La parola agli editori: Ilaria Catastini, Albeggi Edizioni

La parola agli editori: Ilaria Catastini, Albeggi Edizioni.

   

   

Alle domande: “In base a quali criteri scegli i libri da pubblicare?” e “Cos’è la qualità in poesia?” risponde ora llaria Catastini di Albeggi Edizioni:                      

Albeggi Edizioni è una casa editrice molto piccola e molto giovane, troppo giovane perché io possa esprimere un parere che possa essere considerato significativo da colleghi editori e soprattutto da poeti, noti e meno noti. Cercherò comunque di spiegare il mio orientamento, che in ogni caso riguarda soltanto un segmento specifico della poesia contemporanea, quella che io definisco poesia di impegno civile. Si è parlato molto, anche su Versante ripido, di che cosa sia la poesia civile, quali ne possano essere i confini e se abbia senso definire una “categoria” di un qualcosa – la poesia – che per sua natura e vocazione deve necessariamente essere libera, senza paletti e universale. Sono d’accordo con chi non è d’accordo con me (perdonate il vezzo), perché il mio non è un tentativo di categorizzazione, ma una selezione di quelle, e soltanto quelle poesie che voglio pubblicare in relazione a quello che è il mio specifico progetto editoriale. Viva i poeti che spaziano ovunque, li apprezzo, li ammiro, li leggo, li compro. Io però ho scelto una linea editoriale ben definita che per ciò che concerne la poesia è circoscritta ad opere che, per il tema che trattano, lancino o lascino un messaggio, un seme di riflessione, una denuncia, rispetto a fatti e situazioni di attualità e della nostra Storia passata ma soprattutto contemporanea.

417649_307677042624663_423183698_nLa mia prima selezione, dunque, è questa. Scelgo poesie che trattano di etica e giustizia (o più spesso la sua mancanza), diritti umani, ambiente, guerra (e pace), politica, lavoro ed economia (le distorsioni, dell’economia) e della società contemporanea, con le sue devianze, i suoi problemi sociali, le sue forme di emarginazione.

La seconda selezione è sulla forza del messaggio: scelgo poesie che mi scuotano, perché penso che scuoteranno gli altri lettori. Poesie che rimandino immagini più penetranti di video e foto che si vedono sui giornali e in TV, che facciano riflettere, che non lascino indifferenti, che facciano comprendere “dalla pancia”, che aprano gli occhi, che sveglino dall’assuefazione. Non pongo steccati ideologici: potrei pubblicare una poesia a favore dell’aborto e una come inno alla vita; una poesia sul nostro essere Europei e un’altra sulla riscoperta dei valori nazionalistici e via dicendo su tanti argomenti ove ci sono visioni contrastanti che meritano comunque di essere rappresentate. Il mio steccato se c’è è sui valori che ritengo indispensabili e inevitabili: non accolgo opere con contenuti razzisti, offensive o discriminatorie verso categorie di persone, anti democratiche o opere che inneggino alla violenza.

Il terzo passaggio riguarda la qualità poetica, linguistica. La ricchezza del vocabolario, il ritmo, la novità sonora, la ricercatezza, lo spessore di un verso, il senso di meditazione che da esso trapela. Amo il nuovo, i format innovativi, la sperimentazione, l’invenzione.

Ultimo passaggio: il libro è un prodotto. Senza nulla togliere alla Poesia in sé, i libri devono essere venduti, altrimenti gli editori scelgono di investire altrove, a meno che non siano mecenati della cultura. Un libro deve avere una sua identità, un suo “corpo”, un suo senso anche commerciale, perché si richiede che qualcuno spenda dei soldi per acquistarlo. Deve dunque comunicare il suo valore, rendersi necessario. La scelta dei componimenti, la veste grafica, il ruolo dell’autore, sono elementi che hanno il loro peso in una iniziativa di marketing editoriale.

Io ho scelto di offrire la possibilità di pubblicare anche ad autori meno noti nei quali però io mi senta di credere e di investire. Ovviamente sarei e sarò ben felice di pubblicare autori già affermati e di solida biografia, ma ritengo che in un Paese già così appesantito dalle Leggi delle Caste, lasciare la porta aperta ai giovani, agli esordienti, almeno in un settore così bello e “puro” come quello della poesia sia un dovere, per un editore.

Ultimo: non chiedo agli autori contributi economici per la pubblicazione e riconosco il diritto d’autore sin dalla prima copia venduta. E’ una scelta professionale ben precisa che spero porterà frutto nel lungo periodo.

                          

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2 thoughts on “La parola agli editori: Ilaria Catastini, Albeggi Edizioni”

  1. Ilaria è una professionista serissima del settore. Ha passione. Pur essendo una piccola casa editrice, Albeggi cura molto la promozione dei propri autori. Cosa che qualunque editore dovrebbe fare ma che non succede spesso.

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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