Mentre noi li crediamo immobili, poesie di Elisabetta Sancino

Mentre noi li crediamo immobili, poesie di Elisabetta Sancino

 

     

La tempestosa, fantasmagorica morte nella visione di Elisabetta Sancino e il suo sentire – espressionistico e panico – l’arte di ogni tempo (Silvia Secco) 

 

     

Temporale di fine maggio 

C’è un mattino che sembra sera 
un odore che viene dalle strade
le robinie cadute, quell’odore
non riesci a capire dove ti trovi
se appeso a un ramo o dentro a una pozza
profonda come i nostri silenzi.
Ieri sera il cielo ha fatto sfracelli
dal cavalcavia volavano travi,
i negozi divelti, le ossa scagliate in aria
come stelle impetuose, fantasmagoriche
rifrazioni dal buio dove i morti
si alleano ai tuberi, alle cervici dei fiori
mentre noi li crediamo immobili. 

 

*

 

Imago Pietatis (maestro veneto, 1490 circa)  

Ho ordinato due once di guado
per il manto della madre
un colore barbaro, come il dolore
che stordisce le orecchie dei curiosi
accostate al ruvido della tavola
suona la sirena e il museo 
si popola 
di grida 
e la madre non è più sola. 


*


Cristo alla colonna (Bramante, 1480-90) 

Ma sopra ogni cosa quel rosso di corda
stretta al tuo braccio d’atleta
e l’oro a missione sulle punte dei capelli
ondulati come quelli di tua madre
che ulula il suo strazio mortale
nel mondo oltre la cornice
– c’è una grazia fiamminga nel tuo morire
senza sangue. 


*
 

Giuditta e Oloferne (Artemisia Gentileschi, 1612)

Se non fosse stato per quella tua
testa ferina
non avrei scelto il mio abito migliore
seta blu profilato in pizzo
degno di un’amante
non di un carnefice
ma tu avevi quel modo di guardarmi dentro
oltre lo scollo della veste
mi hai fatto venir fame
di sangue

*

Millpond 

I rosoni di pietra del Purbeck
scatenano bufere di vento 
nelle notti in cui la resurrezione è vicina
al cuore immobile di Millpond
e l’acqua sale con le ortensie a sfiorarmi le cosce
e i morti invertono la legge di gravità
per sbirciare le stelle. 

 

 

Elisabetta Sancino (laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, docente di lingua e civiltà inglese presso un liceo in provincia di Milano). Da vent’anni lavora anche come guida turistica autorizzata per la provincia di Milano e organizza eventi culturali in collaborazione con il Comune di Inzago. Ha pubblicato due raccolte di poesia, Frammenti viola (96, rue de-La-Fontaine Ed., 2016) e Il pomeriggio della tigre (Terra d’Ulivi, 2019: terzo posto ex aequo premio Don Luigi di Liegro 2019). Alcune opere sono presenti su “Poetarum Silva”, “Bibbia d’Asfalto” e “Versante ripido” e in diverse antologie poetiche (Il Segreto delle Fragole – LietoColle – e La forma dell’anima altrui, a cura di Maria Grazia Calandrone e Marco Sonzogni – LietoColle 2019 – Le sue poesie hanno ricevuto premi e menzioni in numerosi concorsi letterari (Montano 2019, Bologna in Lettere 2019, Scrivere Donna 2017, Claudia Ruggieri 2018). Nell’aprile 2019 ha partecipato, in qualità di giurata, alla prima edizione del concorso letterario organizzato da Versante Ripido. 

      

 

Ksenja Laginja, We are all Guy Montag

 

 

 

 

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