All’orecchio gli ho detto, poesie di Cetta Petrollo

All’orecchio gli ho detto, poesie di Cetta Petrollo

 

     

Ho toccato con mano l’inscindibilità della morte con la vita: quando la morte mi si è fatta violentemente incontro, in quel momento e anche prima, nel suo approssimarsi, mi si è fatto incontro prepotentemente anche l’amore e i due sentimenti, corporei e potenti, si sono letteralmente intrecciati in un ‘onda lunga che è durata molti mesi.
Non posso non ricordare il Coro Finale della Ragazza Carla che è l’esatto rovesciamento dei versi di Ungaretti. “Quanto ci tocca mutarne in vita per esistere” mi appartiene sicuramente di più di “La morte si sconta vivendo”. CP 

 

       

Saltando nel cerchio
del fuoco ferragostano
aggiustando Il salto il ritmo

insieme le mani della mente
la carne dei libri
di cui non so niente
balza il rom immaginifico è

colorato porta un corteo
di donne
alleate al paese assolato

c’è da sfidare un volo
lungo sessant’anni
primato da superare
e ora ci si butta
col coraggio inaudito

del penultimo lancio
acqua e sale
che irrobustisce la pelle

(inedito)

*

All’orecchio gli ho detto
appollaiata sul gradino della
camera ardente
una romana camera ardente
all’orecchio gli ho detto
ti metto la ragazza domani la prendo
e te la metto te la metto
vicino alla pipa
di striscio vicino alla fotografia
profittando di essere sola
tutti gli altri a prendersi birra e caffè
in decrescente plenilunio
di freddo e stelline
ma io appollaiata con due candele vicino
all’usanza rumena
e un bicchiere con acqua e zucchero
così l’angelo passa e se la beve facendo il giro
di tutti i tuoi posti che rimangono i segni
delle dita dell’angelo
domani ti metto la ragazza
e te la metto gli ho sussurrato
te la metto perché me l’ha chiesto Elio
che vedi si chiama come te
e come te dice la vita in versi
peraltro come me.
E gli ho chiesto sei d’accordo?
Elio sei d’accordo?
Gli ho chiesto insomma il permesso
che già sapevo accordato
essendoci parlati a tre
in qualche domenica dicembrina
in qualche sabato di gennaio
che non c’è niente da fare
se non dirsi poesie e altre cose a tre
io Elio e te.
A questo punto ho visto che mi si era smagliata
una calza e smagliato anche il cuore
l’ho visto bene che eravamo in tre
io te e Elio
che si chiama come te
e, Elio, appollaiata vicino a te
sull’altare di una camera ardente romana
ho continuato a dirti
che vedi ce l’ho nel cuore
ma proprio proprio nel cuore
che lui nel cuore ha te
e dunque io ho lui che ha te
e tu invece hai la ragazza che ti metto sul cuore
perché lui me l’ha chiesto
ma lui nel cuore forse
ha anche un po’ me
e io tengo lui
e lui forse un po’ me
e tu hai nel cuore la ragazza
messa sul cuore da me a te

perché lui me l’ha chiesto
e per amore dunque
per amore metto
sul cuore a te. 

 (da Recitativi d’amore, Manni Ed., 2013)

*

Se per morte tu vai è lì che seguo
colgo fascine secche spargo calcina
chiudo i secondi tolgo melma ai fiori
in urna del risorto Camposanto.  

Vado per due dicendo ciò che temi
e nel corpo lo esprimo in malattia
e nel verso lo fisso in sintonia.
Se per morte tu vai io la descrivo  

né più ghirlande ad affollare il cuore
né più futuro a continuare vita
se per morte tu vai sono il soldato  

che masserizia porta nel cammino.
Dico per te sentendo tuo dolore
nel corpo avvio per morte mio destino.

(da Recitativi d’amore, Manni Ed., 2013)

*

In corruzione si muore il corpo mio
per schiena torta e pelle in disfacenza
per ogni sua cesura in percorrenza
in ritmo lento in gemito d’addio. 

Ha la mia pelle nuove rughe e pieghi
si rafferma e in amore più non s’apre
che raggrumata implode la sua voce
suo sudore ingoiando. E poi si tace.  

Non ho pelle da dare né parole
né desiderio né ansito da bestia
non ho mare che s’apre né tesori  

non ho fiumi di lava e ciò che resta
é paesaggio infernale incenerito
é cupo nero al suolo incancrenito. 

 

(da Recitativi d’amore, Manni Ed., 2013) 

*

        

 

Cetta Petrollo è nata nel 1950 e vive a Roma. È stata per trentotto anni bibliotecaria dirigendo alcune fra le più importanti biblioteche italiane e, dal 1991 al 2007, il Polo SBN Linceo.
Commendatore della repubblica italiana si è occupata principalmente di promozione culturale, di gestione digitale delle biblioteche, dei problemi della dirigenza pubblica il cui personale rappresenta tutt’ora come responsabile Dirstat del Mibact. Dal 2014 fa parte del Comitato Unico di Garanzia Mibact. È presidente dell’Associazione letteraria Elio Pagliarani che, fra l’altro, organizza l’omonimo premio nazionale di poesia giunto quest’anno alla sua quinta edizione. È responsabile della biblioteca Elio Pagliarani iscritta nel Polo SBN delle biblioteche degli Istituti culturali romani (www.bibliotecaeliopagliarani.it) e custode dell’archivio dello stesso Fondo  soggetto a tutela del Mibac. Iscritta dal 2001 all’albo dei giornalisti di Roma e del Lazio, è direttore dei periodici Rossocorpolingua e Milleitalie. Cura per Zona le collane di poesia Premio Nazionale Elio Pagliarani e Rossocorpolingua.
Frequentatrice dei laboratori di poesia di Pagliarani e prefata da Amelia Rosselli nel 1984 per la raccolta Sonetti e stornelli, è autrice di numerose raccolte di prosa e poesia e del romanzo Senza permesso con prefazione di Walter Pedullà. In collaborazione con Cosimo Budetta ha pubblicato qualche edizione d’arte.
Le sue ultime raccolte sono  Recitativi d’amore (Manni, 2013) con prefazione di Maria Grazia Calandrone, All’Epoca che le fanciulle (Zona, 2016) con prefazione di Loredana Magazzeni e Margutta 70 (Zona, 2019) con postfazione di Sara Ventroni.

Bibliografia su Cetta Petrollo in Opac SBN:
https://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&nentries=10&select_db=solr_iccu&from=1&searchForm=opac/iccu/error.jsp&resultForward=opac/iccu/brief.jsp&do_cmd=show_cmd&format=xml&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+Cetta+Petrollo+%28parole+in+AND%29+&rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1016+%40attr+4%3D6+%22Cetta+Petrollo%22&totalResult=26

     

in apertura Ksenja Laginja, Cover 24

 

   

        

 

 

 

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