da daniele barbieri a william blake

Foreste della notte

                            

È di te stesso che parli, Will.

Riempisti d’acqua il cielo

Delle foreste della notte

Perché ancora di più brillassero

Quegli occhi. Una fornace

Era la tua mente. E tu stesso

Che cantasti l’innocenza,

Cantasti pure questo.

È così che hai agitato i miei sonni

Con quella solo apparenza di rima

In quel tuo quarto verso senza rima.

Tu avevi ben chiaro

Che nel compulsivo rileggerti

Incapaci di fermarci

Non avremmo retto la sfida.

Sapevi che un passo appena al di là

Dell’orribile bellezza della tigre

Ci saremmo arenati su quel verso

Travolti dal tuo inquadrare

La sua paurosa dissimmetria.

                                          

barbieri x blake

                                  

William Blake, incisore e poeta, 1757-1827

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