Intervista ad Afrodita Cionchin

Breve intervista ad Afrodita Cionchin, a cura di Paolo Polvani.

   

   

Afrodita Carmen Cionchin, nata nel 1973 in Romania, è docente di lingua e letteratura italiana e romena. Ha al suo attivo una cinquantina di studi e articoli, incentrati su quattro principali direzioni di ricerca: letteratura comparata mitteleuropea, con precipuo interesse per la letteratura italiana (specie triestina) e romena; lingua italiana nel contesto romanzo e traduttologia; lingua romena tra diacronia e sincronia; presenza romena in Italia dopo il 1989 (integrazione socio-culturale e tendenze attuali). Ha pubblicato, tra l’altro, il volume Lingua italiana in prospettiva storica (Augusta, Timisoara 2000, 254 pp.). È inoltre traduttrice – con contributi in riviste e volumi – di alcuni dei più importanti scrittori del Novecento, come Claudio Magris, Umberto Eco, Fulvio Tomizza, Umberto Saba, Italo Svevo, Primo Levi e altri. Ha tradotto i volumi: Claudio Magris, Un altro mare, traduzione romena con il titolo O altă mare (Univers, Bucureşti 1999, 120 pp.); Claudio Magris, L’infinito viaggiare, traduzione romena con il titolo Călătorie nesfârşită (Rao, Bucureşti 2010, 256 pp.). Ha ideato e dirige la rivista bilingue «Orizzonti culturali italo-romeni» (www.orizzonticulturali.it e www.orizonturiculturale.ro) e collabora ad altre testate. Sito personale: www.afroditacionchin.ro

Afrodita Cionchin
Afrodita Cionchin

Che reazioni suscita in te la parola migrazioni?

L’idea di andare alla ricerca di qualcosa di nuovo e positivo al quale si va incontro per conoscerlo, viverlo e arricchirlo con ciò che di buono si ha nella propria peculiarità.

Possedere più lingue significa possedere più mondi; in che rapporto vivono i tuoi mondi?

Direi che i miei mondi, interiori ed esteriori allo stesso tempo, sono mondi in dialogo e in un continuo scambio di idee e di pensieri, il che aiuta sicuramente a crescere con consapevolezza, in armonia con se stessi e aperti verso gli altri.

La poesia può svolgere una funzione nel tentativo di avvicinare, di conciliare mondi diversi?

Certo, la poesia è conoscenza e sensibilità, è una delle strade privilegiate per arrivare al cuore dell’altro e coinvolgerlo spiritualmente e intellettualmente. E qui vorrei sottolineare il ruolo imprescindibile del traduttore che andrebbe ulteriormente incrementato in questa nostra società all’insegna del multi- e dell’interculturalità.

Coltivi progetti che vanno in questa direzione?

Sì, nel 2010 ho avviato un progetto impegnativo in cui credevo molto, quella della rivista bilingue “Orizzonti culturali italo-romeni”, accessibile ai due siti www.orizzonticulturali.it  e www.orizonturiculturale.ro, che si rivolge con cadenza mensile al pubblico italiano e romeno, mediante due sezioni linguistiche distinte e correlate, che propongono interviste, inchieste, studi, presenze letterarie e artistiche, contributi di ospiti italiani e romeni, con speciale attenzione verso la traduzione letteraria come opera di mediazione. In questo modo possiamo realizzare una doppia promozione: da una parte, quella della cultura romena in Italia e, dall’altra parte, quella della cultura italiana in Romania. Sempre, e comunque, la promozione della loro reciproca conoscenza e dialogo, di cui tutti conosciamo la necessità.

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