L’erbivoro difensore protettore e filantropo del mondo animale: Alfredo De Palchi

L’erbivoro difensore protettore e filantropo del mondo animale: Alfredo De Palchi.

   

   

Alfredo De Palchi, noto poeta italiano residente da decenni a New York, nel rispondere alla nostra richiesta di poter pubblicare alcuni suoi testi, insieme alle poesie ci ha mandato brevi ma chiarissime righe che ci teniamo a condividere con i nostri lettori:

“Proposte di Alfredo de Palchi: erbivoro difensore protettore e filantropo del mondo animale che include quello dell’animale torturatore che a ragione ha la faccia di dio. . . Non saranno proposte che la redazione attende, ma almeno non sono infelici e inutili sdolcinature.” ADP

***

Ciminiere fabbriche
del concime e dello zucchero
barconi di ghiaia e qualche gatto
lanciato dal ponte
snaturano questa lastra di fiume
questo Adige
(1947)

***

Ti somiglio nel balzo nel belato
e neanch’io ho protesta
o protezione
                       — il coltello
che brutalmente ti affascina
alla carotide mi è uno sfregio
permanente

(1949)

***

Ti si offende — si insiste a dire
che t’ingrassi nello sterco
ma io so qual è
la verità: segui l’obbligo della
condizione
               — tolto dal trogolo
corda al muso oblungo non hai diritto,
resiste l’intuizione quella consapevolezza
ma sei rattenuto
malmenato sulla cassa rovesciata
              e ti si sgozza l’intelligenza
mentre il sangue ti sballotta
e mi sballotta in rantolo

(1950)

***

Sono
        — questo il punto/idea connettivo —
l’unto dell’acqua l’insettivoro petrolio
sigillato da eruzioni
pozzi sotto il fondale, l’oceano grasso
di corpuscoli, plancton che funziona
con premura per i crostacei
per il pesce cui serve ad altro pesce
e avanti secondo l’inevitabile alimento
e grossezza — coriaceo predatore, secco
rogo di pinne dorsali e pettorali
su peduncoli e trampoli
da suggerire tracce di membra
e la spina un tubo
di cartilagine: il coelacanth
non estinto.

(1953)

***

Che dire di noi
in questo camerone da “Concorde”
tu all’angolo a leggere
io all’altro con quattro gatti
che appiattiti sul tavolo
seguono lo scorrere della penna
su questa carta;
nei loro occhi noto la lucentezza
di te, di tutte le donne
— forse questo solo volevo dire.

(anni 1980)

***

L’occhio della serpe è un qualsiasi dio —
uragano che scopre fondamenta
travi chiodi
e con la spirale centripeta spazza
il quotidiano lasciando al raso
il reale più fecondo

Questa la serpe bella fredda
testa piatta a triangolo a stemma
di religione — l’amo perché strisciando
sibila con sveltezza la lingua
sulla centrifugazione degli oggetti
e nell’occhio centra stolidamente
le emozioni di chi non sa reagire

Ogni uovo di serpe contiene compatto un uomo
qualsiasi, l’uragano è la realtà che fabbrica
il piede: la mano stupenda — il paradigma.

(1964)

***

La bestia
rumina con l’alba
e si leva docile di fieno
come te;

dentro gli occhi
immersi di cielo albuminoso
ti vede la pancia graffiata
in convulsione d’insetti che subisci
la sera quando arriva
con il muso basso meravigliato
della bestia.

(16 maggio 2005)

malevich testa contadino

2 thoughts on “L’erbivoro difensore protettore e filantropo del mondo animale: Alfredo De Palchi”

  1. Blog migliore e indubbiamente semplice per me ignorante d’internet.
    Una sola osservazione che mi riguarda: perché abito a New York non sono il “noto poeta italo–americano”; sono un italiano che abitare a New York. Perché Ezra Pound, che per decenni abitò in Italia, non fu mai considerato il “noto poeta
    americano–italo?”.
    Alfredo de Palchi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: