Dire senza baciare in una lettera o nel testamento, di Gabriella Montanari

Dire senza baciare in una lettera o nel testamento, poesia di Gabriella Montanari.

   

   

dico
ti appoggio un bacio
sullo schienale del tuo sonno mancino
in fretta, con furia, senza fronzoli
prima che la bocca si faccia becco, poi buco

dimmi
sei nudo sotto il piumino di falena misto seta
col cazzo intirizzito d’assenza
gonfio di sciroppo contro il mal di gona-di?
prometti ma non sgorghi, fiume in cubetto
dado di piacere concentrato

dicono
la distanza è cottura a vapore
bagnomaria che rispetta sapori e odori
e lascia intatte le vitamine dell’ardore

direbbe
mia madre che ora è sale e pepe d’ossa e abete
di non far la maestrina, di non candeggiare vita e mutande,
qua fuori il tempo scade come uova mai abbastanze covate
là sotto il fango strozza le giugulari senza più globuli né ricordi

dice
mio padre digerito e dimezzato
di non partorire solo aborti, almeno a natale, cristo, almeno a natale
e dio e la madonna, di mangiare oleandro in silenzio perché il veleno tempra
mentre la libertà squama e alla lunga non sfama

diranno
i miei figli, quelli che odio con tutto il mio amore
mamma cattiva mamma ladra mamma bambina
mamma senza mamma mamma col prurito
con o senza mamma non cambia il gusto della marmellata

diciamoci
la verità, almeno noi, che siam fatti di fecola e sogni:

fanculo la gente morta che cammina per strada
merita un secondo decesso da sveglia
e noi appesi ai lampioni ad applaudire la notte
che scenda densa di petrolio senza stelle
sui tanti corpi stesi a terra senza più fiato né poesia
zerbini flaccidi
cibo per mosche
monito
per noi, senza sonno.

tn_gruau rouge et noir VERT

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