Tutto brucia tranne i fiori di Roberto Dall’Olio, recensione di Federico Di Bisceglie

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Tutto brucia tranne i fiori di Roberto Dall’Olio, Moretti&Vitali ed. 2015, recensione di Federico Di Bisceglie.

   

   

La Musica nelle parole

Come scindere le due discipline? Come considerare due elementi distinti Musica e letteratura? Ma la vera sfida sta nel riuscire a far interagire due mondi così vicini e così distanti allo stesso tempo. Ne è un esempio l’opera di Roberto Dall’Olio, già professore di filosofia e storia preso il liceo Ariosto e autore di diverse opere precedenti a questa. Il titolo del “poemetto” è di per sé oltremodo evocativo di come certe tematiche vengano trattate al suo interno e di quanto le parole in determinati contesti assumano una valenza particolarmente rilevante. L’opera si apre maestosamente con un’”ouverture”, nella quale la dolcezza delle parole di Eloisa unite ad una magistrale descrizione ed attenzione per i sentimenti è oltremodo efficace ed induce il potenziale lettore a continuare la lettura in maniera sempre più attenta. Poi si arriva all’acme della narrazione, al punto di non ritorno, il punto in cui il lettore è trascinato da una commistione di sentimenti, disperazione, dolcezza e amore, che sono “cantate” dalla bocca di una donna. Ecco, vorrei spendere qualche parola in proposito. Molto spesso all’interno dei romanzi e dei poemi il ruolo della donna è marginale o per lo meno di sottomissione nei confronti dell’uomo. In questo caso il personaggio di Eloisa viene trattato in modo davvero particolare, attraverso uno scavo introspettivo e psicologico che delinea una persona, o meglio una donna, scontenta della sua condizione di vita, straziata dal “proibito” amore e che come mezzo per arrivare al suo innamorato ha solamente il suo canto, che molto probabilmente l’innamorato non riuscirà mai ad udire, ma che sicuramente percepirà inconsciamente come lamento per un amore eterno ed oltremodo sincero che non ci potrà mai essere. Presumibilmente Dall’Olio per descrivere e creare il personaggio di Eloisa si è ispirato a Manzoni, o forse ad Ariosto, o allo stesso Dante. Ma sicuramente il livello di poesia nelle parole di Eloisa è molto elevato, e si potrebbe paragonare alla divina Beatrice dell’Alighieri. “Tutto brucia tranne i fiori”, è questo il titolo dell’opera alla quale ho miseramente tentato di dare un’interpretazione. Due parole sullo sullo stile dell’autore. Roberto Dall’olio è innanzitutto un poeta. Per questo motivo ha scelto la versificazione, se così si può definire della sua opera, ma non impiega versi regolari, né tanto meno rime canoniche. Il suo metodo compositivo è oltremodo libero, e rispecchia un po’ la sua personalità. Come espediente narrativo, riprende molte volte le stesse parole e ne cambia magari il contesto nelle quali sono inserite. Ma il vero “tocco di classe” è l’utilizzo della punteggiatura, o meglio il non utilizzo della punteggiatura, poiché come lui stesso sostiene

“Le parole sono troppo importanti per essere fermate da punti”.

DallOlio-A

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