Ora ti svelo un trucco per cucinare il polpo, poesie di Irene Paganucci

Ora ti svelo un trucco per cucinare il polpo, poesie di Irene Paganucci.

   

   

Lo so, la terapia
è necessario farla
e la tisana al finocchio
è buona. Sì, lo ammetto.
Certo, scrivere può
aiutarmi poi va bene
proviamo pure con
un po’ d’omeopatia.
Lasciatemi però –
vi prego, luminari –
qualche amara goccina
di benzodiazepina.

***

Ora ti svelo un trucco per cucinare il polpo:
tu lascialo una notte in congelatore e quello
in pentola sarà tenero come me
quando mi stringo a te dopo un’uscita al gelo
(d’inverno ho tre cuori e sputo inchiostro nero).

***

Io mi sento infelice, delle volte,
e mi viene in mente quando
ho chiesto Mamma, ma cos’è
la depressione? È quando vedi tutto
nero – mi disse.
E io che poi per anni ho creduto che era
una malattia degli occhi.

***

Mi è rimasto un dolore tra i denti,
un dolore verde prezzemolo.
Lo tocco con la lingua per tentare
un’ablazione, mi si nota
quando rido: c’è come un’orma – come
un’ombra – e mai nessuno
che me lo viene a dire, che poi mi offre
uno stuzzicadenti.

***

Acidità

Ancora una volta
ho lasciato il latte
fuori tutta la notte.
E ti stupisci –
non mi stupisco – se
quando torni fumoso
il mattino presto
quella acida sono io.

***

Mi piace il tuo non capire
le mie poesie – poi che c’è
da capire non c’è niente
di male – sai, è solo il segno
che almeno tu sei sano.
Dai, vieni sul divano.

***

Irene Paganucci è nata a Castelnuovo di Garfagnana il 27 ottobre 1988. Vive a Lucca e si è laureata a Pisa nel 2012 in Scienze politiche con una tesi sul ruolo della poesia araba nelle rivoluzioni del 2010/2011 in Nord Africa. Attualmente è iscritta alla laurea magistrale in Sociologia e politiche sociali. Appassionata di poesia contemporanea, “Di questo legno storto che sono io” (Marco Saya Edizioni, 2013) è la sua prima pubblicazione.

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2 thoughts on “Ora ti svelo un trucco per cucinare il polpo, poesie di Irene Paganucci”

  1. Trovo Irene Paganucci una voce molto interessante, adoro i suoi testi contratti, dalle parole secche e acide.

  2. Le poesie di Irene Paganucci hanno uno stile personalissimo e disarmante. Risultano taglienti e “oblique” già alla prima lettura. Ho scoperto questo libro di poesie a Più Libri Più Liberi e mi sono imbattuto in un “poeta vero”, di quelli che spiazzano, non rassicurano, e riescono a far parlare di sé. Bravissima.

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