Landay: due versi per scoprire un mondo femminile intimo e nascosto, di Marco Ribani

Landay: due versi per scoprire un mondo femminile intimo e nascosto, di Marco Ribani.

  

  

Che cos’è il Landay? Inizio citando la mia amica Vittoria Ravagli (in un intervento comparso sul blog Carte sensibili):

“Landays – o landai – è un distico in cui il primo verso è di nove sillabe, il secondo di tredici. Ma non vi è rigidità nel comporre. La poesia semplice, comprensibile a tutti e che tutti possono scrivere, è certo uno dei mezzi più potenti e liberi per dare messaggi immediati, forti, che si fissino nelle menti in modo indelebile. Con la poesia si sono fatte conoscere nel mondo le lotte dei popoli oppressi, si sono tramandate per secoli le storie delle genti dimenticate.

Un amico poeta, Marco Ribani, ha pensato alla possibilità che i landai vengano usati “come arma internazionale di denuncia delle donne contro la società maschilista e le violenze famigliari”: io credo che la sua intuizione sia preziosa.

La violenza sulle donne è un fatto di inciviltà insopportabile. E’ il frutto della volontà cieca dell’uomo che vuole sopprimere la voce delle donne e la loro partecipazione alla vita attiva e alle decisioni comuni. Il patriarcato sta mostrando il peggio di sé sia a livello privato che pubblico.

Ora se questo mezzo così semplice può essere la trama che unisce le voci delle donne sulla terra e dà loro potenza formando un’unica tela, partiamo da là, dalle donne afgane – così terribilmente provate – e facciamo girare questo messaggio senza stancarci, coinvolgendo amici, associazioni, istituzioni, giornali, blog, rete. E gli uomini, perché sono loro prima di tutto che debbono cambiare. Partiamo da quelli che io chiamo “i giusti” perché dicano, si espongano pubblicamente, si muovano attivamente, si colleghino tra di loro, con noi, le donne.”

 

Provo ora anch’io a definire che cosa è il Landay e qual e’ la sua collocazione sociale e culturale.

Il Landay e’ una forma di poesia semplicissima, inventata e praticata da popolazioni nomadi analfabete dell’ Afghanistan. Si tratta di due versi, il primo di nove sillabe e il secondo di 13 per un totale di 21.

E’ una forma di poesia tradizionale antichissima che consentiva alle popolazioni nomadi e addette alla pastorizia di comunicare secondo codici molto semplici, le esperienze di uomini e donne rispetto ad alcuni temi come la guerra, la separazione, la patria, il dolore, l’amore. In questi casi veniva cantato,sopratutto dalle donne, che si accompagnavano con un piccolo tamburo.

Questa forma di canto consentiva , e ancora oggi consente, al mondo femminile afgano, e in particolare nella regione Pasthun, di esprimersi liberamente protetto dall’anonimato, poichè il Landay viene trasmesso di donna in donna, in forma orale senza lasciare alcuna traccia dell’autrice. Come è già stato detto è come scrivere la vita senza dire il proprio nome.

Le conseguenze per le donne afgane che vengono scoperte a praticare la scrittura di Landays sono durissime: si va dalla totale segregazione, alle percosse, all’induzione al suicidio.

Ma la diffusione del Landay come forma di lotta fra le donne afgane non si può fermare, i mezzi moderni aiutano le donne a comunicare. Organizzazioni femminili hanno fondato trasmissioni alla radio e linee telefoniche per diffondere i landays che con la denuncia, l’arguzia, il sarcasmo, comunicano alle donne che non sono più sole e che il loro problema è in realtà il problema di molte.

25345643_tempiquieti-landays-vittoria-ravagli-presenta-il-percorso-0La dimostrazione che questa strada è efficace, sta nella netta trasformazione del Landay che dai temi tradizionali affronta oggi le questioni della guerra: entrano nel distico parole come “droni” amputazioni”cinture esplosive” la mia pistola è un libro” parole che descrivono i sesso esplicito. Si parla della vedovanza diffusa,delle separazioni forzate, di dolori e naturalmente amori. Certe forme ultime di Landay ricordano l’hip-hop.

Quel che è certo è che l’insieme dei landays rappresenta un eccezionale serbatoio di rappresentazione della vita nascosta delle donne, serbatoi che vieppiù si allarga, con le migrazioni all’estero di ragazzi e ragazze afgane che conservano per via telematica le stesse modalità di comunicazione.

Con l’aiuto della tecnologia la mappa dei centri di comunicazione e raccolta del Landay si è notevolmente ampliata, basta entrare su Internet per vedere come il Landay pastùn sia diffuso.

Per questo abbiamo pensato di lanciare una campagna di diffusione del Landay anche in Italia e nel modo occidentale. In primo luogo come forma di solidarietà verso le donne afgane che vivono in prima persona l’assurdità delle conseguenze di una guerra dovuta all’invasione di forze straniere e allo stesso tempo la paura che con la fine della guerra l’avvento al potere dei Talebani possa cancellare ogni residua forma di libertà al mondo femminile

In secondo luogo il Landay ci sembra un mezzo del tutto idoneo per fare esprimere le donne anche in occidente. Viviamo oggi momenti importanti di sensibilizzazione sul fenomene delle violenze e uccisioni di donne da parte degli uomini, spesso famigliari, mariti e amanti. Ma a nostro parere, l’uccisione di donne, non è che la parte terminale di un percorso sbagliato fin dalle sue origini. Il Landay può aprire un varco in questo percorso facendo emergere i comportamenti e le mentalità reali che originano il conflitto fra i generi.

In terzo luogo si tratta di avvicinare strati della popolazione femminile e speriamo anche maschile all’espressione poetica. Il Landay non è un affare per sole poete o poeti è fatto per essere espressione sopratutto di chi non ha mai praticato la poesia.

In periodi di crisi economiche e valoriali è l’arte che può salvare. Un’arte non elitaria e narcisa, un’arte come arma semplice e diretta alla trasformazione seguendo un motto universale che è: Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso.

Vi invito a leggere il bellissimo articolo di Maria Grazia Di Rienzo che riprende il caso del suicidio della giovane poetessa afgana Zarmina massacrata di botte e impedita a proseguire la scrittura poetica: http://lunanuvola.wordpress.com/2012/05/05/morire-di-poesia/

E per concludere vi propongo alcuni landays originali di donne afgane alcuni dei quali tratti dalla preziosa fonte informativa: http://www.poetryfoundation.org/media/landays.html

 

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Mi avete venduto ad un vecchio, padre

Che Dio distrugga la vostra casa, io ero vostra figlia.

 

***

 

Talebano, mi proibisci di andare a scuola.

Non farò mai la dottoressa. Pensaci bene: un giorno ti ammalerai.

 

***

 

Mi viene impedito di andare a scuola

perche’ l’unica cosa che devo imparare e’ la sopportazione.

 

***

 

Tu mi hai rinchiuso in una stanza.

Ti maledicano i miei piedi, a passo di danza.

 

***

 

Non potete più ignorare

che il cielo si oscura sopra la ferocia delle vostre mani

 

***

 

I panni stesi svolazzano

un giorno quell’aria entrerà alla finestra

 

***

 

I could have tasted death for a taste of your tongue,

watching you eat ice cream when we were young.

 

***

 

When sisters sit together, they always praise their brothers.

When brothers sit together, they sell their sisters to others.

 

***

 

Embrace me in a suicide vest

but don’t say I won’t give you a kiss.

 

***

 

Separation brought this kind of grief:

it made itself a mullah and me the village thief.

 

***

 

I call. You’re stone.

One day you’ll look and find I’m gone.

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