La follia, poesie di Natalia Bondarenko

La follia, poesie di Natalia Bondarenko.

   

   

Ho voglia di rischiare negandoti
l’ingresso nel grattacielo
della mia malinconia incurabile

sono farciti di lacrime e tenuti
sotto chiave, i loculi; per di più,
alle scale mancano i gradini
che tolgono
ogni possibilità di dileguarsi

non per caso
all’ingresso c’è un cartone
fissato con un chiodo ormai
arrugginito 

l’INGRESSO è RISERVATO

soltanto ai DISABILI!

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Dal libro VIETATO AGGRAPPARSI AI SOGNI!  (Guarnerio Editore, Udine)

***

Sto allungando la mano verso l’orizzonte
dove l’anima perplessa
non si azzarderebbe ad approdare.
      [Lasciamo stare i soliti discorsi da saccenti
      che non sono le coccarde a farci meritevoli].

La strada sazia di parolacce
e di buchi pieni di contenuti dubbi.
Il crampo rimanda il braccio in giù.
Un altro crampo – lo raddrizza.
      [Lo zimbello, chissà perché,
      ha sempre il carattere dai modi arrendevoli].

«Che cazzo dici?» diresti tu
svuotando gli alveari della mia mente,
con il dovuto rispetto e con il mutuo
aperto a tasso elevato.
     [Direi, da strozzino].

Si ipotizza che ci siano guerre senza vincitori,
che ci siano vittorie senza vinti.
Si ipotizza un ritorno sulla strada meno retta.
     [Si ipotizza che la mente menta].

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Dal libro CONFIDENZE CONFIDENZIALI (Rayuela Edizioni, Milano)

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Ancora l’ultimo sforzo per ricordare
le campane super agitate
     [le ‘cipolle’ dorate] suonare vecchie reminiscenze
per non sentirci smarriti più di prima,
per non essere puntualmente in ritardo,
per non esistere come le targhe alterne,
 

ancora l’ultimo sforzo per passare di nuovo
l’alfabeto, dalla ‘A’ alla ‘Z’, rivestire
di ricami le foto vecchie del soggiorno,
vedere allontanarsi
 il profumo di primavera
verso i Carpazi, blandi, alternativi, gli analgesici,
per sviscerare un dolore da ex-turista,
bollicine a poco costo, vino rosso sfuso…
     [così…]
l’abitudine è l’ultima a morire. 

La zoppìa dell’anima è solo la malattia delle radici,
la magrezza della fiducia,
è solo l’anoressia dei vecchi tempi quando
lavorare a maglia era il lavoro forzato
e svegliarsi al mattino – la fine del mondo.

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Dal libro CONFIDENZE CONFIDENZIALI (Rayuela Edizioni, Milano)

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La calura agostana con le sue terapie inevitabili
scotta i polmoni, lì, in profondità, dove
la futilità del dolore ha le palpebre color siena bruciato
e la pelle rossastra di un’aragosta precotta.
Sono i paragoni 
che spingono la ragione
a correre contro i tempi 
di un orologio inattendibile,
compresa la compagnia del cuculo
con le sue previsioni di fare il marinaio in pensione 

davanti alla barca della vita a pezzi
e le reti delle certezze a brandelli.

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Dal libro CONFIDENZE CONFIDENZIALI (Rayuela Edizioni, Milano)

tn_darger 23  human headed blengings

 


 

Le uscite della fanzine sono al momento sospese
 
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