Il racconto del mese: Dovrai chiamarmi nonna di Lucia Marilena Ingranata

Dovrai chiamarmi nonna

racconto di Lucia Marilena Ingranata.

   

Quando tuo padre me l’ha detto ho avuto un leggero sbandamento, capirai che diventare nonna è un bel salto di categoria e non sono ancora sicura di trovarmi a mio agio in questa condizione.

L’unica caratteristica che ho per ora  è la rotondità, sono in carne insomma, posso inserirmi nel gruppo delle nonne rassicuranti, quelle morbide che quando ti abbracciano non ti bucano con le ossa.
A me pare una  qualità, la tua bisnonna (mia madre) era così e io ci ho passato giorni interi sul suo grembo e ci stavo bene, se ti piacerà potremo farlo anche noi, ovviamente non giorni interi, che per me non è facile stare ferma, ma un po’ di tempo te lo concedo.

Per il resto  dovremo imparare strada facendo io e te.

Ti dico subito che non amo le smancerie, finora almeno è stato così ma dicono che quando si diventa nonne si perde il senno per cui staremo a vedere. Tu mi sembri già uno tosto,  se esagero puoi anche farmelo presente.

Non amo cucinare, per cui dovrai accontentarti di poche cose, tagliatelle al ragù, pasta al forno e arrosto , cotolette e patatine, anche con l’insalata me la cavo per il resto potrai rivolgerti al tuo papà che mi pare cucini meglio di me e con più fantasia.

Non lavoro a maglia, non cucio, odio stirare e lavare i piatti ma…. mi piace lavorare nell’orto, tagliare l’erba,  curare i fiori e le piante, adoro  la campagna  e spero tanto che tu abbia la mia stessa inclinazione… avrei bisogno di un giovane e baldo aiuto giardiniere.

Ovviamente scherzo, non ho bisogno di un aiuto giardiniere ma il mio augurio è che tu sappia apprezzare tutta la bellezza che la natura ci offre e spero anche che tu ami i cani, a casa tua non potrai tenerlo ma da me ce ne stanno anche un paio belli grandi, di quelli buoni che adorano i bambini e quando verrai a trovarmi potrai giocare con loro.

Mi piace già molto l’idea di vederti sgambettare nel prato correndo dietro a Puffa o Cleopatra ,  facendo tutte quelle cose che fanno i bambini liberi, esplorando il mondo senza paura, si parte sempre da vicino sai e il mio giardino è un punto di partenza adattissimo per i cuccioli e poi qualsiasi cosa succeda c’è la nonna che ti salva.

So anche fare  le capanne con i bastoni e le vecchie coperte, e ti farò il rifugio dove tenere tutte le tue cose segrete e non lo diremo mai a nessuno.

E… scrivo poesie, sono una dilettante ma a volte mi vengono  benino e quando ho saputo della tua esistenza nella pancia della mamma ne ho scritta una.

Vorrei la tenessi con questa lettera che ho scritto per te perché tu sappia quanto  ti amo mio piccolo infinito pezzo di futuro. 

    

Le linee della terra. 

Avevamo bisogno di questa tessitura d’orto
un vago ripristino di scadenze
da rispettare. Seguire le linee della terra

trama, ordito o piccoli tragitti ingannatori
poi buche equidistanti dove adagiare un seme
a germogliare. Ci vorrà un’estate tutta intera

e noi custodiremo il nido sull’abete
intanto l’erba cresca dove vuole.

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