Viaggi e vacanze. Istanbul nei versi di Claudia Zironi

Istanbul

Viaggi e vacanze. Istanbul nei versi di Claudia Zironi.

  
Minareti.
inedito – gennaio 2013

I.
E’ come profumo di te’
alla mela, di spezie: cardamomo
rovesciato dal cesto della vecchia.

Sara’ terso il cielo dell’accoglienza,
coprira’ come un chador
le nostre teste empie
nell’ora della preghiera. Folla
di tredici milioni di anime odoranti
aspro e salmastro
sul Bosforo, e un muezzin.

Ascolta. Lo senti il richiamo?
Lo senti mentre invoca
il tuo nome? In attesa
di sei minareti

Blue mosque Istanbul
Blue mosque Istanbul

II.
Ho visto il minuto fermo
nell’oro, il rito immobile.
La vendetta del tempo
sgretola i meccanismi
dall’interno, involucri preziosi
rimangono a baluardo
del senso dell’eterno.
Quadrante doppio per il sultano

III.
Talvolta gli oppressi
fanno, talvolta gli oppressori,
della conoscenza rogo.
Ma essa risorge
tre volte dalle ceneri,
si modella ad abbracciare
l’uomo. Indomita
e santa, la sophía.

IV.
Mi guardavano celate
dal matroneo. L’aria sollevava
il mio velo, non il loro. La rabbia
sollevava il mio animo, non
il loro. Tutte abbiamo seguito
gli uomini
fuori dalla moschea
verso il bazar

donna musulmana
donna musulmana

V.
Punge il puntale le nuvole
le dissipa, il miracolo
di un raggio inonda
il tappeto di zafferano.
Rimango cieca ai colori
altri:

del cormorano il becco
vola a pelo d’acqua,
limoni senza banchetti e
muri senza finestre, solo
taxi delineano le strade.
La cornice d’oro non riflette
il presente ne’ il passato

istanbul
istanbul

VI.
Quando ti aspetti che il tagliagole
ti dia gentilmente il buondì, chieda
il permesso di rapinarti ed infine
ti ringrazi mentre esangue giaci
sul selciato, allora
stai da sei giorni a Istanbul.

VII.

E il settimo giorno si riposò:
era domenica, o forse venerdì

occhio di Allah
occhio di Allah

 

6 thoughts on “Viaggi e vacanze. Istanbul nei versi di Claudia Zironi”

    1. Caro Luigi, ti ringrazio per aver lasciato un commento. Io proprio non riesco a scrivere tiepidamente, di cose che non mi colpiscano a fondo. Di conseguenza nei miei versi esce sempre la passione, anche quella cattiva. La breve esperienza bizantina, da turista, si e’ concretizzata in un sentire poetico attento ai pochi dettagli comportamentali autoctoni che mi e’ parso di cogliere. Spero di non essere caduta, come sarebbe stato facile che accadesse, nel luogo comune. Un abbraccio. Claudia

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