Sarà canzone, poesie di Enzo Santese

Sarà canzone, poesie di Enzo Santese

 

 

Ritrovo en plein air, da “I luoghi e i sensi”, edizioni Battello, 2018

La vita è anche felicità di ritrovarsi in compagnia di persone con cui intessere discorsi distesi in una vasta gamma di toni, da quello giocoso e ironico a quello pensoso e riflessivo.
La luce è elemento metaforico sempre presente nella mia poesia, anche e soprattutto perché rimanda al concetto di energia capace di far inquadrare i problemi nella loro essenza.

 

Verrà la luce
a inondare i malumori
nel grande circo
delle ipocrisie quotidiane
quando i sorrisi si stampano
su volti pensanti altrove.
Le parole catturate
in un repertorio abusato
di stilemi già sentiti
sfumano nella semplicità
del sodalizio attento
all’ascolto di racconti
di biografie intrise di favola.

Così sgorgano senza freni
nell’incontro en plein air
flussi di giocosa serietà dove
nota morale, guizzo poetico,
risata libera e tono d’ironia
saldano la trama di sintonie
leggere, come anestesie atte
a sospendere pressioni
che in collina, col sole filtrato
da foglie del gelso e chioma del ciliegio,
tacciono in attesa di esplodere
quando la compagnia rientra
nei ritmi noti del giorno.

 

Ascolta, da“I luoghi e i sensi”, edizioni Battello, 2018

Questa poesia l’ho scritta durante un convegno al Lido di Venezia sull’opera di Cristina Campo (nata a Bologna nel 1923); la sua vita è stata spesso appaiata a quella di Emily Dickinson, la cui opera l’autrice bolognese – d’altro canto – conosceva molto bene.
Il mio testo tende a creare l’impressione che Emily Dickinson stia sullo sfondo di un’enorme quinta teatrale (quella dell’esistenza) e veda intrecciarsi motivi suoi – che le appartenevano concettualmente – a parole e sensazioni di Cristina Campo. La nostra infatti dice che “brillava ottobre, nuovo amore”; in Ascoltasi attende ottobre e intanto la stagione estiva brulica di motivi anticipatori di una convergenza amorosa nel tempo autunnale. La poesia è peraltro un contraltare rispetto al pensiero della Campo, in quanto si colloca sul versante di un ottimismo reso entusiastico dal contatto con il paesaggio lagunare, di colori cangianti, tra il quali rende prevalente il rosa.

 

Nell’archivio dei giorni Emily giace
attenta ai sussurri dell’era presente
e irrora le sembianze durevoli dell’oggi
con essenze pregiate estratte dalle intelligenze
pronte alla cattura di sensi profondi,
dove l’esistenza mostra il brillio di meriggi
aperti alla ripulsa di solitudini laceranti
per l’incontro di menti solidali nel bello.

Se ottobre fa brillare un nuovo amore
coglierà il cultore della canicola
la luce presaga di abbracci lunghi
come le notti d’estate protese alle carezze
del mattino, quando l’occhio districa
la fatica di vivere ai bordi delle ferite
per attendere qualche tono di rosa,
indice tenue di una risalita veloce.

La laguna è là e l’occhio distende la gioia
del nuovo all’armonia di terre declinanti
al mare, piano di fluttuanti energie
riverbero di colori tra case e giardini.
Il ricordo svapora nel labirinto del tempo
in attesa del miracolo nato per capovolgere
la clessidra e far tornare la sabbia da dove è
caduta, sforzo a trattenere la corsa dell’essere.

 

 

Comunque, da “I luoghi e i sensi”, edizioni Battello, 2018

L’idea è quella di affidarsi al combustibile della fantasia oltre i limiti del fisico e fuori dalle forze gravitazionali e farsi trasportare in un “altrove”, dove le scintille di frizioni conflittuali si trasformino di note suadenti di una melodia, fatta per tenere insieme esseri che – pur diversi – hanno la chiara possibilità e la ferma volontà “d’essere insieme comunque”.

 

A notte fonda
il rumore del mondo
riposa quieto
in un preludio alla luce
di colore e armonia del giorno.
E allora va il sogno
d’essere piuma portata
da un tenue soffio
in viaggio verso l’altro emisfero
fino al nadir che incrocia
orbite di pianeti in danza
sui ricamati palcoscenici del cosmo.

Qui è bello captare sussurri
di labbra misteriose, parole
di folletti stellari, semplici
armonie di uomini pronti
a dimenticare il livore
per abbracci lunghi lunghi
inviti a banchetti d’ambrosia
sulla linea di una tensione multipla
al sorriso e alla gioia
d’essere insieme comunque.

 

 

Sarà canzone (inedita)

Nel segmento esistenziale esistono sempre – basta cercarli con fiducia – momenti in cui la dicotomia luce/buio declina verso il chiaro di situazioni che trovano magicamente la sintonia con la forza metamorfica della natura. È insomma il momento di scrivere una canzone, adattandola all’armonia che promana dal mondo fisico.

 

Voglio scrivere una canzone
mettendo in rima i sussurri del vento
quando le foglie ridono di un verde
misto al blu dell’aria che entra
nell’anima di chi sente il bello
anche nelle pieghe d’una vita
shakerata da mano ostile.

Le ombre si muovono veloci
seguendo le ore del giorno
percorso dalla luce che scrive
accordi e disegna armonie
sulla pagina non più sgualcita
da indugi su parole improprie.

         

 

 

Enzo Santese è di Trieste, dove risiede e opera; svolge un’intensa attività di promozione culturale nell’ambito della letteratura, del teatro e delle arti figurative. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti, si interessa da anni di problemi della comunicazione radiotelevisiva.Critico d’arte, poeta e scrittore, ha al suo attivo numerosi interventi su quotidiani e riviste.Organizza diversi eventi culturali e dirige alcuni Festival di poesia (tra cui “Poetando” di Trieste e Lubiana) e il “Festival del pensiero in / verso” di Venezia). Scrive da vari anni testi per il teatro, la radio e la televisione (Tele Capodistria e Rai); la sua bibliografia comprende oltre un centinaio di pubblicazioni, divise fra le traduzioni degli autori classici, greci e latini, libri di poesia, narrativa e saggistica e monografie di artisti contemporanei.
Le sue liriche sono raccolte in 13 volumi; il più recente è I luoghi e i sensi, edizioni Battello, 2018.
Fa parte dell’associazione di scrittori PEN Club Trieste e dell’A.I.C.A., Associazione Internazionale dei Critici d’Arte; ha progettato e organizzato numerose rassegne d’arte contemporanea, personali e collettive, in Italia e all’Estero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in apertura Emiliano Barbieri, Cile

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