Lucciole di Giovanna Iorio

Lucciole di Giovanna Iorio.

   

Giovanna Iorio ci parla di sè.

Vivo e lavoro a Roma.
Scrivo tutto quello che non capisco, di conseguenza scrivo tantissimo. Amo le parole, me ne farei un vestito. Dopo tante conversazioni intime ho scoperto che mi amano anche loro. Però alcune le evito. Ad esempio quelle che riposano in pace nei musei di paleontologia. Lo faccio per rispetto, le lascio nelle loro teche. Le visito una volta all’anno, il due novembre. Provo una strana avversione per gli avverbi, li evito accurata…mente, non sempre con successo. Nelle mie poesie c’è il bello e il brutto. Credo che per questo motivo le mie poesie siano belle e brutte. Però è strano, perché a volte il brutto diventa bello e il bello diventa brutto. Mah! Mi piacciono gli specchi, l’acqua calda, il riso e il Giappone. Amo la corsa, e un giorno correrò con Murakami intorno al lago di Saroma. E’ il mio grande sogno. Questi haiku che leggete sono stati scritti mentre correvo, sotto la doccia e in mare aperto.
Auguro buona fine estate a tutti i lettori di Versante Ripido e vi ringrazio.

    

Giovanna ha tradotto testi di poesia e di narrativa.
Per Einaudi “La Vergine nel giardino” di Antonia Byatt. Per Mobydick “Dopo Lungo Silenzio”, otto poetesse irlandesi. Per le edizioni Via del Vento i volumetti: “Falene” di Eavan Boland; “Scene da un bordello” di Medbh McGuckian. Per Trauben Edizioni “Testo di Seta” di Eilean Ni Chuilleanai.
Ha pubblicato racconti e poesie in antologie e in volume. Tra le pubblicazioni recenti: ”100 storie per quando è troppo tardi”, AA.VV. (Feltrinelli); “Roma per Roma” (Edizioni Progetto Cultura); “Il libro degli oggetti smarriti” in “La forza delle parole”, Fara Editore; “Rosso da camera”, AA.VV. Perrone Editore;”La mamma è la mamma”, Mondadori.
“La memoria dell’acqua”, Ghaleb Editore. “Mare Nostrum”, CFR. “In-chiostro”, Delta3; “L’altalena del satiro” in “Percezioni dell’invisibile” (L’Arca Felice, AA.VV )
E’ autrice di narrativa breve per Storiebrevi.it, il sito della Feltrinelli. Per il Cantiere di Radio Rai 3 ha scritto i radiodrammi: “Il delitto dello spazio misurato”, “La fine del mondo”, “L’uomo in ritardo” e “I sei piani” con le musiche originali di Alfonso Prota e i Notturno Concertante.
Collabora con il Blog Letterario “Finzionimagazine” e cura il blog Amici di Letture e di Leggerezza.
In corso di pubblicazione la raccolta di haiku “Al cappero piace soffrire” e la silloge “Una Venere nel Tevere”.

4

Le lucciole

haiku inediti di Giovanna Iorio

    

1.

Cantano i galli
e le civette dormono
nei tronchi cavi.

    

2.

Una finestra
 si apre:
entrano improvvise
ali di tortore.

    

3.

Un gabbiano va
fino al mare e poi torna:
nel becco un’onda

11

    

4.

Cammino e l’ombra
mi segue come un cane
senza padrone.

    

5.

Scricchiola il buio.
incastrata tra i rami
d’ulivo, è l’alba.

    

6.

Una bambina
scava una buca: il mare
guarda immobile.

2

    

7.

Bottiglia verde
sulla soglia: la luce
si ferma e beve.

    

8.

Una pagliuzza
e una rondine: il cielo
 cuce
uno strappo.

     

9.

Dentro di me c’è
un girasole: a sera
il capo china.

    

10.

Viaggia la notte
con la guancia poggiata
alla finestra.

   

11.

Una lanterna
come sole nascente
sul davanzale.



    

12.

Un muro bianco
di pietre e calce. Viva
ritorna l’ombra.

    

13.

Vado a dormire:
bisogna andare incontro
ai propri sogni.

    

14.

Dormono tutti:
guarda s’è addormentata
anche la notte.

8

     

15.

Lo sai l’asfalto
è stanco: sogna un prato e
le margherite.

   

16.

Grida un gabbiano
qualcosa di bianco
ai miei pensieri

   

17.

Dopo il mare
un’onda s’è impigliata
ai tuoi capelli.

   

18.

Ho solo questo:
un sacchetto di biglie
e tanti buchi.

   

19.

Voglio dormire
con il cuore aggrappato
a una nuvola.

   

20.

E’ una lucciola
conduce la mia voce
fino al tuo porto.

   

5

_______________________

Le immagini che illustrano questo articolo sono di Giovanna Iorio.

   

39 thoughts on “Lucciole di Giovanna Iorio”

  1. Giovanna ! questo è il mio preferito: N° 15.

    Lo sai l’asfalto
    è stanco: sogna un prato e
    le margherite.
    grazie …

  2. La bravura di giovanna sta nel prendere i sentimenti e di trascriverli in poche efficaci ed esauriente parole.
    In un mondo dove si comunica ma non si trasmette più quel sentimento semplice chiamato semplicità, franchezza, , essa in
    poche parole ci regala unospaccato
    del mondo che è la nostra vita . quotidiana. Un sorriso una riflessione. Con grazia e classe sopraffina.

  3. brava giò… sono tanto fiera di te… il numero 4 mi piace particolarmente… forse perché sento il peso di quest’ombra di cui parli, ma ho anche sempre amato gli animali, soprattutto quelli senza padrone…

  4. Queste poesie esprimono…Sintesi. Esattezza. Leggerezza. 3 dei 5 principi cardine e caratterstiche che Calvino ha sempre esaltato e spiegato anche nelle sue conferenze estere per definire le opere migliori della letteratura di sempre

  5. Viaggia la notte
    con la guancia poggiata
    alla finestra.

    Quante volte ho provato questa nostalgia senza esprimerla!

  6. Ma che bella sorpresa al mattino con questa fresca aria settembrina che sa già di scuola e di belle persone antiche e lontane che ci insegnarono ad esplorare il mare nella luce accecante del tempo.
    Ti posso rispondere con un mio piccolo haiku ?

    Dolce pensiero …
    l’ esistere

  7. Ermetica, chiusa in se stessa, una poesia che a primo impatto dice poco ma riflettendoci sopra fa capire che bisogna succhiare il midollo stesso della vita finché ne abbiamo la possibilità. Raffaello

  8. …”cammino e l’ombra mi segue come un cane senza padrone…” scrivi Giò…ti riesce benissimo trasformare le parole in emozioni forti…Nadia

  9. Ringrazio tutti quelli che hanno letto i miei haiku e che di questa lettura hanno voluto lasciare un segno. Tutte le volte che leggo le vostre parole le mie si arricchiscono.
    Grazie, dunque, a: Gianclaudio, Donatella, Vittorio, Lucio, Carla, Marianna, Alessandro, Sara, Alan, Paolo, Raffaello.
    Mi piace che ognuno di voi abbia scelto un haiku in cui specchiarsi.
    Gli haiku sono i vestiti dell’anima. Io ne cambio uno al secondo. Ancora grazie a Versante Ripido per l’ospitalità.

  10. Dolcissimi haiku ma anche muniti di artigli che ghermiscono, attirano a sé e ti introducono in vene pulsanti di possibilità e apertura. La parola si fa materia, sostanza, corpo. Non è eterea o volatile presenza…Ha un suo peso che è quello del mondo che la ospita, ma sa crearne uno ulteriore o aggiuntivo fatto di allusioni, magie e suggestioni rapprese in uno spazio minimo: la pura bellezza senza ostentazione e senza spreco, paga di sé e del suo nitore. Complimenti cara di cuore
    Monia Gaita

  11. Nei tuoi haiku ci sono tantissime immagini e la loro bellezza sta nel fatto che sono richiamate alla mente da parole nitide, non necessariamente abusate e scontate (anzi), ma come “nude”.
    Complimenti ancora 🙂

    (li pubblicherai? Me li immagino in una sorta di “album di fotografie” con solo gli haiku a parlare)

  12. La poesia è aria, la poesia è pane che si mangia, la poesia è individuo…mia cara amica ciò che scrivi è parte di te, sono affreschi di anima e pezzi di carne e sangue…adorabili e ambivalenti come disegni e parole che si fondono assieme. Hai la capacità innata di far prendere forma alle cose, come l’universo crea tu con la poesia rappresenti un mondo concreto, accennandolo a volte dura e altre leggera ma rendendolo vivido e tangibile anche quando è possibile solo immaginarlo…grazie mille per ciò che scrivi continua a farlo…

  13. gocce di assoluto. bellissimi. sublimi. perfetti. evocano, come devono, i giardini giapponesi, dove l’universo inquieto si placa nell’ordine effimero e cercato di piante, viali e cielo

  14. Complimenti Giovanna, come vuole ogni vero haiku ci fai ‘entrare in situazione’ con semplici mezzi, che però spalancano realtà. L’essenza della vera poesia, del resto, non è mai qualcosa di complicato, pur restando – ma è cosa diversa – inattingibile. Sotto questo aspetto i tuoi haiku ci fanno quasi credere (ma non è così) che avremmo potuto scriverli anche noi, tanto sono naturali, immediati, veri. Ci dicono insomma quasi tutto, a cominciare dalla loro bellezza.

  15. Leggo le parole del tuo cuore ed ho davanti agli occhi il tuo sorriso…vedi: tutti coloro che ti leggono ti sono grati. Con le emozioni della tua poesia hai creato un contatto intimo profondo e pieno di gratitudine tra tutti quelli che ti leggono…un alto sentire comune, come genera l’arte. Pina

  16. Haiku leggerissimi, sembrano ascoltati dalla voce suadente dell’autrice, tanto sono connotabili alla sua sensibilità. Bisognerebbe farne un mantra quotidiano, uno al giorno e tentare di farsi pervadere dal loro senso, ragionando su ciò che a ognuno di noi possano indicare. La natura nei suoi dettagli ci rende parte di un miracolo: la vita; a noi spetta cercare di capirne il senso pieno. Partiamo dalla luce fioca e profonda di una lucciola.

  17. Devo ammettere ( pur non essendo un cultore di Haiku ) che
    sono tutti molto belli, alcuni sono davvero stupendi, e, conoscendo le difficoltà di questa scrittura, sono rimasto decisamente impressionato dai testi.
    Hanno la bellezza di certi quadri di De Pisis che sembrano non finiti, o dei pochissimi acquarelli di Klee, ti lasciano sempre stupefatto per la loro ” ingenuità profonda “.

    grazie

  18. Non so l’hai mai notato, Giovanna, ma se il cono è fresco, croccante e una volta sciolto in bocca ti lascia un retrogusto speziato sei sicuro che il gelato non è da meno. Per me la tua auto-presentazione è un ottimo cono che sostiene tutti i venti gusti di Ice-Haiku. Non riesco a stilare una classifica quando il gelato è buono. Ti confido che in questi casi scelgo sempre due al massimo tre gusti. Così posso assaporarli tutti, a rotazione, in più giorni. E poi…ricomincio.
    Ciao.

  19. Con uno stile asciutto, rigoroso, Giovanna ci fa “vedere” ciò che tratteggia prendendoci delicatamente per mano. Ogni testo è un fotogramma che incanta e, pur nella sua immediatezza e brevità, va gustato con calma e attenzione, così come quando ci si trova davanti ad un’opera d’arte e si viene travolti da molteplici stimoli. Ciao Giovanna, brava!
    Ketti Martino

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