Il tulipano: Silvia Secco

Il tulipano: Silvia Secco. Con introduzione di Claudia Zironi.

   

   

Silvia Secco è una giovane poetessa veneta dal sorriso radioso e ottima conoscitrice di vini. Se dovessi definire le sue poesie non potrei fare altro che richiamare gli aromi di mela acerba e di spezie di certi vini del Trentino.
O la leggerezza unita ad una grande sapienza vinificatoria che fa grande un arneis. E ancora la capacità di scorrere felicemente in gola causando facili ebbrezze di certi siciliani.
Un vino bianco insomma, fresco e ricercato ma non meno passionale di un robusto barbaresco.
Qui proponiamo alcune poesie di Silvia in sintonia con il tema di questo mese: l’amour fou, ma consigliamo ai lettori di approfondire la lettura di questa autrice capace di affrontare con versi pieni e maturi ogni genere, anche il più attuale e scabroso. CZ

silvia seccoSono nata nell’Alto Vicentino 35 anni fa: lì ci sono ancora radici e famiglia, alcuni amici preziosi che rimarranno tali ed il mio dialetto, con il quale penso e, a volte, prego. Mi sono trasferita a Bologna subito dopo la maturità artistica: ancora oggi questa città è un buon posto dove stare. Professionalmente mi occupo d’altro, ma la poesia è l’elemento che mi ricorda il mio nome, tutte le volte in cui la battaglia per il pane me lo fa scordare. Perciò scrivo (sempre) e scrivo poesia (pochi testi all’anno, continuamente rivisti e scolpiti); perciò soprattutto leggo (moltissimo e con voracità) e leggo poesia, e la ascolto ovunque sia possibile.

Alcune delle mie poesie,  non ancora edite, sono state premiate o segnalate in alcuni concorsi nazionali, fra i quali il Premio Iris di Firenze, il Premio Renato Fucini, il Tapirulan di Parma, il premio Vigonza ed il premio Alicante. Ho partecipato ad alcune letture pubbliche, in particolare nel corso della manifestazione “Poesia a strappo”, organizzata dal poeta e performer Alberto Mori,  della manifestazione “Bologna in lettere” del 8 Giugno 2013, organizzata da Letteratura Necessaria di Enzo Campi, della manifestazione bolognese dello scorso Settembre 2013 “Centomilapoeti per il cambiamento”, organizzata da Pina Piccolo, ed in occasione degli eventi organizzati dal Gruppo 77 di Bologna fondato da Alessandro Dall’Olio, del quale, felicemente, faccio parte. Alcuni testi compaiono nelle antologie dei premi, o in alcune riviste letterarie, mentre alcuni altri sono pubblicati in rete. S.S.

gatto-e-uccello-paul-klee   

Tulipano

   

Il mio corpo disteso di fianco
ha forme adatte a comprenderti.
Il tuo corpo è un tulipano
raccolto intorno al cuscino.

Chiusi. Quasi a rimarginarci
in palpebre/ petali/ lembi…
Stiamo chiusi ancora.
Ancora un poco, un’ora…

Una speranza che si sfami
di molliche di pane. Uno sfiorarti
che distolga il presente
dal suo logorio: il tempo
che tutto ha preso.
Il perso tempo oramai.

La tua pelle ha l’odore
dell’ombra.
La speranza non ha storia.
Come la pioggia al suolo.

*

Seta

   

Sono
l’angolo dove nasconderti.
Ho deserti per accogliere te.
Non sono niente
nemmeno un poeta ma sono
ogni cosa che ho visto.

Ho
mancanze da indossare
per l’umidità d’Aprile.
Le tue pieghe da spianare
accarezzandomi. Mi scivoli
alleviandoti tra le dita.

Sono
la stanza del riposo.
Ho oscurità per il tuo sonno.
Non sono niente
nemmeno una sposa ma sono
ogni cosa che ho perso.

*

Il solco

   

Non ho bisogno della fede
al dito: il solco ha forma del tuo corpo
disteso di fianco prima del sonno.
Ne percorro il disegno come un cieco
consueto al buonsenso del tatto.

E’ l’orma che ha segnato il tempo
camminando sui nostri piedi. Uguali
ai piedi dei figli. E dei loro fiori
sbocciati nel solco dai nostri semi.
Non ho bisogno di guardarti
nemmeno. Conosco a memoria
i margini: la linea curva e piena
del ventre, la tenerezza di labbra
capaci alla voce -suono di cui so
il sapore dolce del succo-

Ho attitudine alla tua pena
antica che di tanto in tanto esonda
oltre gli argini del solco, su un palmo
di mano e lo colma/allaga/feconda
e piano ne matura il frutto.
Ecco, non la temo: la aspetto
a fondovalle come fa la foce.
So che arriverai sempre mia stagione/
svolta, così come venisti allora.
La sera, quando t’ho incontrata.

Non ho bisogno di nessuna
data. Era estate. Solo questo conta.
E che avevamo vent’anni. Gli stessi
che hai ora. Quelli che avremo domani,
uguali: appena un po’ più gravi
semmai. Simili a certi pesi
ma di piume o a certi sassi di fiume
rosi, malleabili; a quelle due rughe
impercettibili ma nuove che hai.
Pari al frastuono di un capello

caduto invano sul cuscino.
Io l’ho raccolto per legarlo al dito
nel luogo segnato, come un anello
d’oro bianco. No, no: non ho bisogno
d’averti accanto per amarti.

Tu sei al fondo, nell’incavo
del solco dove ancora scavi
e t’insinui. Nell’incessante
amalgamarsi che ci è dato.

*

Artaud

   

Artaud ci riconobbe molto prima
noi due nati con spirito cavo in cui
s’insinua il cosmo in spasmi di parole
taglienti come lame pure come
lune, affilati accenti come punte
di una biro. Le parole arrivano
alle mani. Diritte, e molto prima
che alla voce: sudore che saliva
e s’inchiostra a segnare e incide.

E io che vorrei urlare quanto ti sono
affine resto muta a contenerti:
tutto. Tu che sei tutto intorno e interno
in questa sera liquida di cera
colata giu’ lungo il mio stelo.

gatti aristo

7 thoughts on “Il tulipano: Silvia Secco”

  1. Sono felice di vedere qui ospitate alcune poesie d’amore di Silvia, poesie che personalmente ritengo tra le più belle che io conosca su un tema tanto difficile. Ha ragione Claudia, Silvia scrive anche splendide poesie a sfondo civile-sociale e poesie nel suo aspro e insieme dolce dialetto vicentino, poesie che meritano di essere conosciute da tutti quelli che amano la poesia buona e vera. Attendo (e non credo di essere l’unico) di leggerle in una raccolta degna del loro valore. Un carissimo saluto a tutti!

    1. Grazie infinite a Francesco per queste parole, che merito a stento, come lui sa, ma che mi scaldano e mi incoraggiano sempre. Grazie a Claudia e a Versante Ripido per l’opportunità e per lo spazio. Ne sono onorata.

  2. Ho attitudine alla tua pena
    antica che di tanto in tanto esonda
    oltre gli argini del solco, su un palmo
    di mano e lo colma/allaga/feconda
    e piano ne matura il frutto.
    Ecco, non la temo: la aspetto
    a fondovalle come fa la foce.

    ” Il solco ” è una delle più belle poesie d’amore e non solo che mi sia capitato di leggere, e stralcio questi versi per la loro intensità.

    grazie per il regalo che ci fai

  3. il solco è una poesia bellissima ma anche le altre non sono da meno. mi piacerebbe leggere altro di Silvia e, se fosse possibile, avere il link delle sue pubblicazioni. grazie e complimenti a Silvia.

  4. Eleganza, originalità e nessuna indulgenza per gli stilemi manierati e i luoghi.
    Davvero una poetessa di indubbio valore.

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