da gabriella modica a marco saya

                     

Che così un’altra occasione

come la fai succedere, fratello di nascite?

Quando le dita

della vita

si intrecciano poi è difficile

mentire.

Da piccola tutti ascoltavano

Jazz,

Ma solo mio padre lo

sentiva.

Tutto cominciò con un

fastidio.

Da piccola tutti ascoltavano

la radio

Ma solo io e mio padre la

sentivamo.

Tutto continuò per un

dubbio.

È che la vita è un

racconto (come alla radio).

Solo una vita io posso

raccontare per

ora,

lui a volte fa confusione.

Me ne sono accorta,

che la forma degli strumenti è uguale al loro

suono.

Per questo viaggio cerco di mettere

un accordo

e un altro fuori binario.

O almeno cerco di capire

qualcosa

che vibra, la vita, come ogni

corda. E con, o senza

uomo

emerge,urge

antichi legami, per questo

è presente.

                           

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One thought on “da gabriella modica a marco saya”

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