La sera a Zurigo di Antonio Devicienti

La sera a Zurigo di Antonio Devicienti.

   

   

1.

Georg Büchner 1, medico e scrittore, mentre riflette
sulla follia di Woyzeck:

la sera, a Zurigo, nel silenzio del dopocena
la sera, nella mente, dopo la giornata in laboratorio
la sera, nella scrittura:

la follia non è separarsi dalla realtà
(mormora tra sé e sé lo scrittore)
ma lama di dolore a capofitto
nel mondo.

    

2.

Sibila nella notte della mente la lama
di Woyzeck
squarcia e ferisce

“una cosa, una rozza cosa usata
e consumata e gettata via”

urlano gli occhi del soldato
che comprendono e sanno

(solo gli ottusi sopportano
il mondo?)

(solo gli ottusi non diventano folli
per amore?)

    

3.

Quando il dottor Büchner si reca in laboratorio
passa
davanti al reparto degli alienati mentali:
sbarre per quelle tristezze spalancate su sé
dentro di sé chiuse.
Sconcertate per troppo di mondo.

L’uomo che si dondola sui talloni
tutto il giorno
ha nella mente una nenia di pelle di tigre
e l’Asia dove, in groppa a un lupo mannaro,
vorrebbe correre incontro alla Luna.

    

4.

Quel poeta di cui aveva scritto nell’esilio
di Strasburgo
percorreva i pendii ossessi della propria
esclusione
s’inginocchiava in riva al pozzo
dell’amarezza
sbraitando impauriva i contadini

(la follia è il tuffo nel fragore silente
del freddo del mondo,

pensa Georg poggiando la fronte ai vetri
della finestra).

La solitudine, silenziosa fattucchiera,
ti legge la mano in una piazza di Zurigo
e t’imbambola lo sguardo.

   

5.

Oppure il tradimento.
O la miseria. O l’umiliazione.

Voi Woyzeck valete un nulla
(Signorsì, Signor Colonnello)
Voi Woyzeck vi vendereste l’anima
(Signorsì, Signor Colonnello)
(ma non la mia donna)
e sibila lama di coltello nella notte.

(La follia è l’altro lato dello specchio,
o gli scantinati della città
sotto il livello del lago
o l’afferrarsi alla punta
dei campanili altissimi
ondeggianti sopra i tetti,

pensa Georg aprendo l’atlante anatomico:
il cervello in sezione è un’accolta
di meandri – con la punta del compasso
ne segue i percorsi, poi traccia un cerchio:
dentro il cerchio l’orrore delle urla
silenziose e delle voci
tifoidi:
fuori del cerchio le fibbie metalliche
della camicia di forza).

———————————-

1 Georg Büchner (1813-1837), medico, agitatore politico, drammaturgo e scrittore tedesco, costretto per motivi politici all’esilio prima a Strasburgo e poi a Zurigo (dove muore di tifo, malattia probabilmente contratta durante i suoi esperimenti in laboratorio) ha dedicato grande attenzione al tema della follia, sia nel dramma La morte di Danton che nella novella incompiuta Lenz che nel dramma anch’esso incompiuto Woyzeck.

IF

One thought on “La sera a Zurigo di Antonio Devicienti”

  1. Tengo molto a ringraziare gli amici di Versante Ripido per l’ospitalità e la stima: mi sento onorato nel vedere i miei testi pubblicati assieme a quelli di molti autori che leggo e stimo, sia come persone che come poeti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: