Il potere dei servi, poesie di Martella, Polvani, Williamson, Zoli

Il potere dei servi, poesie di Giuseppe Martella, Paolo Polvani, Patrick Williamson, Anna Zoli.

     

    

Vi proponiamo il punto di vista sul tema del mese di diversi autori, con una sola poesia a testa, a esemplificazione e dimostrazione di come la parola poetica possa fornire una molteplicità di spartiti aderenti a un medesimo assunto:

     

Giuseppe Martella

The Second Coming

Turning and turning in the widening gyre
The falcon cannot hear the falconer;
Things fall apart; the centre cannot hold;
Mere anarchy is loosed upon the world,
The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere
The ceremony of innocence is drowned;
The best lack all conviction, while the worst
Are full of passionate intensity…

Il secondo avvento

Gira e rigira nella la spirale che si allarga
il falco non può udire il falconiere;
le cose si squadernano; il centro non le sa tenere;
l’anarchia pura si sparge sopra il mondo,
si sparge la marea cinta di sangue, e affoga
l’innocenza in ogni dove;
i migliori mancano di ogni fede, mentre i peggiori
abbondano di un intenso fervore …

William Butler Yeats 1919

Che fare? 

Domani poi, quando tutte le porte saranno aperte
e i termosifoni spenti, ci coricheremo con le braccia conserte
e aspetteremo
fiduciosi come sempre, a bocca aperta,
la mano sul portafoglio (fiduciosi, attenti)
il solito miracolo italiano.
Non oso sbandierarlo ai quattro venti
ma lo dico piano (stringendo i denti)
pensando a quanto male ci facciamo,
a quanti stenti…
Se è il caso ci rivolgeremo pure ai santi,
ne abbiamo di ogni sorta, lo sapete,
per tutte le stagioni,
anche per questa che si annuncia magra
e avara di soddisfazioni.

*

Paolo Polvani

Validi motivi di rallegramento 

Ma se ci fosse un dio non credete che concorrerebbe alla carica di sindaco?
o amministratore almeno di condominio, o di piccola azienda, che so,
mobilificio, o distributore di balocchi, o quotidiano locale, se ci fosse
un dio non credete che accenderebbe qualche lampadina? ammansirebbe
un pugno di boss? prenderebbe a calci, sulla pubblica via, un cardinale?
sbeffeggerebbe i vescovi, si trastullerebbe nel tiro a segno sui preti,
ci mostrerebbe come si fa un film, come si scrive un libro, inventerebbe
colori nuovi per la collezione autunno inverno, ma se ci fosse un dio
perché pagare il biglietto del tram? abbiamo avuto tutti un amico
immaginario, gli abbiamo confessato il nostro amore per le marachelle,
se ci fosse un dio correrebbe a correggermi questa specie di poesia,
a mettere gli accenti giusti, disporre le virgole in maniera adeguata,
dirmi che la primavera porta le ciliegie, chiedermi se desidero un altro mare,
fiumi diversi, che scorrano a testa in su, a spedirmi qualche cartolina
con scritte oscene, a parlarmi di donne, di quanto sia appagante mordere un culo,
potremmo berci insieme una birra, aspettando che si oscuri il cielo,
oppure camminare sui prati dandoci del tu come vecchi amici,
ma tutto questo non ci è stato dato in dono, e allora
continueremo a ruotare intorno al sole, a seguire il succedersi
delle maree, a nascere e morire cercando un senso, una motivazione,
una risposta, e invece non ci resta che rallegrarci che non ci sia
un rompicoglioni a spiarci dal buco della serratura.

*

Patrick Williamson con traduzione di Guido Cupani

Without measure 

The disfigured shape looms,
flawed, in the hourglass

this whispered swish
of a tongue that lashes

lament your fate
calm words are feeble

the shallow obsequious
aspire to greatness,

understand, this cannot
be enough for one

to tremble foes, focus on
another light, darken

as fists lunge at jaws,
power unbridled.

     

Senza misura

La forma sfigurata incombe
corrotta, nella clessidra

questo sibilo sussurrato
di una lingua che saetta

lamenta la tua sorte
un tono calmo è fiacco

servili, i superficiali
aspirano alla grandezza,

capisci, non sarà questo
a permetterti di tremare

i nemici, catalizza
un’altra luce, ottènebrati

mentre affondi i pugni al mento,
potere senza freni.

*

Anna Zoli

I due poteri 

Si sente da lontano l’odore del potere
quello che attira e lega alla poltrona
allo scranno o al trono
con i suoi tentacoli insidiosi
annebbia sensi e mente
esalta l’ego

me ne tengo lontano
ho narici sensibili al piacere
al profumo dell’aria in movimento
a parole in libera caduta
a ricercare un senso
e se senso ce l’ha
non è dentro un proverbio
collegato al “volere”
o nell’esaltazione forte del”avere”

è nella forza dentro la persona
con le radici fonde in terra buona
dissodare i punti oscuri
per arrivare al centro del potere
quello che irradia fuori
non ci si pensa mai
che il vero potere
è su di noi

*

        

 

Julian Assange, Copenhagen, 2009 foto Peter Erichsen, New Media CC BY-SA 2.0 - in apertura Assange a Buenos Aires, 2015, foto Romina Santarelli, CC BY-SA 2.0 (originali a colori)
Julian Assange, co-fondatore e co-redattore di WikiLeaks, Copenhagen, 2009 foto Peter Erichsen, New Media – in apertura Assange a Buenos Aires, 2015, foto Romina Santarelli (originali a colori)

     

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