Il lavoro di Simone Di Biasio

Il lavoro. Due poesie di Simone Di Biasio.

 

Simone ci fornisce qualche notizia su di sè:

24 anni, una laurea in Comunicazione a “La Sapienza” di Roma e tanta bella precarietà nel mondo del giornalismo e degli uffici stampa.
Vivo a Fondi, in provincia di Latina: è già un onore, dunque, poter percorrere i luoghi che furono di Libero de Libero. Ai tantissimi che ancora oggi – purtroppo – domandano chi è risponderei: “Il Nobel l’hanno dato a me, ma avrebbero potuto benissimo darlo a de Libero” (cit. S. Quasimodo).
Quello che scrivo lo lascio giudicare a voialtri. Intanto in questi anni mi sono classificato 3° al Premio “Laurentum” nella sezione online, sono stato pubblicato per due volte nell’antologia del Premio Internazionale “Castello di Duino” (una poesia è stata anche tradotta in inglese) e ho partecipato alle ultime due edizioni di “Educare alla Bellezza”, reading di giovani poeti emergenti ideato da Davide Rondoni e tenutosi a Roma.
Infine il 1° Premio nel 2012 al Concorso “E. Cantone” a Savignano sul Rubicone e, recentemente, il Premio “I Tredici” ritirato in Campidoglio e conferito dal Centro di Poesia di Roma. Quest’ultima occasione mi permetterà di pubblicare il mio primo libro di poesie con la casa editrice “EdiLet” con una silloge che gode del parere favorevole di Claudio Damiani, uno dei poeti contemporanei che più amo.

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La traduttrice

Korinne
È traduttrice dal Parkinson
In rumeno e poi italiano,
tutte lingue del suo sacco.

Nonna Francesca
Invece è tutto un terremoto,
fa tremare i piatti, le voci,
il borgo arroccato di Sperlonga
che sembra lei, sempre in equilibrio
tra un vociare e il divano.
Ha avuto un ictus che poteva uccidere
Ma lei non lo ha detto a nessuno
– non ha potuto –
In silenzio gli ha aperto la porta
Ma il postino dovrà ritornare.
Nonna Francesca
È una conchiglia a pancia in giù,
tutti la accostano all’orecchio
per sentire il fragore di una vita
e se la vedi da un altro angolo
è pure a righe e colorata
come la vestaglia da notte.
Anche lei ha un contratto a tempo,
sarà licenziata molleggiando
e farfugliando i migliori giorni di ferro.

Korinne
È’ la sua traduttrice dal Parkinson
In rumeno e poi italiano
E ha imparato due nuove lingue:
il dialetto e il sottovoce,
impronte foniche della nostra sorte.


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1963-06-02 Matera x la riforma agraria (F 9) 22


La ricompensa dell’armadio

Appare una perfetta ricompensa
Il lavoro speso assieme:
un intero pomeriggio con mio padre
a montare l’armadio grande,
quello della stanza del sonno.

Appare una perfetta ricompensa
La gioia di puntellare assieme
I chiodi come idee,
di martellare forte a fissare i concetti;
dentro l’armadio ci appenderemo i ricordi,
vestiremo a festa
durante le lunghissime memorie familiari.

Intanto appare una perfetta ricompensa
Aver imparato come far scorrere le ante:
vanno fissate salde come l’amore,
larghe abbastanza per respirare,
ma prima a cercare le viti
perché si avvita – a vita
come a cercare ognuno il proprio corridoio
penetrando i trucioli del tempo.
L’armadio è pronto,
va sollevato, messo in piedi:
ci vuole forza,
non basta un padre
né un figlio,
va alzato insieme
quasi accarezzandolo.

1949 B

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