Memorie russe di Paolo Polvani

Memorie russe di Paolo Polvani.

   

   

Inverni

In questo albergo ha dormito Dostoievski.
La sua barba tra le lenzuola bianche.
Fuori tanti Raskolnikov
con la faccia dove si arrampica l’inverno.

***

Cameriere

Una piccola cameriera bionda ci ha servito la cena
e aveva un sorriso che solo la primavera russa può donare
il suo sorriso rispecchiava l’essenza di tutte le primavere
di cui la Russia ha succhiato il nettare.
Un sorriso splendidamente russo, terribilmente russo
e che niente, nessuna cosa mi può regalare
la felicità che abitava in quel sorriso: nessuna Neva
nessun tramonto dorato sui palazzi nessuna sala di Picasso
all’Ermitage nessuna Madonna di Raffaello e nessun
salmone affumicato e nessuna birra e nessun
aliscafo sul Baltico tra le schiume
e nessun sole che sfiora la linea dell’orizzonte a mezzanotte.
C’è solo il sorriso di quella piccola Tatiana,
quella piccola Marina coi capelli che hanno conosciuto
i terribili inverni, e il segreto del suo corpo, e il
suo sesso segreto implicato in quel sorriso
che di sicuro sorrideva un suo segreto sorriso.

***

San Pietroburgo

Tre vecchie ragazze sorridono sulla panchina.
Una ha un solo dente e una
non ha smesso il vezzo di fare la civetta.
Ognuno nella sua lingua ci teniamo dei gran discorsi.
A gesti e cerimoniosi spassiba.
Che l’anima del popolo russo risiede nello sguardo
sognante delle sue ragazze  che io mi dannerò
per capire da chi, da cosa siano rapite queste fanciulle
e dove viaggiano i loro sguardi e che io amo
Dostojevski e Stravinski, e tutta la musica
dei russi e Majakovski e Esenin e che sono
incantato dalle notti russe e dalla primavera che sosta
sui palazzi dorati come un piccolo stuolo di angeli
danzanti e intanto loro mi guardavano e sorridevano
nel sentire nomi noti e annuivano e una
mi ha tenuto un piccolo discorso terminato
con l’indice alzato e puntato verso un cuore astratto della vita
e tutte annuivano e assentivano e ammonivano
e tutte con grandi cenni del capo che sottolineavano
la loro svanita bellezza e una aveva quello sguardo
di chi è stata proprietaria di un gran culo bianco e un’altra
aveva il profumo delle case popolari, un’altra sapeva di pianerottolo
e di persistente odore di cavoli, di minestre di cavoli
e di rape, di roba letteraria insomma, l’odore popolare
dei romanzi, l’odore che sale da Dostojevski.
Le tre ragazze avevano cucito addosso il rumore della vita.
Annuivano e parlavano compunte tra loro e per un po’
mi hanno dimenticato.
La sera i palazzi lungo il fiume sono imprigionati in una luce
dorata e hanno colori che somigliano a carezze.
Le piccole signore sulla panchina non pensavano più
alla frittata, all’insalata cruda.
Che cosa ci siamo detti con le tre ragazze,
ci siamo detti che è meraviglioso vivere,
che è meraviglioso starsene su una panchina
col sole sulla faccia.

***

L’ultima dimora di Tchiajkovski

Di Tchiajkovski abbiamo visto l’ultima dimora
passando in pullman di sfuggita
e ora è qui che ci abbaglia
ci fa lacrimare seduti
e dimenticare che ci ospita la pancia luccicante di un teatro.

Le passeggiate lungo i viali della Neva.
Le bocche che si cercano sono finestre sigillate
che scoprono i denti in un ghigno obliquo.
Queste sono le carezze che distribuisce il violino.

Le pozzanghere riflettono il cielo
di una profonda estate
cielo di velluto e smalto col fiato di uccelli fiduciosi.
Questi sono i vibranti schiaffi dei timpani.

I fulmini che scaglia il flauto si nutrono dei brividi
che costeggiano la vita come un mare perenne,
grigio e tormentato e austero Baltico,
solcato da battelli e dalle barbe dei loro capitani.

I caldi abbracci degli ottoni convergono all’ombra dei palazzi
interrogandosi sulla direzione della notte,
sui messaggi del vento,
sul moto ondoso delle morti e sul brulicante
prato delle rinascite.
Il maestro cavalca l’onda del fiume scintillante
ne conosce le anse fruscianti d’erba, i segreti anfratti,
conosce le carezze dei salici fulgenti.

Ma è il sole che si agita e che ci fa tremare.
L’orchestra invita il sole a splendere più forte.

                                 

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