La terza madre, poesie di Lella De Marchi

La terza madre, poesie di Lella De Marchi.

   

  

Lella De Marchi, poetessa, scrittrice, autrice di testi per canzoni è nata a Pesaro (4 novembre 1970). Ha pubblicato Lella_De_Marchi_Photoun libro di racconti “Racconti Nove” (Albatros, 2008), e due libri di poesia: “La spugna” (Raffaelli, 2010), prefazione di Renato Martinoni (Premio Opera Prima Astrolabio, Premio Speciale Città di Cattolica, Menzione Speciale al Premio Montano, finalista a diversi ed importanti premi) e “Stati d’amnesia” (Lietocolle, 2013), con un saggio di Enzo Campi e nota di lettura di Maria Lenti, Menzione speciale al Premio Di Liegro 2013.

Ha ottenuto anche con l’inedito importanti premi nazionali ed internazionali. Suoi testi compaiono in antologie di poesia contemporanea.

Organizza e partecipa come performer a reading e festival di poesia e letteratura in tutto il territorio nazionale. Con testi tratti dal suo nuovo libro di poesie e con al collaborazione del musicista Alessandro Buccioletti è stato realizzato un recital dal titolo “Stati d’amnesia “ (poetry reading&percussive guitar).

E’ in via di pubblicazione il suo secondo libro di racconti.

Si occupa di arte e di fotografia. 

Notizie approfondite ed aggiornate sulla sua attività di scrittrice si posso trovare all’indirizzo del suo sito personale: www.lellademarchi.it

*

capovolta
(da “La spugna”, Raffaelli, 2010)  

di nuovo girata verso di te mi offro
capovolta, la mia schiena di nuovo
si sottrae alla tua vista, non puoi
vederla la mia schiena, e non puoi perdere
i miei occhi finchè restiamo faccia
a faccia, di nuovo girata verso di te
mi offro capovolta, così la mia bugia,
qualunque sia, non si racconta,
custodita nella faccia

***

sulle vie di Shibuya
(da “La spugna, Raffaelli, 2010) 

questa mattina sulle vie di Shibuya
mentre camminavo in cerca di un caffè
mi sono vista riflessa sopra i vetri
di un negozio e mi sono sembrata
qualcun altro, mi sono fermata
un attimo a pensare poi sono ripartita
con la vita di qualcun altro addosso
-ferma così sopra ai miei gesti,
intrappolata per un attimo dentro
al mio reticolato -, questa mattina sulle vie
di Shibuya non mi sono da subito
riconosciuta

perché tutto ritorna persino sul mio corpo,
come inciso sulla pietra?

*** 

ogni mattino
(da “Stati di amnesia, LietoColle, 2013)

lo specchio del bagno
posizionato
sopra al lavandino,
apro la bocca faccio
le abluzioni del mattino

sono un punto
interrogativo,
che dorme nel mio letto
che si guarda nel mio specchio
che diluisce la sua notte
in un risciacquo,

ogni mattino 

***  

la terza madre
(da “Stati di amnesia”, LietoColle, 2013)

sono sempre la bambina che non mi hanno
detto, un’ipotesi alla nascita, data come vera,
mai verificata (la luce del giorno
non ci prende per intero)

ho sempre quattro anni o forse sei, il tempo
scorre assai velocemente incorniciando vuoti,
spesso dentro la memoria

la maestra ha steso le lettere intorno
all’aula, come si stendono su di un filo
i panni, ad asciugare (la maestra è come
una seconda madre)

– non sai mai quale
delle due ti ha insegnato
l’alfabeto, cammini con i piedi
piantati sulle doppie

lingue delle madri –
– la lingua del padre è cosa
da temere, non la puoi
seguire, non ti deve
appartenere –

sono sempre la bambina che non mi hanno
detto (la terza madre
di me stessa), sopra quei panni stesi
su di un filo, ad asciugare, ho costruito il mio altare
di parole

– per, non vista, uscire
da quell’aula, per cercare
la bambina mai vissuta –

sono sempre la bambina che mi hanno
detto, puoi vedermi o non vedermi, la luce
del giorno non ci prende per intero

                

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2 thoughts on “La terza madre, poesie di Lella De Marchi”

  1. eliminare la retorica dei complimenti, girare
    nel vuoto di una danza amniotica, senza
    spietatezza ammettere l’esistenza,
    odiare i congiunti per dare verità alla vita,
    semplificare il difficile, dare lungimiranza ad
    un’ipotesi, non pensarsi futuribili ma vivere il futuro,
    scopare con gli sconosciuti, fare pace con se stessi
    (Lella De Marchi)

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