ti chiamerò Xiòng (AUDIOVIDEOLIBRO), il nuovo per Claudia Zironi”

  1. Riporto qui i commenti che sono stati lasciati in youtube:

    NARDA FATTORI

    Claudia hai fatto un lavoro pregevole ma fatico ad a usare i sensi contemporaneamente; l’orecchio o la vista domina. Però se le immagini si susseguono come entro scena, ecco ho visto a Roma un bellissimo lavoro per il 27 gennaio, con i dipinti e le foto e i versi dell’infernop. Sì , è una strada che si può percorrere, ma è già teatro.
    Narda

    1. grazie Narda, infinitamente per la pazienza e l’attenzione che hai avuto. sei la seconda persona che esprime piu’ o meno lo stesso concetto della prevalenza di un senso sull’altro, probabilmente e’ una questione di cattivo equilibrio di insieme nel mio video. ci riflettero’ e lavorero’ grazie ancora. un affettuoso abbraccio. Claudia

  2. riporto un commento via mail di ALESSANDRO ASSIRI

    Di prima impressione mi arriva la costruzione, non so dirti bene ma come un eccessiva impostazione di tutto il corpo testo e l’occhio lo sguardo ne risente, la parola domina l’immagine non la fa sua …

    1. grazie per l’attenzione Alessandro. Credo che sia un concetto simile a quello espresso da Narda Fattori. Magari c’e’ poco equilibrio nel video e bisogna lavorarci, e’ una questione da approfondire. un abbraccio. Claudia

  3. Riporto qui i commenti che sono stati lasciati in youtube:

    GIORGIO LINGUAGLOSSA

    cara Claudia,
    l’immagine insieme alla voce è più difficile da recepire, sarebbe meglio, a mio avviso, una immagine con un testo scritto a fianco, oppure l’immagine del tuo volto che recita.

    1. caro Giorgio, ti sono molto grata del passaggio e del consiglio molto costruttivo. Credo che l’idea di mettere il testo di fianco all’immagine sia ottima! un grande abbraccio. Claudia

  4. youtube è, per definizione, il mezzo di diffusione della canzone, della musica, delle raccolte. Al secondo posto la registrazione e diffusione degli spettacoli. La poesia solo a piccole dosi a meno che non sia all’interno di uno spettacolo, non un MONOLOGO, anche se scorrono immagini la staticità della parola si mostra tutta e non entra nulla di quanto viene letto, nemmeno detto, come si dicono le parole quando due s’incontrano.Qui esiste solo l’uno, l’autore e l’altro ha una barriera oltre la quale resta solo qualche istante, destianto a scappare. 45 minuti di lettura sono troppi per questo tipo di non spettacolo, non canzone, non musica, per questo non dialogo.
    Preferisco leggere e dare i miei tempi di lettura, gli spazi di silenzio, le riflessioni sulle parole o i salti da una pagina all’altra. Questo diventa un mezzo per allontanare, non per richiamare, non per trattetenersi con l’altro.Il lettore divente uditore ma solo la superficie gli scorre tra l’occio e l’orecchio.
    fernanda f.

    1. Ciao Fernanda, ti sono molto grata per avere guardato ed espresso un’opinione preziosa. Ho avuto altri riscontri molto costruttivi, faro’ tesoro di tutti realizzando qualcosa di maggiormente fruibile. Grazie davvero. Un abbraccio. Claudia

  5. riporto qui il commento pervenuto via mail da PAOLO ZANARDI

    Ciao Claudia,
    intanto, il tuo lavoro merita i complimenti. Le poesie sono belle e, secondo me, ben lette. Inoltre il video è piacevolmente sobrio.
    Ho dei dubbi personali, probabilmente condivisi da pochi, relativamente al rapporto tra poesia ed immagini. In genere preferisco che le poesie stiano “sole”, senza essere accompagnate da fotografie o dipinti. Questo perchè l’immagine, secondo me, arriva prima; il testo implica uno sforzo maggiore, occorre leggerlo e in qualche modo anche “digerirlo”. Se l’immagine è forte, sovrasta la poesia, le tarpa le ali. Parere personalissimo, ripeto.
    Nel caso del tuo video, la poesia è predominante, forse grazie al fatto che i versi non sono da leggere ma da ascoltare, e anche il suono ha la caratteristica di arrivare rapidamente a chi ne fruisce. Ciò mi piace.
    Mi rimane un dubbio: in quanti vedranno/ascolteranno un video di 43 minuti? Temo che la durata si scontri con i tempi soggettivi di ognuno. Non solo e non tanto perchè di tempo ne abbiamo tutti poco, ma soprattutto perchè la poesia implica delle pause. Personalmente, tra una poesia e l’altra, ho bisogno di fermarmi un attimo.
    Non so se questi commenti possano essere d’aiuto. In ogni caso complimenti.
    Paolo

    1. ciao Paolo.
      grazie mille per avere guardato e per avermi espresso questa tua valutazione. A grandi linee rispecchia quello che hanno detto Fernanda Ferraresso e anche gli altri. Terro’ in debito conto tutte le vostre osservazioni tentando produzioni piu’ bilanciate e meno lunghe, magari di una sola poesia per volta.
      Se non ti dispiace inserisco il tuo commento sotto all’articolo perche’ vorrei tenere tutti i consigli assieme per meditare e lavorarci su.
      Buona giornata. Un grande abbraccio.
      Claudia

  6. Claudia cara, è forse troppo multisensoriale il video, a tutto rischio che si smarrisca la stessa forza della parola poetica, che invece è sicuramente uno dei motivi che ti spingono a questa realizzazione. Sì, concordo con chi dice che ci vorrebbe il testo scritto a fianco, altrimenti è oralità che risulta paradossalmente sfuggente, invece di imprimersi maggiormente in chi ascolta. In poesia, insomma, non vale l’assunto che da studenti abbiamo tutti in qualche modo fatto nostro “leggi a voce alta, così quello che leggi resta più impresso”. E il motivo è che qui abbiamo a che fare con un progetto poetico, con un farsi della parola in verso, un poiein, appunto: troppo impegnativo per richiedere quest’impegno supplementare dell’afferrare e ben intendere il testo. Ciò – sia chiaro – nulla toglie alla purezza, già così percepibile, del tuo dettato poetico, asciutto, personalissimo.

    1. Caro Marco, grazie per avermi dedicato il tuo tempo. Anche nelle tue osservazioni trovo coerenza con quanto gia’ espresso dagli altri stimatissimi amici. In effetti se un audiolibro si presta bene alla prosa, in un contesto poetico rischia invece di snaturare e scoraggiare la percezione. Non desidero abbandonare questa strada della multimedialita’ ma vedro’ come rettificare il tiro.
      Un abbraccio. Claudia

  7. Io purtroppo sono un “patito” della voce umana, pura e senza commistione con sottofondi musicali, immagini o altro, per me la musica della poesia sta nelle sole parole e in chi le legge. Infatti reputo difficilissima la lettura delle poesie in pubbluico. Agli autori, spesso e volentieri, viene la tremarella; se si assolda un attore, questo le legge tutte allo stesso modo. Ingrata Poesia. Ecco non mi dispiacque l’idea della serata bolognese in cui presentasti Eros e Polis, buon l’idea della lettura a più voci. Tornando al video, interpreto il tuo lavoro come “buon lavoro” almeno nelle intenzioni, però l’idea sarebbe da perfezionare, ma non so dirti come. Ciao.

  8. riporto il commento pervenuto via mail da FRANCESCA DEL MORO

    Ciao Claudia,
    come sai amo molto le poesie e il tuo modo di leggerle, perché il tono che usi, così carezzevole e composto, in qualche modo rende pacata la passione ma non per questo meno forte, anzi facilita l’immedesimazione e la possibilità di conservare tutto dentro. Non c’è bisogno delle immagini, però, distraggono e trasmettono un senso di scollamento. Oltre a essere un’idea già vista mille volte per accompagnare canzoni su Youtube e poesie postate su facebook. Ho amato molto il tuo video su Berlino, continuerei su quella strada.
    baci

  9. via mail da MASSIMILIANO DAMAGGIO

    Ciao, Claudia.
    Forse posso esserti utile, in quanto ho studiato arte, cinematografia e cose simili, e per diversi anni me ne sono occupato. Fra l’altro, anch’io ora sto lavorando sulla parola slegata dal “glifo”. Per quanto, quello che ti dirò possono essere solo consigli da prendere con le pinze.

    Lascio stare le poesie, che sono bellissime, ma non è questo che al momento ci interessa. Parliamo dell’intreccio audio/video/parola (ma anch’essa audio). Credo ci siano diverse cose che “appesantiscono” il tuo lavoro e in qualche modo possono “allontanare” lo spettatore:
    1) la lunghezza;
    2) l’assenza di movimento, o staticità;
    3) l’eccessivo “silenzio”;
    4) la recitazione, bella ma un po’ “monocorde”.

    1)
    Tu lo sai benissimo, perché è come nella vendita: l’attenzione di uno spettatore sale, raggiunge un “picco” e poi scema. Nel caso di Internet, e dei video in particolare, questo “picco” arriva dopo pochi minuti. I 40 e passa minuti del tuo video sono troppi. Consiglierei di spezzarlo in una serie di video di minor durata e di

    2)
    movimentarli un poco. Non basta un’immagine, cui comunque è legato il testo, o viceversa, per mantenere l’attenzione. Ricordati che lo spettatore non è legato alla parola visivamente, e quindi la narrazione (o recitazione) non può essere considerata al pari livello dell’immagine: l’occhio si stanca di vedere la stessa immagine per due minuti, e di conseguenza provoca una disattenzione anche “uditiva”. Potresti proporre un “movimento” di diverse immagini per un solo testo, così come l’incursione di “movimenti” sonori (musica, rumori, quel che vuoi) ogni decina di versi. Queste cose danno movimento, così come un vero e proprio video. Ma necessita che il video sia di breve durata, per non produrre un’enorme confusione sulla lunga durata.

    3)
    Quando parlo di “eccessivo silenzio”, intendo proprio il “sottofondo” costante di tutto il video: il silenzio, l’assenza di elementi sonori che risveglino l’attenzione dello spettatore. Secondo me dovresti fondere anche musica e parola, di modo che l’orecchio sia sempre sollecitato da nuovi stimoli, e non

    4)
    si abitui alla recitazione sempre uguale, che alla fine non rende giustizia ai singoli testi i quali, secondo me, hanno ognuno una sua propria identità anche “vocale”, e si devono distinguere per questo. Ogni testo ha una sua propria “tonalità” che deve essere ripresa dalla voce – diversa ogni volta. Questo aiuta a differenziare le varie poesie fra loro e a farle risaltare singolarmente. Una soluzione è, ad esempio, intervallare testi più “pacati” ad altri meno: questo crea nell’ascolto una specie si grafico “alto/basso” che elimina la staticità “vocale”: è una cosa che utilizzo spesso quelle rarissime volte che faccio delle letture. Il classico tono “piano” delle letture di poesie è il problema delle letture stesse, dove tutto è acusticamente uguale e, alla fine, si confonde in un “bisbiglio” indistinto.

    Spero di esserti stato utile. Se mi vengono in mente altre considerazioni, ti scrivo.
    Un abbraccio

  10. commento pervenuto via mail da SERGIO ROTINO

    Cara Claudia,
    sono riuscito ad ascoltare per intero il tuo Ti chiamerò Xiòng solo in questo scorcio di festività.
    Ti faccio i complimenti per la forza di volontà, l’abilità e la qualità che hai messo nell’audio-video libro, cosa veramente non da poco.

    Ti confesso di essermi trovato in difficoltà soprattutto per la lunghezza del lavoro. Seguire la voce (il testo) e cercare di farlo unendo questa alle immagini statiche per trovare un nesso metaforico, mi ha creato non poche difficoltà.

    Ho apprezzato però interamente la nudità del dettato, ovvero il fatto che tu abbia preferito evitare una “sovrasonorizzazione” della voce. Che tu abbia cercato di tenere il tono della voce su un versante non enfatico, non recitato, e proprio per questo altamente polarizzato.

    Probabilmente affinché questo esca bene dalla tua operazione, e bene sia compreso, sarebbe meglio dividere quanto tu unisci in tre blocchi, quindi in tre video-sonorizzazioni.

    Qua e là avrei delle riserve sui testi. Ma sono opinioni personali, visioni di come la struttura debba costruirsi e reggere nel suo complesso. E per meglio esplicarle, dovrei leggere il lavoro, su carta.

    Un salutone e auguri di buon nuovo anno.
    Sergio

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