Tutto il respiro, inediti di Luigi Paraboschi

Alberto Cini, tecnica mista

Tutto il respiro, inediti di Luigi Paraboschi.

   

   

tutto il respiro dell’universo si poggia anche su una realtà non misurabile, pressoché impercettibile, una realtà strana e perfino paradossale ma importante ed energica, una realtà che manda avanti e alimenta molte situazioni e cose spesso all’apparenza perdenti e fallimentari, o estremamente fragili…
( autrice anonima )

    

Tutto il respiro

E’ dunque vero ciò che scrisse il bardo
che vi sono più cose tra cielo e terra
di quanta ne contempli la nostra filosofia ?

Oppure siamo certi di sapere il luogo
ove nasce la malinconia o da che cosa
sboccia la fonte del desiderio ?

Se è la carne a farci dire la tristezza
come spiegare allora la corsa ad inseguire
l’appagamento, il tentativo di riempire
un vuoto che ci appare come semplice
nostalgia di un vissuto precedente ?

Mongolfiere senza lo spirito, siamo
condannati a ripiegare su terre desolate,
alianti che senza le correnti devono
planare sperando di non schiantarsi,

eppure questa attesa di conoscenza
non si tace, il vuoto dentro il quale
ci agitiamo non è un porto nascosto
dove sperare incontri di fortuna

è lo spasimo per un incontro atteso
che temiamo ma quando lo scopriremo
avrà suono di pace e profumo di libertà.

***

Il vuoto d’una finestra

Il vuoto d’una finestra spalancata sul mattino
è spazio che racconta l’inizio d’una giornata altrui
e, con occhi avidi, indugio su quel riquadro scuro
senza conoscere il genere o l’identità
che vi vorrei vedere, ho solo un desiderio di contatto
– smarrito come sono dentro un rete dalle maglie lacerate-
in questo mattino di pioggerella marzolina,
si sarebbe scritto nel tempo in cui
il mondo aveva colori e forme più definite,
ma oggi tutto si muove in fretta, la stanchezza
ci attraversa senza lasciare al cuore il respiro
per un battito anche senza futuro.Costretti
all’angolo del ring tiriamo il fiato intanto
che ci spruzzano il viso con parole bugiarde,
cercando di  rimetterci in bocca il paradenti,
ma lo rifiutiamo, decisi ad arrivare all’ultimo round
ansiosi di incontrare il pugno definitivo.

*** 

Oblivion

E’ un fiume lento senza correnti
che scivola pacato come la carezza,
dopo, e la senti leggera ala
soffio di polvere, sabbia che scorre
sottile dentro il vetro del tempo.

Vena dove esce sangue di caramella
da una ferita dal taglio dolce
e lo vorresti quasi bere per assaporare
il gusto che ha l’abbandono,
è l’altra dimensione, pensiero
diventato fluido nelle dita,
sciogliersi dentro la penna
per diventare parola che non sapevi
e che ignorerai forse per sempre.

E’ come morire, finalmente respirare
dentro un’altra bocca che possa darci
quel fiato da sempre mancante,
è stare lunghi e distesi nella piroga
che ci porta via da tutto  e così ha fine
l’agonia dolce e desiderata
che è stata tutta questa assenza.

                       

Alberto Cini, tecnica mista
Alberto Cini, tecnica mista

 

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: