Curve di livello di Annamaria Ferramosca, recensione di Rita Galbucci

Curve di livello di Annamaria Ferramosca, Marsilio Editori, recensione di Rita Galbucci.

   

   

In CURVE DI LIVELLO Annamaria Ferramosca traccia la mappa tangibile della  presenza umana, lo fa con  una scrittura dai margini ben definiti che non concedono spazio alla fuga, ma al cui interno l’autrice dibatte  con una poetica sensibile e  personalissima i grandi temi del tempo del vivere, culminando in versi  che come vere e proprie folgorazioni spalancano le porte al dramma umano della nascita e della morte denudandolo sotto il faro della consapevolezza.  C’è un magma incandescente che scorre all’interno della poesia di  Annamaria Frramosca, ma nessuna concessione alla rassegnazione bensì presenza sensibile  e attiva.

C’E’ IL TEMPO TANGIBILE  testimoniato dalla roccia (immagine ricorrente), che si dischiude a dire quello che fu l’uomo con le prime tracce lasciate di sé incise appunto sulla roccia. E’ la parola quindi l’ipotesi della continuità  /Dammi parole dunque, e segni …/prima che accada il nero errore/. Troviamo nella prima sezione la ricerca di una via da condividere con gli altri, un destino umano dettato non solo da inizio e fine, ma da percorsi dati dal fato come testimoniato dalla struggente poesia Mediterraneo    /Potevo essere nata su quei monti/ e mia madre avermi lavata nel canale d’Otranto/… /Mi trovo in quella barca, sono/albanese, pure /messapicagrcaegizialibica/   la passione esplode in versi  pregni di poesia “Assalto di un’alba nitida”  / “barca così traboccante di speranza/che i fianchi non reggevano al rimorso”.

LA MORTE E SAPERLA, esserne coscienti in quanto umani attanagliati al nostro dramma, ma per questo forse più vivi , testimoni sofferenti della natura ciclica che ci coinvolge , noi diversi, nella logica delle sue spire.  /La casa ha finestre sul mare …/ ritorni che volgono in commiati/ e ancora/Il giardino … / per ospitare chi non sa della morte/insetti e uccelli, volpi notturne…/guardano anch’esse il mare/come per un abbaglio misterioso /Gli animali mai fissano/la morte negli occhi.  Noi siamo nella natura, siamo  parte di essa, ma penetrati dalle sue spine tra spari e abbracci. Immagini potenti che scuotono. L’autrice ci propone visioni  di terre  madri diverse tra loro, ambienti che fanno da pretesto all’esperienza del transito , terre che pure conducono tutte là dove l’umano ha vista per vedere.   …/rinnovando il parto/del feto antico di me africana. /Così da sempre la terra si fa umana./

LA RICERCA DI SE’ NELL’ALTRO come già accennato, emerge in questa raccolta nell’anelito alla comunanza, alla condivisione, non ci sono IO  pare leggersi , bensì la storia dell’essere umano, questo fiume che scorre in coscienza ed esperienza /ti digito sillabe veloci,/frasi perfino sovversive per commuoverti/ … /Poter sedimentare insieme, in attesa/ della grande ondata. Quella notte/s’aprì la città di stelle…/e la voce embrionale ci rinacque/teneramente doppi, altermente/bifronti nella somiglianza.

Poesie sublimi nella seconda sezione FERITE,SUTURE , in cui l’autrice si addentra nel durante del percorso umana  intriso di esperienze e scelte. Affiorano l’orgoglio  e la responsabilità ammantati dall’aura poetica ricca di richiami a immagini classiche . /Scelgo . Il dolore che libera/la finitezza del tempo/. Si legge il tempo del sangue, il vivere nella materia , la donna incarna la forza /Notte.Adamo /oh mio capitano/non puoi che seguirmi …/il tuo femminile/cavità del tuo desiderio/pienezza della mia costruzione.

Nella terza sezione AL MARGINE DEI FUOCHI il tempo scorre anche nella pace, nel fluire di eventi e convivenze, in mondi umani variegati, ancora un altro livello a disegnare il territorio.

Abitarsi nel tempo, era questo/l’inizio, e il continuum/la partenza che segue ogni arrivo. 

Annamaria Ferramosca propone una poetica  matura, densa di un lirismo solo apparentemente trattenuto dalle briglie trasparenti dell’eleganza e della forma , non vi è l’urgenza di colpi di scena , le parole sono precise e aprono a un mondo ricco di profondità e di spazi aperti,  lasciando addosso il turbamento che si prova ogni rara volta in cui ci si imbatte nella  Poesia.

    

E-book liberamente scaricabile dal sito de La Recherche

http://www.larecherche.it/librolibero_ebook.asp?Id=159

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One thought on “Curve di livello di Annamaria Ferramosca, recensione di Rita Galbucci”

  1. Un grazie intenso a Rita Galbucci per la sua lettura così partecipe e approfondita, in dialogo empatico con i testi.
    Ringrazio e saluto l’intera redazione di Versante Ripido, con i miei auguri di sempre maggiore dilatazione on line
    annamaria ferramosca

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