Paesaggio marino di Anna Magnavacca

Paesaggio marino di Anna Magnavacca.

                              

  

Amo il mare e soprattutto il mio mare, il Golfo dei Poeti.
Amo la voce di questi antichi borghi marini.

Il Palio del Golfo, che si svolge ogni anno ad agosto, è momento veramente particolare per l’azzurro paesaggio marino.
Una breve sintesi dell’avvenimento.

                        

Il Palio del Golfo      

Una gara che viene da lontano… molto lontano

      

“…….vecchi pescatori curvi e frettolosi raggiustano le reti bruciate dal salso, tenendole tese con le dita dei piedi……..
Tutti parlano a voce alta con la stessa intonazione come fossero a bordo dei loro velieri tra il vento che disperda i comandi. Spesso l’aria viene lacerata da grida astiose che risentono della lotta con il mare. Le donne sembrano create dopo un fortunale di scirocco…..tanto hanno di ventoso nel capo e di patito nel corpo….”
Leggendo queste parole nel libro di Giovanni Comisso “ Gente di mare “ mi sono venuti subito in mente gli antichi borghi marinari del nostro golfo, non come sono adesso ma come erano nel passato e del passato i liguri hanno conservato la grande passione per il mare. Infatti già in tempi lontani erano fatte sfide estemporanee fra equipaggi di barche da lavoro cariche di pesce o dell’antico “oro nero” del golfo: i mitili o muscoli come li chiamano alla Spezia. Le prime gare  sono state fatte con barche da lavoro (ai primi del 900). Nel 1925 la gara venne chiamata ufficialmente “ Palio”. Ai vincitori infatti  viene assegnato un drappo dipinto da un pittore locale.

Nei mesi precedenti la gara, girando fra i borghi costieri, non si sente parlare d’altro: di scafi, di vogatori in allenamento. Scafo e vogatore diventano un tutt’uno, un qualcosa legato da un invisibile tenace filo costruito in un anno intero di lavoro.

Le barche, in fila, luccicano nell’azzurro intenso del mare e sono pronte a partire: 2000 metri di percorso e tre giri di boa. Sono le tredici borgate del “ Golfo dei poeti” che si sfidano, supportate dai loro instancabili comitati che ne curano la partecipazione nei minimi particolari.
Cadimare – Canaletto – CRDD La Spezia – Fezzano – Fossamastra- Le Grazie – Lerici – Marola – Muggiano –Porto Venere – S. Terenzo – Tellaro – Venere Azzurra – queste le borgate.
La gara si rifà alla profonda cultura marinara della gente del Golfo: gente dura, chiusa di carattere e di poche parole ma, se entri nel loro cuore, hai degli amici fidati, insomma “gente di mare” abituata alle partenze, agli addii ma gente che sempre ritorna nella sua terra, nel segreto del suo mare.
Anche i luoghi delle borgate sono conosciuti in tutto il mondo, luoghi che hanno avuto il riconoscimento dell’Unesco, quale patrimonio dell’umanità.
Già nel lontano 1878, in occasione del varo della regia nave Dandolo, c’era stata una gara fra barche per festeggiare l’avvenimento. È nel 1925 che, per la prima volta, viene fatta una gara fra barche da pesca che però non erano ancora provviste degli scafi particolari – fatti dai maestri d’ascia -che fanno volare la barca, leggera e veloce sulle onde.
Questo avviene nel 1934, data in cui si cominciano ad usare questi scafi ed a Cadimare è stata realizzata, da provetti maestri d’ascia del luogo, la prima barca, provvista di particolare scafo.

 Il “Palio del Golfo” è una gara preparata, come abbiamo già detto, nei minimi particolari.
C’è il pre-palio, momento in cui tutte le borgate, a turno, ospitano nel loro mare – per le cosiddette prove – le altre borgate. Questo è un importante momento di aggregazione e di scambio di vedute.
Il venerdì c’è la coloratissima sfilata delle borgate per le vie della Spezia che attrae molte persone dalle varie località limitrofe, ma anche moltissimi turisti. Il sabato la “pesa delle barche” e infine la prima domenica di agosto l’attesissima gara in una cornice marina stupenda. Gli equipaggi, che per tutto l’anno hanno lavorato intensamente (femminile – senior e junior) possono dar prova della loro abilità. L’emozione è grande per tutte le borgate; è una gara che accende gli animi, suscita rivalità, alimenta polemiche ma in tanta, tanta passione per il mare.
Ai giri di boa l’emozione ti prende, non puoi farci niente. Deglutisci quasi a fatica e senti il cuore che batte… batte…

ln data 26 luglio 2008 la borgata di Cadimare è stata protagonista di un varo -fatto da uno scalo costruito in mezzo al paese – di un magnifico veliero che è stato chiamato “ Quinto remo”.
Il veliero, durante il Palio 2008-2009 ha veleggiato – con l’equipaggio “pirata” – ai bordi del campo di gara ottenendo grandi applausi e ammirazione. Misura 13 metri di lunghezza ed è attrezzato con un sistema di alberi e di vele usate dal 15mo al 17mo secolo. “ Quinto remo” proprio per dare una spinta, un incoraggiamento in più ai vogatori cadamoti durante il Palio. Ci si riferisce alle imbarcazioni usate nella gara a sedile fisso con 4 remi e timoniere e il“ Quinto remo” ha qualcosa di fantastico, di propiziatorio.
La borgata ha realizzato questo splendido veliero dalla chiglia di un vecchio lancione di m. 6,50. Sono stati attivati, per la realizzazione del veliero, maestri d’ascia, carpentieri, meccanici, resinatori, motoristi navali ed altri artigiani navali.

Non manca in tutto questo l’aspetto altamente educativo per i nostri giovani, abituarli a tenere sempre conto della “memoria”, di ciò che siamo stati, di quello che ci hanno tramandato i nostri antenati, insomma riscoprire le nostre radici, attivando certamente nuovi percorsi, ma tenendo in considerazione il passato che arricchisce il presente.

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Alte le voci
(Palio del Golfo- La Spezia)

                 

….e l’acqua tocca le barche
che come collegiali stanno.
Bandiere voci canti.
Squarcia
lo stupore dell’azzurra aria marina
lo sparo.
Sicuro possente audace.

In cadenza solenne e ritmica
– come coro di voci –
aprono il mare forti ambrate braccia.
….e si curva e obbedisce l’onda millenaria,
docile si affida al remo
che leviga i segreti del mare.

…e corrono i remi
dove volano i gabbiani,
abbracciano il cielo
che si confonde con il mare.
Riluce il corpo dei vogatori
fra l’onda che rovescia, sibila
e crolla – infine – negli abissi marini.

Vittoria
per il legno più ostinato.
Mani cercano mani
nell’azzurro e del cielo e della terra e del mare.

Alte le voci nella felicità raggiunta.

                                               

…….è incanto (Porto Venere)

questo paese marino
dalle case abbracciate le une alle altre.
Arida la scogliera
sassosa la marina
e su – verso il cielo –
un verde smeraldo stretto alla luna.

Sotto i piedi
i ciottoli levigati, sulla pelle un’acqua che brilla nella mano
e una schiuma che canta.
Stringe le narici
un caldo aroma salmastro.

…è incanto
scoprire angoli di magiche atmosfere
che sanno di brezza e corallo.
Nei carrugi
case che vedono il mare
dalle ripide ripetute scale –
ricordano donne sempre intente
a scrutare l’orizzonte
per un improvviso-desiderato arrivo.

…e piccole barche
…e imbarcazioni
con le vele che spiegano musica
solcano – oggi – onde ferme.
Anche le cicale
alzano la loro melodia
in questo spazio di cielo.

…è incanto
questo paese marino
che a sera si colora d’argento
e l’acqua specchia un cielo
dove trova pace
il volo di candidi uccelli marini.

                  

….da quassù (Cadimare)

lo stridio dei gabbiani
avidi di saziarsi
in una litania
di andirivieni ora tremuli ora vibranti.

Respira ormai la casa
e sento il suo battito
a volte profondo
a volte leggero.

….da quassù
voci lontane di piccoli
– intenti al gioco su conchiglie azzurre –
si disperdono
in frammenti di stupore.

Puntuale lento cadenzato
il suono delle ore
dal campanile – respiro
di terra sul mare –
Non vuole che dimentichiamo
il tempo, vuole che
sappiamo
ascoltiamo
tocchiamo
il suo eterno passare
nel tutto che scivola via.

Fila veloce una nave
come un airone
e plana
in una bellezza di onde.

               

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