L’unico battito, poesie di Annalisa Rodeghiero

L’unico battito, poesie di Annalisa Rodeghiero.

    

    

Annalisa Rodeghiero nata ad Asiago, vive a Padova dove si è laureata in Scienze Biologiche.
Collabora con riviste letterarie nazionali cartacee (Il Porticciolo) e on line (Versante Ripido, La Recherche.it, Alla volta di Leucade) con note critiche e testi poetici.
Ha pubblicato: Percorrimi tuttaArt & Print, 2013 -Di spalle al tempoVenilia ed. di Natale Luzzagni, 2015 che ha ricevuto importanti riconoscimenti in Premi Nazionali e Internazionali, VersodoveBlu di Prussia, 2017 (Premio Antico Borgo 2018, Premio Le Grazie Porto Venere 2017, tra i vincitori del San Domenichino 2017, nella prima rosa dei finalisti del XXX Premio Camaiore 2018 oltre ai tanti Premi della Critica) – Incipit Ed Stravagario, 2019.
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche con l’inedito in Concorsi Nazionali e Internazionali rientrando spesso tra i vincitori.
È presente con altri autori in Antologie di prestigio: Leucade Antologia poetica a tema IL PADRE di Nazario Pardini, 2016, Il segreto delle fragole 2018 Agenda Poetica (LietoColle), Lunario in versi (11 poeti italiani) iPoet 2018 di LietoColle.
È inoltre tra gli autori dell’ ebook Proust N7- Il profumo del tempo – di Aa Vv La Recherche.it, 2017 e tra gli autori dell’Antologia proustiana 2018: Cherchez la femme – di Aa Vv La Recherche.it

       

La casa ad albero

Solo io sapevo
della mia casa ad albero
dei frutti appesi come quadri
a saziare assenze,
della scorza a lacrime di resina
di quanta forza
quando bussava il picchio.
All’occorrenza
(tu sarai sempre un’occorrenza)
ho svelato il segreto
come solo i bambini sanno fare
(senza volerlo).
Così ora sgorgano, si mescolano, nutrono
linfa, legno, miele, fogli sparsi e versi
a cascata su gradini, vetri, biforcazioni, rami,
dentro respiri di ciliegia.
Perfino l’aria è presenza.
Regge il tronco la sete del mondo.

*

L’unico battito

Apparteniamo,
me l’ha detto stasera il suo pianto
disperato
come un bambino che si perde.
Si era persa infatti
seppure stretta nella presa dolce
del mio abbraccio inutile.
Lei cercava la sua casa piccola
l’aria di latte, i suoni noti
nelle stanze. L’unico battito
che era il suo, dentro la bolla.

Ho seguito lo scorrere lento
della mancanza, goccia dopo goccia
sotto le tempie
fino ai bordi piegati delle labbra,
verso sentieri di solitudine.
Conosco l’aridità del paesaggio
attorno – anche se in fiore –
se una soltanto
è la voce che cerchiamo.

Apparteniamo
forse per nascita, predestinazione o scelta
a un genitore a un figlio a un uomo,
ognuno a modo nostro.

È il nostro modo di vivere il mondo
in fondo
-quasi sempre o quasi mai –
soli.

*

Nell’imprescindibile sentire

Sono i giorni dalle notti lunghe
di dicembre, a riportarmi
nel grembo di mia madre.
Ovattati silenzi
negl’immutati ricordi d’anni
abbracciano cordoni mai recisi
e che mai si scinderanno.

Si intrecceranno invece
ad altri in me cresciuti,
alle mie viscere in flussi circolari
d’alternanze materno filiali.
Smisteranno come carte da gioco
semi rossi e neri a caso tra le mani,
qua le gioie piene, là gli interi pianti.

E noi prescelti, noi segnati
noi impastati della stessa materia
-ma solo uno per generazione-
inesorabilmente uniti nel mistero
nell’imprescindibile unico sentire.

*

Si fa di nuovo notte ed è silenzio

Lievita e grava
sulle mie spalle di madre la pena,
questo sentirmi inutile
proprio quando vorrei donarti il cielo,
toglierti l’ingombro
le pietre dalla mente.
Eppure conosco a perfezione
la trama, so di ogni filo
di ogni intreccio dell’ordito.
Memoria dell’amniotico scorrerti d’acque
attorno. E so di villi tintinnanti
come cembali d’oro al limitare,
ossigeno servito in cambio delle scorie.
E poi il colostro, e il latte
a lungo succhiato in estasi dall’anima
quando bastava un niente a sentirsi
la migliore tra le madri.
Che nostalgico rimando
ai flussi naturali di pienezza.

*

Carezza d’acqua

Aspettare anche se invano
ha un senso pieno
quando si tratta di te.
È la certezza d’esistere
oltre la vista, il tatto, l’olfatto, l’udito, il gusto.
Condanna d’altri il tangibile.
Noi, carezza primaverile d’acqua
nell’insondabile velo d’anima.
Mistero che unitamente ricopre
me e te e l’infanzia nello sguardo,
promessa d’orizzonti
sempre nuovi a venire.
Noi eternità. Noi sillabe. Poesia.
Certezza del fiore in gemma che s’apre.
Certezza del frutto nell’operosità dei voli.

*

     

Paolo Figar, Argonauta, 2016

 

One thought on “L’unico battito, poesie di Annalisa Rodeghiero”

  1. C’è un flusso emotivo profondo che mi coinvolge nella tua scrittura. Mi piace ciò che scrivi e come lo scrivi perché fai sentire al lettore quello che senti, con la semplicità ricercata del tuo linguaggio indubbiamente poetico. Grazie Annalisa.
    Rosanna Spina

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