Il racconto del mese: Le tagliatelle ai funghi di Lucia Marilena Ingranata

Le tagliatelle ai funghi

racconto di Lucia Marilena Ingranata.

   

Le tagliatelle ai funghi sono una delle pietre miliari nella storia della mia vita.
Non posso mangiare tagliatelle ai funghi senza pensare a quel giorno……

Era di maggio…. (come una poesia)…. quale mese migliore per celebrare un incontro?
Sei arrivato piano, con calma e compostezza, sotto il cartello con la scritta “Torino”.

Da lì mi hai chiamata e io, emozionatissima, ti ho indicato  il posto in cui ti stavo aspettando.

Tutto predisposto, prestabilito, figlio grande alla partita di calcio, figlio piccolo a casa dell’amica.
Io libera e trepidante, giovane per un giorno.

Sei sceso dalla macchina e ci siamo guardati per la prima volta.

Mi avevi detto: “quando ci vediamo posso abbracciarti?”

E mi hai abbracciata,  è stato come quando arriva qualcuno che non vedi da tanto tempo e non lo riconosci e sei impacciato, poi riconosci la voce.
E’ stata la tua voce a dirmi che eri tu.

Non ricordo nemmeno cosa ci siamo detti in quel momento, probabilmente le solite cose, come stai, tutto bene, e il viaggio? Tutto a posto?

Insomma ero un groviglio di sensazioni tali che sono dimagrita in quel frangente, sono sicura che si consumano migliaia di calorie con un’emozione tanto intensa.

Ti ho chiesto di salire in macchina con me, io conosco meglio la città.
Siamo andati verso il centro di una Torino bella, magica e profumata di primavera.
Vestita con ricercatezza per un giorno tanto particolare.
Ho parlato, parlato, parlato, tu molto meno come succede sempre del resto fra di noi.

Passeggiare sotto i portici appoggiata al tuo braccio è stata una sensazione talmente nuova, si cammina più sicuri quando qualcuno ti sostiene e ci si stanca meno.

L’ora di pranzo è arrivata troppo in fretta, ma con te succede sempre così, tu il tempo lo fai correre. Ho preso la strada della collina che di maggio è stupenda e abbiamo scelto a caso un ristorante.

Ci siamo seduti fuori sotto il pergolato, per la prima volta uno di fronte all’altra a guardarci dritto negli occhi e…. sono arrivate  le tagliatelle ai funghi, quelle della prima riga, quelle che hanno fatto la storia.

Una tagliatella si era attaccata al fondo caparbia, e voleva restare lì.
Il cameriere non era d’accordo ha insistito, ha tirato e lei staccandosi con stizza ha sventagliato tutto l’olio da cui era ricoperta sulla tua camicia e sulla tua cravatta!

Scena terza atto secondo…. tragedia: io a bocca aperta, cameriere paonazzo e contrito e tu?

Serafico, calmissimo….con quell’accento speciale che hai: “mo come mi dispiace, mi porta un po’ di borotalco per favore?”

E’ da lì che ho incominciato ad amarti e non ho ancora smesso. 

miro

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: