XXX Le parole del sesso in tre poeti: Polvani, Barbieri, Zironi

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XXX Le parole del sesso in tre poeti: Paolo Polvani, Daniele Barbieri, Claudia Zironi.

   

   

Vi proponiamo il punto di vista sul tema del mese di diversi autori, con una sola poesia a testa, a esemplificazione e dimostrazione di come la parola poetica possa fornire una molteplicità di spartiti aderenti a un medesimo assunto.

      

Tre poeti conversano sulle parole del sesso in poesia. Inizia un bollente Paolo Polvani:

   

Non è facile trovare le parole del pompino

    

Non è facile trovare le parole del pompino,
come dire l’incandescenza del cazzo, la dedizione
della bocca, l’agguato della lingua? il guado
tra fame e artigianato, il suono idraulico
e la saliva come la scia di una lenta lumaca lungo
l’asta, il luccicare lascivo e familiare.
No, non è facile parlare del pompino, la prospettiva
della testa e lo scompiglio dei capelli tra le dita,
la sconnessione delle sillabe, la sommissione
dei sospiri, c’è un letto e ci sono le ginocchia
e una stretta vorace delle mani, le mani
che tentano che tastano che premono
è un viaggio? c’è un versante mistico? dove
comincia lei? tutto origina nelle sue impennate?
in quel picco di mancanza? no, non è facile
trovare le parole del pompino.

 

***

    

Prosegue un inedito e ironico Daniele Barbieri:

    

Non è poetico parlare di sesso

   
non è poetico parlare di sesso
solo alludere si può
alla danza dei nostri sessi
congiunti
la parola cazzo è troppo dura
per congiungersi con la parola fica
ammiccante regina delle frasi volgari
le parole scopare, chiavare, fottere
hanno sinonimi più delicati
e meno vivi
che chiedono perdono al pudore della lingua
non si può scrivere pompino?
meglio forse fellatiocunnilinguscopulare?
parole che sanno di polvere
mentre la dolcezza delle tue labbra inferiori
richiede la mia lingua spudorata
e il mio cazzo innamorato
della tua fantasia
così gonfio d’orgoglio per la propria

 

***

   

Chiude in goliardia Claudia Zironi:

   

Conversando di sesso fra poeti.

   

L’allusione e’ lecita, e anche la fica
può essere poetica, ma mentre a voi eccita
il cazzo citare, noi femmine ci dedichiamo
a praticare. Con dedizione praticare l’arte
antica di trattenere
l’uomo con il piacere,
l’uomo prescelto per il nostro letto. Antica arte
né scritta né orale che si tramanda
stampata nel ventre, impressa
sulla lingua
per farvi godere.

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3 thoughts on “XXX Le parole del sesso in tre poeti: Polvani, Barbieri, Zironi”

  1. beh, quella di Polvani è un capolavoro descrittivo sia di posizioni, di linguaggio, e di arguzia sapienziale
    l altre due non sono da meno, però l’oscar lo assegnerei a Paolo

  2. Davvero belle queste tre poesie erotiche, belle e forti, toste, come, secondo me, devono essere le liriche su questo tema. Mi piace molto l’andamento gioioso-giocoso (ma fino a un certo punto) e soprattutto il linguaggio diretto, esplicito, che chiama le cose con il loro nome, senza autocensure e senza cadere – pericolo sempre in agguato in questa materia – di scivolare nel porno-soft o, peggio, nella banalità del già mille volte detto, nella metafora straabusata. Qui c’è vitalità, originalità, schiettezza, ironia e verità. Cosa chiedere di più? Bravissimi davvero!

  3. stavo cercando l’indice della serie “Un gelato al limon . . .”,
    non ci sono riuscito per mia ignoranza di navigazione
    nell’oceano internet––ma per caso sono capitato qui e,
    leggendovi, care canaglie, mi sono divertito del vostro
    sapiente “linguistico” lappare. Meglio così, ironicamente,
    più serio che di averlo proposto seriamente.

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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