La rubrica di Arturo Martinelli: tentativi per una pseudo pedagogia poetica del cavolo

La rubrica di Arturo Martinelli: tentativi per una pseudo pedagogia poetica del cavolo.

  

Continua la rubrica di pseudo pedagogia poetica di Arturo Martinelli, agricoltore di Termoli con la passione della poesia, specializzato nella coltivazione di ortaggi e che per questo si definisce un poeta del cavolo.

In questo numero il nostro poeta del cavolo passa ad una fase operativa, e individua lo strumento utile alla salvezza di tanti poeti e anche di tanti lettori, finalmente liberati dagli afflati e affanni poetici.
Strumento legato all’autobiografia del poeta del cavolo, ma da estendere a un numero imprecisato di poeti.


Vediamo di che si tratta.

 

Ode alla poetessa della zappa catartica


Gentile poetessa, di quanta luce rifulgono le sue
parole! ecco individuato lo strumento
che salva la poesia dagli ultras del lamento.
Coltivavo un orto, poeticamente intitolato
o’ paraìso do pimiento, per via della coltivazione
di un raro peperone giallo brasiliano dagli incerti,
incertissimi esiti. Quanta fatica, quanto fallimento
dietro la cura assidua do pimiento.
Così imprecai, piansi, invocai,
lasciai sulla carta versi e alti lai.
Un giorno sull’uscio mi aspettò Calliope, la diletta,
se ami la poesia, mi disse sfilandomi la penna,
e cedi alla tentazione del lamento (por un
pimiento! oh corazon!) questo è lo strumento
che fa per te, e mi affidò un’affilata zappa.
Ecco che il lamento, nel suo farsi,
trova nella zappa la catarsi.


vittoriogassman2

2 thoughts on “La rubrica di Arturo Martinelli: tentativi per una pseudo pedagogia poetica del cavolo”

  1. sbaglio o le foto sono tratte da ” l’armata brancaleoni ” ?

    accostamento molto intelligente con i poeti del cavolo e quelli della catarsi.
    grazie, i tuoi versi sono sempre un invito all’esame di autocoscienza.
    ciao

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