Tutti i bambini scrivono poesie, di Janna Carioli

Julia Margaret Cameron, "Circe", 1865, Met Museum

Tutti i bambini scrivono poesie, di Janna Carioli.

     

    

janna-carioliJanna Carioli  vive a Bologna. E’ giornalista, autrice di teatro e trasmissioni televisive fra le quali “ La Melevisione”. Insegna sceneggiatura televisiva a “Bottega Finzioni” di Carlo Lucarelli. Scrive libri per ragazzi (una cinquantina quelli usciti fino a oggi). I suoi romanzi, e i suoi libri di poesie hanno ricevuto numerosissimi premi letterari (ultimo dei quali il Premio Pippi 2014) e sono stati più volte inseriti in “White Ravens” l’honour list che ogni anno segnala buoni libri per ragazzi scelti in un panorama internazionale. I generi letterari nei quali spazia la sua scrittura sono diversi: romanzi, poesie e filastrocche, gialli, romanzi di ambientazione storica, albi illustrati. Attualmente è impegnata nella scrittura di un cartone animato.
Come traduttrice ha curato e adattato “Canto di natale” di Charles Dickens, alcuni libri di poesie e diversi romanzi
Per saperne di più: www.jannacarioli.it

     

Janna ci offre un reportage sulla sua attività poetica per i bambini.

     

Tutti i bambini scrivono poesie. Molti adolescenti scrivono poesie. Pochi adulti scrivono poesie. Pochissimi adulti scrivono poesie per bambini.
Non so perché gli altri autori lo fanno. Posso solo raccontare perché io lo faccio.
Scrivo poesie per bambini perché mi rende felice. Perché mi sembra di essere più vicina alla terra… sarà l’altezza dei miei interlocutori?
Ho un intento pedagogico? Giù la maschera: ce l’ho. Spero col mio lavoro, di aiutare i bambini a guardare il mondo con uno sguardo divergente: a non essere conformisti, a non smettere mai di fare un cambio di prospettiva e pensare che una cosa può essere così, ma anche cosà. Aiutarli ad ascoltare il proprio cuore e non solo il proprio cervello. Farli sentire liberi di ridere e di piangere senza vergogna. Tutto qui. Spero che la mia poesia serva a questo.
Spesso mi hanno chiesto come “mi vengono” le poesie. In realtà sono le storie che suggeriscono in che forma vogliono essere scritte. Alcune mi dicono: “Io ho bisogno di tante parole. Io sono un romanzo”. Altre mi dicono: “io ho il respiro di una poesia”. Altre ancora dicono “Io ho bisogno di musica. Sono una canzone”. A volte sono immagini che fioriscono liberamente vedendo un bambino seduto sotto un albero.

Memoria

L’albero in mezzo alla piazza
si sgranchisce le radici
sotto il cemento.
Anche il bambino
si sgranchisce i piedi
dentro le scarpe.
Si guardano i due
e sospirano.
Hanno memoria
di quando uno era scimmia
e l’altro foresta.

Altre volte parlano di argomenti legati a un tema che mi è stato richiesto, come quelle sui diritti, per esempio, o quello dell’alfabeto dei sentimenti.
Scrivere poesie per bambini “su commissione” può sembrare un appiattimento. Per me è una sfida esaltante. Non si tratta di raccontare (con rime o senza) un argomento. Il lavoro di invenzione sta nel cercare l’immagine giusta, la prospettiva giusta, per rendere un concetto, che, a volte può essere anche molto difficile. Questa, per esempio, l’ho scritta per ricordare la dichiarazione dei diritti dell’uomo approvata nel 1789 dopo la rivoluzione francese.

Liberté égalité , fraternité

C’era una volta un re
seduto sul sofà
che disse alla sua serva
raccontami una storia.
E la serva incominciò:
Ora non c’è più il re,
neanche il suo sofà
ci sono tre parole
che mettono le ali:
Liberi, Fratelli, Uguali.

Ci sono poesie che nascono dal ricordo di quando anche io ero piccola e sentivo sulla pelle le ingiustizie degli adulti, come queste scritte per un libro su “I difetti dei grandi”.

Le liti di mamma e papà    

Non so se preferisco
le urla e i rumori
oppure i silenzi
i musi e i rancori.
Mi sento una zattera
in un mare in tempesta
quando voi litigate
e mi urlate sulla testa.
E quando finalmente
smettete di strillare.
voi continuate il viaggio
e io son caduto in mare.

*

L’infinito davanti

Non fare le cose per me
Non spianarmi la strada
Il sentiero voglio aprirmelo
usando la mia spada.
Lo so che tu speri per me
che il male non mi tocchi
ma voglio affrontare il drago
guardandolo negli occhi.
non fare le cose per me
e lasciami provare.
ho l’infinito davanti
e il tempo di sbagliare.

Rime o verso libero?
Io mi diverto a scrivere in rima. Ma la rima in una poesia non è mai una operazione “da rimario”. E’ una musica, una armonia che sposa il senso al suono. Io ho una canzone dentro quando scrivo. JC

             

Julia M. Cameron, "Lionel Tennyson", Freshwater, 1869 - in apertura"Circe", 1865, Met Museum
Julia M. Cameron, “Lionel Tennyson”, Freshwater, 1869 – in apertura “Circe”, 1865, Met Museum

3 thoughts on “Tutti i bambini scrivono poesie, di Janna Carioli”

  1. Insegno in un istituto professionale di tecnici per l’abbigliamento. Solo quasi ragazze, molte straniere: cinesi, maghrebine, pakistane. In seconda – l’età è di circa 15 anni – si fa la poesia ed io ho avviato un piccolo ( si addice alla forma poetica analizzata ) laboratorio sull’haiku, spiegandone la forma metrica, lo sguardo rivolto alla natura, il motivo stagionale condensato nel kigo. Poi ho detto alle ragazze di provarci. Mi permetto di pubblicarne alcuni: ” Il cielo piange/ bagna le foglie verdi:/ brillano perle.” (Iqra);” Nella campagna/ la lucciola brillante/apre la strada” ( Lucia); ” Il sole caldo,/ ma percepisco gelo:/ tempesta dentro” ( Marco); ” La tartaruga/ è coperta di muschio/ anche la pianta” (Sasha). Shavira, una ragazza pakistana, senza che io lo pretendessi ha imparato a memoria ” Funeral Blues” di Auden semplicemente perché le piaceva. I ragazzi amano la poesia, la vogliono conoscere, la vogliono scrivere.

  2. Articolo delicato e stimolante…. La poesia fa parte del creato ne è una sua creatura…nasce spontanea come i fiori a primavera o frutto di cure amorose e tenaci come le piante innestate… grazie.

  3. Carissima Janna, sono una di quei pochissimi che osano scrivere poesie per bambini. E ci credo, anche se da altrettanto pochissimi saranno lette. Nelle tue parole ho ritrovato molte delle mie motivazioni, soprattutto quella che dà felicità. Il libro più bello che ho scritto è quello nato dopo un’esperienza di laboratorio svolta con ragazzi diversamente abili della mia scuola (un Istituto Alberghiero in cui insegnavo francese).” La Poesia non am-mette limiti” era il titolo del laboratorio e, alla fine del corso, ho ricevuto il premio che più di ogni altro mi ha fatta felice.I ragazzi volevano continuare a fare poesia… in piena sintonia ormai con essa, forse perché alla Poesia autentica più vicini di tanti altri. Chissà, forse un giorno o l’altro potremmo conoscerci. Intanto mi complimento per i tuoi lavori, per le intenzioni che li fanno nascere e per i tuoi molteplici impegni. Davvero la Poesia non am-mette limiti e, fortunatamente, c’è ancora qualcuno che sa percorrere felicemente questa strada. Grazie, da un’artigiana della Parola.

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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