Cresciamo in vista di una fine drastica, poesie di Paolo Gera

Cresciamo in vista di una fine drastica, poesie di Paolo Gera

 

 

DIRETTA

Hanno trovato i resti di questa poveretta in un fosso vicino al forum di Assago, sotto il pavimento di Palazzo Chigi, accanto alle macerie del Ponte Morandi.
L’avevano vista uscire da una scuola, coprirsi il volto in una diretta televisiva, passeggiare con gli occhi bassi per le vie del centro, scuotere la testa davanti a una proposta di aperitivo.
Quasi uno scheletro il cadavere, con abiti modesti sporcati di terriccio, una maglia a collo alto, una gonna lunga, stivaletti.
Nessun problema per il prelievo del Dna. Non giovane, hanno scoperto che aveva mille figli.
I figli. Si sono allegramente sputtanati dopo che lei è se ne è andata, hanno installato le webcam ovunque, pubblicato su Instagram i loro furti domestici, i loro fusti, i genitali. La cameretta è diventata un porco, un parco a spaccio spiccio. In pubblico hanno promesso giurando ciò che non potevano mantenere. Hanno mantenuto un alto profilo e quando sono decaduti hanno fatto i salti mortali per mostrare i conti truccati e i ritocchi. Hanno ridotto la vita a uno scherzo per riderci sopra insieme a due milioni di contatti.  Hanno scoperto le vie legali per cagare in diretta e mandare la merda in proscrizione. Nessun bisogno di carte false per ripulirsi. Hanno farsificato le testimonianze, corretto i voti, i volti, hanno fatto i giusti passi di danza per rimanere dentro. Non si esce più fuori nemmeno nei boschi, nemmeno sulle vette o nei deserti. Ognuno dei mille ha alzato le braccia ammanettate e ha sorriso trionfante prima che gli abbassassero la testa. Mille volte la stessa scena. Nella pantera stappavano champagne. In questura hanno declinato le generalità: padre Candido Pudore, madre Niobe Vergogna, sparita di scena circa trent’anni prima, al tempo degli dei falsi e bugiardi, quando Dio disse che aveva messo la spunta e che accettava di essere spedito con Amazon Prime. Rapita, uccisa, massacrata, lasciata in un fosso.
Hanno scoperto che aveva mille figlie e ora anche quelle si ritrovavano senza Vergogna e con più coraggio.
Le figlie. Non avevano paura di scoprirsi il seno o di tirarsi giù il burqa, si facevano crescere la barba, si gonfiavano le tette, si ribellavano ai datori di lavoro, denunciavano i padri stupratori, sputavano in faccia ai potenti, mandavano a cagare in diretta, si facevano trascinare via dalla polizia, affrontavano processi cessi. Ma si mischiavano ai fratelli e facevano i giusti passi di danza per rimanerci dentro, al ballo mascherato, al karaoke, al riempipista, al via un pezzo dentro un altro. Tutto in tempo, tutto fuori tempo, tutto a suo tempo.

* 

CORO DELLE MIMOSE RECISE

Cresciamo in vista d’una fine drastica,
viviamo in serra fino a data pubblica,
finiamo in fretta quando il giallo brulica.
Ci schiantano in rametti a spesa modica,
per celebrar la festa della femmina.

I fiori profumati hanno una logica
solo se assoggettati a umana pratica,
pianificati per resa economica.
Se la donna rivendica che è libera,
rifiuti la mimosa con il cellophan.

Una vita scontata ci si fabbrica,
che è più tremenda di una fine squallida.
Sin dall’inizio fiori e donne omologa
il montaggio d’una catena unica,
se non si sceglie una tensione eretica.

Schiave siamo di chi un giorno ci semina:
fuggite voi da chi controlla crescita
e poi propina stupida retorica.
La gialla polvere cade e sfuliggina,
un rosso sangue cola e non evapora.

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I testi sono contenuti in  Paolo Gera, “In luogo pubblico”, puntoacapo Editrice, Pasturana 2019.

       

Notizie biografiche

Paolo Gera nasce a Novi Ligure il 4/01/1959. Si laurea in Lettere Moderne all’Università di Genova con Edoardo Sanguineti. E’ insegnante, scrittore, autore e regista teatrale. Con sue opere ha partecipato a importanti eventi come il Festival di Santarcangelo e il Festival Filosofia. Nel 2016 pubblica la raccolta di poesie “L’ora prima” (ed.Rossopietra, Modena) e diventa collaboratore on line della rivista letteraria Cartesensibili e  della fanzine Versante Ripido. 
Nel 2017 è incluso nell’antologia poetica “Il segreto delle fragole” ( Lietocolle), diventa collaboratore de “L’Indice dei  libri del mese”, vince con il suo gruppo Teatro della Pozzanghera il premio europeo  Tragos per il Teatro e la Drammaturgia ( XIII edizione) ed è tra i vincitori per la sezione Poesia del concorso “Il sapore della ciliegia”, organizzato dal blog letterario “Le stanze di carta”.

       

 

Ksenja Laginja, Senzavolto 1

 

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