Il perimetro del nulla, poesie di Giacomo Picchi

Il perimetro del nulla, poesie di Giacomo Picchi

         

 

Il pacchetto 

Un colpo sulla tasca in sicurezza
capirlo disponibile, il pacchetto.
Contro natura nella coltre affoghi
ma le daresti l’esistenza. Brezza
d’aria pulita è stacco necessario
perché la senti la morte dal filtro
che si consegna ai polmoni, costosa.
Farla finita
buttare via tutto
allontanarti dall’abitudine
dalla compagnia malsana, dal grido
dalle infiammazioni: 
è scelta temporanea.
Tra fumo e fumo si dimentica tutto
il male, come il bene, nasce per sparire
è fatto per bruciare lento fino all’orlo.
Tra bene e male rimane il perimetro
del nulla: la sua misura basta. 

 

Tessiture della scelta 

Serviva più tempo per la perdita
ma le stesse tessiture
della scelta sono ora
stinte come l’altalena
su cui volavo imparando
il gravitare di sconfitte.
Bacio il tempo e
sorrido di te meravigliata
dalla morte la polvere nel vento
è una sottana
gira anche per noi come la sorte. 

 

Venuto al Mondo 

Chi ha scolpito le mie mani
le ha accarezzate 
con morbida peluria 
sulla somma delle dita?
Chi ha posto un prato sopra le mie vene
modellandole coi giorni?
È forse il caso? Potrei crederlo.
Potrei essere un composto
innegabilmente incomprensibile.
Ma sono qui al tocco dell’aria
in un secondo che passa attraverso 
all’esserne parte e causa
vivo dei perché delle stelle
muoio del tempo che le crea
esco e rientro dal mio corpo 
ogni notte e ogni mattina.
Perché vita è comprensione di vivere
vedere scoppi dentro gli universi
mondi dentro atomi
stelle dentro mondi.
Come può la mia mente 
fatta di impulsi e fulmini
riuscire a stravolgere il tutto?
Come posso lasciarmi alla terra
senza sapere le risposte
che rendono il buio luce  
la luce colori
i colori prati, urla e canti…
Come posso?
Vorrei altre cento vite
per continuare ad aspettare 
risposte che troveranno altri.
Così mentre respiro polvere 
il corpo brontola di vita 
mi lascio andare al sonno
come a ogni maledetta morte. 

 

     

Giacomo Picchi è nato in provincia di Firenze nel 1987 e vive a Pavia. Laureato in Scienze Politiche, si occupa di Risorse Umane. Le sue liriche sono apparse su riviste online di poesia come Atelier, Inverso e Limes Lettere” e sulla rivista Luogos dell’Associazione Culturale Giglio Blu di Firenze (per la quale cura spesso recensioni e note critiche). Nel 2019 ha vinto il Concorso letterario internazionale J. Prevért con la silloge “Muri”. 

   

   

   

   

 

      

Ksenja Laginja, Fuga dall’inferno, 2018

 

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