Patrizia De Cesare

Patrizia De Cesare.

  

  

Mi chiamo Patrizia De Cesare,sono nata l’8/10/1963 a Chivasso,in provincia di Torino.

Ho sempre amato scrivere,sin da ragazzina,sia poesie che racconti.Terminato il liceo mi sono “ammalata” di attacchi di panico,di cui tuttora soffro.

Immag0493Sono sempre stata una persona sensibille,che si appiglia alle piccole cose,ne trae spunto.

Sublimo così le mie sofferenze,creando un ponte tra me e la mia non “vivibile” realtà quotidiana.La cara amica Marisa Di Mario mi ha definita “polisemica”,per la mia qualità di dare diverse interpretazioni,significati mai uguali o scontati nella mia poesia.

Un nesso tra la mia cifra stilistica e l’ambiente in cui vivo non esiste,perchè pesco, per così dire,nei meandri della mia quotidiana immaginazione,creando dei mondi e delle situazioni inesistenti:anime perdute,temi come amore e morte che spesso e volentieri si intersecano,perchè mai corrisposti.Vivere senza “vere” amicizie,così come vivo io,che sono diffidente per natura mi fa un po’ assomigliare ad una poetessa d’altri tempi,da me adorata ed alla quale ogni tanto mi ispiro,Emily Dickinson.

***

LA CREAZIONE DI UN BONSAI

La creazione di un bonsai
mi limitarono
l’anima
e la ridussero
a poche lacrime
di rugiada
i miei integerrimi pensieri
vanificarono
in essenza di piccole foglie
cadùche
resistenti al Morbo
che conduce alla Sapienza
e al verbo
linfa residua
pianto di una radice
esposta
al rigore dell’inverno
del cuore
il ramo
fa ombra all’artificioso pensiero
non più torrida estate
ma esilio
imperativo
in un quadrato angusto.
La creazione di un bonsai.

***

LA VECCHIA E I DUE MONDI

Ma io alla Morte ero già avvezza
prolungamenti artificiosi di colore settembrino
lamento ottuso quando il dolore diventò virtù.
La fatiscenza dell’essere umano !
Adotto l’incongruo volo
nei miei due mondi
il primo, fatiscente avvezzo al veliero
promemoria della prossima caduta
di colui che salpa invano
e ha un gioiello al posto del cuore
Fuggo e rifuggo da quella membrana
che il passaggio mio attende
Il secondo mondo,
come il trifoglio cresce ovunque
è la vecchia seduta nel pozzo
goccia per goccia ha bevuto l’essenza
dell’esistenza
senza mai rinnegare il calice
e dentro il vuoto, annega

banksy-graffiti-street-art-you-looked-better-on-myspace piccola

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