New Frisbees: Seconda puntata in ospedale, inediti di Giulia Niccolai

New Frisbees: Seconda puntata in ospedale, inediti di Giulia Niccolai.

   

   

Seconda puntata in ospedale

   

“Infermiera, infermiera” chiamo perché
non ho il campanello.
“Non c’è infermiera, Infermiere!”
E’ gay.

***

Il nome sulla bustina di zucchero,
che mi danno in ospedale col
caffelatte la mattina, è Veritas.
Ma il vino dove è finito?
Il vino? Buonanotte al secchio.

***

“Che brava che legge!” mi dice la suora
passando davanti al mio letto.
E’ un libro che devo presentare…

***

Per dire Signore ci vuole un uomo.
Per dire Signore ci vogliono due o più donne.

***

Secondo Monica Palma, io continuo
a farmi ricoverare in ospedale
per poter scrivere frisbees.

***

L’infermiere equadoregno gentile,
che sa poco l’italiano, mentre sta
lavando la signora debole e anziana
nel letto accanto al mio, per lavarle
le ascelle, le dice in tono perentorio:
“Mani in alto”, con un’inflessione
di piacere, sicuro di aver detto
le parole giuste.

***

Lo strumento (con sopra disegnato
un omino supino, le ginocchia
piegate, tre pulsanti sopra e tre sotto),
per alzare o abbassare il mio letto
d’ospedale in tre diversi punti,
è costruito dalla società Hill-Rom
(Zingari della collina?)
e ha nome…
ha nome
AvantGuard.
(Dentro mi risuona una risata irresistibile).
E’ questa la versione contemporanea
degli dei che comunicano coi personaggi
epici? Quelli di Omero, per fare un esempio?

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