Intervista a Lucetta Frisa sulla traduzione di Charles Baudelaire, a cura di Anna Belozorovitch

Intervista a Lucetta Frisa sulla traduzione di Charles Baudelaire, a cura di Anna Belozorovitch.

    

    

Per il lettore può essere importante sentire ciò che ha da dire il traduttore?

Può esserlo come no. L’opinione del traduttore non incide certo sul risultato, sull’efficacia della traduzione, allo stesso modo penso anche al lettore, in generale, curioso di conoscere la vita personale dell’autore che sta leggendo. Conoscerla può arricchire la sua cultura, delineare meglio il volto e la vita dell’autore, forse capirlo di più, indagando sulle motivazioni che lo hanno spinto a scrivere certe cose più di altre, e quindi provare anche un sentimento di simpatia o viceversa. Ma poi ciò che ha reale importanza è la traduzione del testo in se stesso. Il testo è tradotto bene o no? Il traduttore è riuscito o no a rendere giustizia al suo autore, indipendentemente da carattere, comportamento, condizione economica, passioni, etc?  È il testo, nudo e crudo, a parlare. Deve scintillare di luce propria.

     

Lei stessa scrive versi, ha esperienza di veder nascere versi originali, crede ciò sia importante per poter tradurre poesia?

Secondo me, è sempre meglio affidarsi a un poeta per tradurre un poeta. Tradurre poesia non è tradurre prosa. Il poeta che ha familiarità con i versi si trova più a suo agio nel tradurre i versi di un altro, ma non è una regola fissa. Non esistono regole fisse nel mondo della traduzione e neppure della scrittura.
Per quanto mi riguarda devo confessare che traduco meglio se mi piace il poeta o comunque la poesia da tradurre. In fondo, e non credo di essere la sola in questo, tutto quanto si fa con piacere, riesce sempre meglio: è già lavoro fatto per metà. Ovviamente non basta.
Io do molta importanza alla scrittura della lingua d’arrivo. In questo caso, l’italiano. Per questo la traduzione non è mai davvero fedele, ma solo approssimativa. Deve essere fedele nel tono, nel ritmo, ma mai parola per parola. Il traduttore deve concedersi delle libertà, proprio per essere più fedele alla lingua di partenza, al testo poetico che va traducendo. Libertà limitate, certo, che non escono mai dall’ambito della poesia in oggetto, che rispettino il testo nel suo insieme, lo spirito del suo autore.
Ad esempio, entrando nel vivo della mia traduzione baudelairiana, ho letto delle traduzioni de Les Fleurs du mal non convincenti: tra le più attuali quelle di un Giovanni Raboni un po’ spento e un Gesualdo Bufalino eccessivamente infedele. Lui sì che ha agito in modo arbitrario e prevaricante Sono rimasta sbigottita dalla sua audacia manipolatoria. Le traduzioni baudelairiane migliori le ha realizzate, a mio parere, Luciana Frezza, scomparsa da qualche anno, non a caso poeta in proprio.
Ho sempre avuto un timore reverenziale a tradurre. Specialmente quel mostro sacro di Baudelaire che ha accompagnato le letture della mia giovinezza, lo amavo troppo, amavo troppo la bellezza sonora della lingua francese, inarrivabile, sempre a mio parere, in traduzione italiana. Così com’è impossibile la riproducibilità di una lingua in un’altra. È sempre un grande rischio, che sarebbe bello non correre mai se si conoscessero tutte le lingue, Poter leggere le poesie in lingua originale è un dono che non è dato a tutti. I traduttori quindi sono necessari e si caricano di enormi responsabilità…
L’età che avanza ridimensiona il desiderio di perfezione, certe posizioni estreme. L’assoluto si relativizza, gli dèi diventano uomini e i traduttori accettano necessariamente di tra-dire… Allora ho colto il suggerimento di qualche amico che mi ha chiesto di provare a tradurre qualche verso dell’Inarrivabile Charles. Con umiltà, stavolta ho risposto che ci avrei provato.
Prima di lui mi sono dedicata ad altri francesi, tutti contemporanei; Pierre Jean Jouve, Paul Eluard, Jean Cocteau, Bernard Noël, Alain Borne, James Sacré, Sylvie Durbec, Claude Esteban, etc.
In seguito, le mie poesie baudelairiane verranno raccolte in un Quaderno a lui dedicato nella rivista online La foce e la sorgente.
Senza seguire nessun ordine cronologico, eccovi:

    

L’albatro

Spesso per divertirsi gli uomini dell’equipaggio
catturano gli albatri grandi uccelli dei mari
che seguono come indolenti compagni di viaggio
il battello fluttuante sopra gli abissi amari.

Non appena viene posato sopra le plance
questo re dei cieli, timido e maldestro
lascia pietosamente le grandi ali bianche
trascinarsi come remi accanto a lui.

L’ alato viaggiatore come è fiacco e balordo!
Lui, prima così bello, ora è comico e brutto|
Uno con una pipa tormenta il suo becco
L’altro zoppica e mima chi si elevava in volo!

Il poeta è simile al principe delle nuvole
che insegue la tempesta e ride dell’arciere
In mezzo agli scherni sta sulla terra esule
le ali da gigante gli impediscono di andare.

     

L’Albatros 

Souvent, pour s’amuser, les hommes d’equipage
Prennent des albatros,vastes  oiseaux de mer,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

A’ peine les ont-ils déposés sur les planches,
que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
laissent  piteusement leurs grandes ailes blanches
comme des avirons traîner à côté d’eux. 

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau,qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule.
L’autre mime,en boitant, l’infirme qui volait! 

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer:
exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher.

 

    

Elevazione

Sopra gli stagni sopra le valli
i monti,i boschi le nuvole, i mari
al di là dell’etere e del sole
oltre i confini delle sfere stellari

Spirito mio ti muovi con agilità
e come un nuotatore che si abbandona all’ onda
solchi con gioia la profonda immensità
con indicibile  maschia voluttà.

Vola  lontano da questi miasmi sordidi
va a purificarti nelle altezze dell’aria
bevi come  puro e divino liquore
Il chiaro fuoco che colma spazi limpidi.

Dietro le noie e gli immani dolori
che caricano del loro peso la vita brumosa
felice chi può con l’ ala vigorosa
slanciarsi verso  campi sereni e luminosi!

Colui i cui  pensieri sono come allodole
verso i cieli al mattino hanno libera corsa,
-chi nella vita penetra  e comprende con semplicità
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!

    

Elévation

Au-dessus des étangs,au-dessus des vallées,
Des montagnes,des bois, des nuages, des mers,
Par delà le soleil,par delà les éthers,
Par delà les confins des sphères étoilées, 

Mon esprit, tu te meus avec agilité,
Et comme un bon nageur qui se pâme dans l’onde,
Tu sillonnes gaiment l’immensité profonde
Avec une indicible et mâle volupté. 

Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides
Va te purifier dans l’air supérieur,
Et bois,comme une pure et divine liqueur,
Le feu clar qui remplit les espaces limpides. 

Derrière les annui et les vastes chagrins
Qui chargent de leurs poids l’existence brumeuse,
Heureux celui qui peut  d’une aile vigoureuse
S’élancer vers les champs lumineux et sereins! 

Celui dont les pensers,comme des alouettes,
Vers les cieux le matin prennent un libre essor,
-Qui plane  sur la vie et comprend sans effort
Le langage des fleurs et des choses muettes!

     

Corrispondenze

La natura è un tempio dove colonne vive
lasciano a volte udire delle  parole confuse
L’uomo vi passa attraverso foreste di simboli
che l’osservano con sguardi di intimità.

Come  da lontano le lunghe eco si fondono
In una tenebrosa e profonda unità
vasta come la notte  e come la luce
profumi, colori e suoni si rispondono.

Ci sono profumi freschi come pelli infantili
dolci come  oboi e verdi come prati
-ed altri,corrotti,ricchi e trionfanti,

che hanno l’espansione delle cose infinite,
come l’ambra,il muschio,il benzoino e gli incensi
e cantano l’abbandono  dello spirito e dei sensi.

      

Correspondances 

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent  parfois sortir de confuses paroles:
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiers. 

Comme de longues échos que de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les parfums les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
doux comme les hautbois, verts comme les prairies
-Et d’autres, corrompus, riches et triomphants, 

Ayant l’expansion des choses infinies,
Comme l’ambre, le musc, le benjoin et l’encens,
Qui chantent les transports de l’esprit et des sens.

 

*

 

      

Lucetta Frisa, attrice, poeta, traduttrice, nasce e vive a Genova. Opere poetiche: Modellandosi voce; La follia dei morti; Notte alta; L’altra; Se fossimo immortali; Ritorno alla spiaggia; L’emozione dell’aria; Sonetti dolenti e balordi. Narrativa:Fiore 2103; Sulle tracce dei cardellini; La torre della luna nera. Ha tradotto opere di diversi poeti, dall’inglese e dal francese. Ha collaborato con i suoi racconti per ragazzi al quotidiano “Avvenire”.
Con Marco Ercolani cura i “Libri dell’Arca” per le edizioni Joker e insieme a lui pubblica:Détour; L’atelier e altri racconti; Nodi del cuore; Anime strane; Sento le voci; Il muro dove volano gli uccelli, Diario doppioeFurto d’anima.Con lo stesso Ercolani cura la rivista online “La foce e la sorgente”. Vince nel 2005 il Premio Lerici-Pea per l’inedito e nel 2011 il Premio Astrolabio per l’opera complessiva. Suoi testi sono tradotti in antologie, riviste e libri collettivi. È presente in diversi blog letterari. Nel 2016 raccoglie, per Puntoacapo, un’antologia della sua opera poetica: Nell’intimo del mondo. Poesie 1970-2015 (finalista Premio Camaiore 2017).
Sito web: www.lucettafrisa.it

 

       

Manifestazione a Boston, 1970, foto Nicholas DeWolf, 1970 CC BY-SA 3.0 - in apertura Angela Davis e Valentina Tereshkova, 1972, foto Yuriy Ivanov, RIA Novosti archive CC-BY-SA 3.0
Manifestazione a Boston, 1970, foto Nicholas DeWolf – in apertura Angela Davis, attivista del movimento afroamericano statunitense incontra Valentina Tereshkova, 1972, foto Yuriy Ivanov, RIA Novosti archive

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