La città degli sconfitti di Rosanna Spina

La città degli sconfitti di Rosanna Spina.

Rosanna ci parla brevemente di sè e della propria poetica:
Mi chiamo Rosanna Spina, sono nata il sedici marzo millenovecentocinquantasette nella Val D’Agri e i miei primi venticinque li ho vissuti in campagna essendo la mia una famiglia contadina. In seguito mi sono sposata e da allora vivo in Toscana in provincia di Livorno.
Della Lucania ho portato via con me la nostalgia di un mondo semplice e spartano, i valori e la fierezza che mi hanno trasmesso i miei genitori con l’esempio prima che con le parole. Per questo la poesia inizia dai gesti, dal sorriso, dal mondo reale, e sconfina nella certezza che il mondo può cambiare, capovolgersi, ma sempre l’Uomo avrà bisogno di poesia, dentro, prima che nei versi scritti. La poesia per me è una creatura di cui avere cura anche dopo averla “messa al mondo”, non amo abbandonarla dopo il primo vagito.

Chi va nella città degli sconfitti 

Non cerca nessun nome né indirizzo
chi va nella città degli sconfitti,
si ferma spesso, non conosce l’ora

seduto al lato di una grande piazza
ha solo qualche cencio, carta straccia
e tutto ciò che serve è una fontana.

In quella piazza da mattina a sera
c’è il solito spettacolo: il silenzio,
lo sanno bene quelli che d’inverno

per sciarpa e per cappotto hanno la neve
il freddo dell’asfalto come letto
e per mantello il gelo di gennaio:

povericristi crocifissi a terra
non sanno padre nostro e avemarie
perché non c’è da confessare niente
nessun peccato o lista di bugie.

D’estate invece si cammina scalzi,
– le ali ai piedi, liberi di andare –
eppure c’è qualcuno che non resta:

è così libero che preferisce “altrove”;
ti accorgi poi che manca – e non sai dove
cercarlo, per lasciargli almeno un fiore –

Immagine10


Città degli invisibili 

Non hanno piazze stazioni campanili
le città dove l’amore non arriva
– perché non parte –

Palazzi vecchi dietro i grattacieli
non scorgono tramonti, solo fumo.

I volti grigi dentro quelle stanze
raccontano agli specchi dissonanze,
non sanno del polline nel vento.

Li vedi mai sorridere i palazzi?
Anonimi ed uguali – gabbiematte –
le vite finte in una fintapancia
senza liquido amniotico, non nascono.

Strane città: traboccano di vuoto
nel vuoto traboccante di persone
dimentiche di lune, oltre i lampioni
che in doppia fila, in via dei manichini,
proiettano falene d’illusioni

campo nomadi gente

3 thoughts on “La città degli sconfitti di Rosanna Spina”

  1. un occhio attento alla realtà degli ” ultimi “, una penna sciolta
    che scorre molto bene, due ottimi pezzi e non solo di poesia civile, ma di vera poesia.

  2. La realtà degli sconfitti dalla miseria, ma anche l’ alienazione, la solitudine , il vuoto “traboccante di persone” delle città nei bei versi di chi ha conosciuto i colori della campagna ed il calore della sua gente .

  3. Nell’augurare un buon pomeriggio a tutti voglio esprimere i più sentiti complimenti alla Redazione di Versante Ripido e la mia gratitudine per l’ospitalità su questa pagina.

    Ringrazio inoltre coloro che hanno commentato:

    @ Luigi38 per l’attenzione e i meriti attribuiti a questi testi, mio piccolo contributo al tema di questo mese,

    @ Aurora Lissandrello per il prospetto nel quale fa emergere anche il senso non scritto tra le righe.

    Rosanna Spina

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