Cambiare di stato morire di natura di Narda Fattori, note di lettura di Paolo Polvani

Mettere un po’ d’ordine in capo all’esistenza: note di lettura di Paolo Polvani a “Cambiare di stato morire di natura” di Narda Fattori, CFR Ed.

   

   

Base d’appoggio e fulcro della poesia è il silenzio, che è sorgente e avvio, argine al cui interno il testo scorre, per contiguità geografica e vicinanza;  confine naturale della parola, parente per necessità. La pagina bianca è territorio prediletto e punto di partenza, possibilità, radice, inoltre attesa, spazio da riempire di riflessioni, bagliori, vuoto creativo, anche visivamente la poesia nasce da uno spazio di silenzio, il bianco della pagina, la sospensione, la cesura sono silenzio, il ritmo contiene il germe del silenzio.

La direzione di marcia nel libro di Narda Fattori, – Cambiare di stato morire di natura – sembra voler imprimere un’inversione alla rotta da seguire: qui la parola trae spunto dal clamore della vita, e muove nel verso del silenzio. Il cambiamento di stato del titolo investe e riguarda i connotati di tipo esistenziale, il passaggio dalla vita manifesta alla fase latente. Si va con lo spirito di abbandonare una festa, la musica del mondo, la varietà dei colori, la ricchezza degli incontri.

–          Me ne starò quindi a braccia aperte
–          a raccogliere il raggio obliquo del tramonto.

e in quel momento non mancherà nessuno, – le bestie e i paesaggi, gli amati e le mie penne questi tanti libri -.  Prima di abbandonare questa festa della vita Narda scrive:  Faccio l’appello per mettere / un po’ d’ordine in capo all’esistenza –  Come suggerisce Bruno Bartoletti nella bella prefazione al libro,  “quest’ultimo è il libro della memoria, quasi una summa, un testamento, una riga sotto cui scrivere le cifre che contano…”.

“A tutti i cari” è la dedica posta in apertura del libro. Si parte dalla constatazione di una difficile contingenza:  il mio cuore / va a dieci pasticche al giorno / e finirà presto come la scatola / che mezza vuota mi guarda e pare rida.

Sebbene il tema del libro sia l’addio, tutte le poesie che lo compongono sono pervase da una sottile ironia, da una soffusa euforia, da un sentimento che a volte diventa manifesta e incontenibile gioia di vivere:

Si è sparpagliato tutto l’amore
ma questo che mi scorre tra le dita
qualcuno sa dirmi cosa sia ?

Alcuni versi suggeriscono l’immagine della morte come una forma diversa della vita,

un’immersione in una fase di latenza. E’ come quando accendiamo la luce di una lampadina, e il senso sta tutto dentro quell’interruttore, che regala la facoltà di manifestare la luce oppure relegarla in una fase di quiete, spengendola momentaneamente; eppure l’energia è sempre e ancora là, e basterebbe premere l’interruttore perché la luce torni a splendere.

Il sonno è altra forma di vita
distinta dal fare quotidiano
allaga la coscienza s’allarga
distoglie dal tic tac del tempo.

Spesso una recensione non è che un succinto elenco dei temi incontrati in un libro. Viene a volte tralasciato l’aspetto fondamentale: perché questo libro merita di essere letto ? ma perché dentro vi scorre e vibra la vita, e soprattutto perché i versi aprono squarci di bellezza che sarebbe bene condividere, come questi:

andarsene per troppa vita andarsene
per ingoiare l’azzurro cielo il blu del mare.

I quali, per chi ha la fortuna di conoscere Narda, racchiudono ed esprimono in impeto estetico tutta intera la sua vitalità, il senso quasi religioso di adesione alla vita e alle sue ricchezze, tutta la simpatia del suo sorriso.

L’addio è un rimando letterario, ricorda il bellissimo Congedo del viaggiatore cerimonioso di Caproni, un topos letterario al cui richiamo è difficile sfuggire:

Il posto riservato è in carrozza nove
lato finestrino così che con lo sguardo
possa seguire la corsa dei campi
dei pioppi lungo i fossati – come
la prima volta – ricordi ? – la meraviglia.

Un libro da non perdere, un viaggio dentro lo stupore, dentro uno sguardo intriso di ricchezza e di bellezza, tradotti in versi di ottima fattura:

Non mi è servito tempo
per imparare il candore della neve
la sua innocenza lieve in trine
di perfetta meraviglia.

cover-717559

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: