Una bella serata, editoriale di Emanuela Rambaldi

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Una bella serata, editoriale di Emanuela Rambaldi.

  

    

Aeroporti, stazioni, supermercati.

Siamo partiti da lì, da quelli che Augé definiva non-luoghi (dove più ci perdiamo, più ci confondiamo con gli altri, e più riceviamo l’illusione di un’identità).

Dalla sua riflessione antropologica, di più di 20 anni fa – sorprendentemente attuale – siamo arrivati ai giorni nostri. Insieme all’Associazione Civico 32 abbiamo deciso di verificare in che modo la sensibilità fotografica e poetica re/interpretasse – oggi – i nuovi luoghi.

12028888_512567048911065_1542271948616123553_oCosì sono nati i concorsi.

Da quello poetico sono emerse visioni molteplici. Viaggi, solitudini, alienazioni, un vago senso di straniamento, di perdita di sè. Da quello fotografico, il motivo ricorrente del riflesso, come se il luogo fisico non potesse che esistere come doppio.

I poeti che hanno partecipato sono tantissimi. Li ringraziamo tutti.

Sono stati per noi di VR mesi intensi, trascorsi a leggere le centinaia di opere ricevute. Le prime dieci ora sono esposte al Cortile Caffè, al 32 di via Nazario Sauro a Bologna, nella bella mostra allestita dalla Scuola della Carta. Sono lì, stampate sulle t-shirt. Appese tra le foto vincitrici e finaliste. Sono esempi, a nostro avviso, di bella poesia.

Le prime tre le abbiamo lette ad alta voce, il 25 settembre, nel corso della serata conclusiva dei concorsi. Abbiamo ascoltato gli interventi dei fotografi, abbiamo chiacchierato di fabbriche abbandonate, di incursioni oltre confine, di poesia, coesione e partecipazione. Ci siamo ritrovati. Che è quello che succede, nei luoghi. Una bella serata.

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