Marisa Di Mario

Marisa Di Mario.

 

Di Marisa leggiamo nel blog Caponnetto – Poesiaperta:

Marisa Di Mario (il cui nome anagrafico è Maria) nasce a Massafra, in provincia di Taranto, il 18 aprile del 1965. Bambina dalla vena tragicomica, scambia il riso col pianto. Verso i sei anni s’innamora dei film di Fellini, che ne diviene il regista preferito. A scuola la sua distrazione la porta a diventare miope (ma, come in Eraclito, la frase può essere rovesciata). I suoi studi continuano con una forte rimozione nei confronti della grammatica italiana. Dopo gli studi artistici si laurea al DAMS. Negli anni successivi alla laurea si dedica all’arte, cimentandosi in vari campi: pittura, teatro, cinema e, infine, la poesia. Scrive poesie dal 1989. La sua poetica – questo è l’Autrice stessa a dichiararlo – subisce nel tempo una forte semplificazione: dalla ricercatezza e dal surrealismo dei primi anni, passa in questi ultimi a un realismo classico.
Le poesie di Marisa sono costantemente attraversate da una vena di provocazione. Innamorata dell’ironia e del paradosso, i versi diventano per lei il luogo del capovolgimento della realtà, e tale capovolgimento provoca nel lettore un vero e proprio senso di spaesamento, ma simultaneamente, e in maniera antitetica, anche una forte, assai intensa attrazione. 
   
Ed in effetti la nostra Marisa è talmente distratta da essersi dimenticata di mandarci le sue note biografiche e la sua foto.
 
Ci ha però inviato le risposte a due domande che le abbiamo fatto e le sue belle poesie. Ve le proponiamo:
 

Come avviene il processo della scrittura nel tuo specifico caso personale?

Dopo aver lottato duramente con il linguaggio, ho ceduto alla poesia perché si afferma fuori di me con meccanismi quasi automatici, è un buon un convertitore dell’anima. Produco poesia ogni volta che m’inceppo emotivamente o quando catturo un’immagine con gli occhi, ma questo è un procedimento estetico, e anche di ricerca stilistica, che si acquista con il tempo.

Pensi che esistano dei requisiti per diventare (o essere) un bravo poeta?

Un buon poeta non nasce come tale , ricerca qualcos’altro e incontra la poesia o viceversa, per caso. Il caso fa il buon poeta.

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***

L’anima ha un nodo intrecciato
di ricordi scomparsi
gli Dei hanno riso
lungo il sentiero alberato
gli ulivi contorti
ricordano della promessa
l’anima non si è sciolta
alle tue lacrime d’oro
ti ho perso in un attimo
durato cent’anni
nascosto nel tronco
un vecchio bastone
sostiene il mio corpo
che vecchio e mortale
di questo ridono gli Dei
e di me che son pazza
perché in cent’anni
io feci di un solo respiro
la mia vita.

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***

Guarda ho potuto mettere questo vestito leggero
la nostra casa è calda abbastanza
vedi giù la strada è bagnata e riflettono
tristi le luci del Natale nella sua prima crisi.
Alcuni negozi hanno cambiato facciata
per darsi più lustro,ma poca gente che entra.
Ma quella non è la donna ,che prima di me
hai lasciato?
Che grigia la strada sporca dall’umido
si è fermata davanti a quella bottega
la vedi?
Là ,davanti a quell’inutile ammasso di cose
talmente brutte che non so come faccia la gente a comprare.
E’ ferma e fissa le cose con aria assente
non la vedi? Non l’hai vista
nemmeno quel giorno che mi salutò guardando te
chinasti la testa qualche istante prima che
la sua sorpresa deludesse la gioia
d’averti trovato così per caso.
Come forte mi stringi la vita
e che freddo mi fa guardare la strada
Eccola di nuovo è là che voltata guarda
non è lei la donna che prima di me
ti ha amato?

lolita

One thought on “Marisa Di Mario”

  1. La poesia la vedi là dove il caso l’ha fatta germinare, e io la scorgo nei tuoi versi, anche se la fatica di lasciare un commento non mi abbandona. Perdonami se dico che la tua poesia la sento purissima quando riesce a liberarsi del tentativo di provocare… Ma io la poesia la vedo, e stupisce nei tuoi versi. Grazie!

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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