“Per sempre” un racconto di Maddalena Di Marco

Per sempre

di Maddalena Di Marco

Una donna aveva un fidanzato segreto. Si erano promessi: per una seconda vita di li’ a sette anni. Essendo entrambi avanti con l’eta’ e conoscendo ormai bene le dinamiche dell’innamoramento, sapevano bene che sette anni erano una cronologia infinita, fuori dal tempo reale, una proiezione in un’altra dimensione.
Ma progettavano il matrimonio in ogni dettaglio cosi’ come la vita insieme: tutto avrebbe ruotato attorno al mare, al sesso e alla poesia, elementi assoluti unificatori.
Lui non si poneva domande, viveva e basta, accoglieva con gioia ogni attimo che fosse o no gia’ scritto. Lei invece si interrogava sempre su ogni evento: ora sull’amore, ora sul volo degli uccelli controvento, ora sulla temperatura della sabbia. Si interrogava per sua propria natura; ma oggi le domande non erano sulle seppie da pulire o come convincere un cliente a migliorare l’esposizione dei prodotti o se la chiusa dell’ultima lirica fosse convincente, si interrogava proprio sull’amore. Dentro di se’ aveva superato con la fantasia la fase dell’innamoramento, ormai rassegnata come se ci fosse una data di scadenza di tre anni impressa sul prodotto, e stava volando oltre, a quel tempo che mai sarebbe stato… o voluto.
Con gli uomini del passato lo aveva rifiutato quel tempo futuro. Aveva tenuto duro per quanto le era stato possibile ma non era riuscita ad apprezzarne il tepore; solo il bruciore e il gelo erano degni dei suoi sensi. Amava gli inizi e le fini che la facevano scrivere, sognare, soffrire, sentirsi viva. Ecco la questione! Perche’ non si sentiva viva? Perche’ doveva continuamente dimostrare a se stessa di esserlo?
La verita’ si affacciava ora, diamante spezzato e tagliente, spaventosa e meravigliosa: lei non era viva, veniva dal regno delle ombre e in un lontano passato quando ne era fuggita aveva deciso di non farvi piu’ ritorno.
E dunque cercava la vita.
Nessuno era piu’ vivo del fidanzato segreto, che non temeva la morte, la celebrava come un naturale evento, come solo si celebra la nascita. Gioiva del singolo minuto che gli veniva concesso con tutti i debiti e i crediti dell’esistenza.
Ed ecco una sciocca speranza da adolescente, un sogno ad occhi aperti farsi largo negli intricati labirinti del vissuto e del creduto: con lui avrebbe potuto essere per sempre! Lui avrebbe potuto essere la chiave per chiudere definitivamente la porta agli inferi.
E dunque riempi’ la vasca di acqua calda, fumante. Si tolse lentamente gli abiti guardandosi allo specchio: la gonna, la camicetta, calze e reggicalze, la sottoveste di pizzo, il reggiseno e le mutandine di un tenue color lilla. Si piacque della propria rotondita’ riflessa e si accarezzo’ il seno. Poi si immerse nell’accogliente calore, senti’ l’acqua accarezzare i capelli e sommergerle il viso. La mano arrivo’ al pube e la carezza li’ si fermo’, insistente, a cercare il piacere. In mente aveva solo lui e le sue labbra. Ricordava il secondo incontro, quando lui era apparso oltre una siepe e l’aveva incantata di un sorriso buono, sereno e felice. Le aveva scodinzolato gia’ da lontano, bellissimo labrador di razza. Lei si era persa in quello scodinzolare.
Al ricordo della penetrazione, lunga, indugiante nel grembo, con il corpo di lui che la schiacciava, con le pelvi che premevano – ed erano stati una cosa sola e non si sarebbero mai staccati se non presi da stanchezza – arrivo’ il piacere intenso che pervase tutto il ventre, usci’ dalla gola come grido soffocato, e arrivo’ al cuore.
Il cuore… poteva cedere ormai, e lo stava facendo non avendo piu’ nulla da pompare. Si lascio’ andare ancora all’abbraccio dell’acqua calda, rossa di polsi.

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