Poesie di libertà di Anila Hanxhari

Poesie di libertà di Anila Hanxhari.

   

   

Anila Hanxhari, poetessa albanese trapiantata in Italia, ha al suo attivo per la poesia le raccolte “ IO TU E L’ANIMA”, “ ASSOPITA ERBA DELL’EST” “CICATRICI D’ACQUA” CON PREFAZIONE Di GIUSEPPE CONTE che scrive di lei:
Confermo di trovarmi di fronte ad un talento poetico straordinario. La sua parola è uno shock, qualcosa che colpisce allo stomaco, che acceca, che dà le vertigini. Non lascia respiro, non cede a nulla che non sia urlata e sottile esigenza di assoluto.
La raccolta poetica “Brindisi degli angeli” CON PREFAZIONE DI MAURIZIO CUCCHI che tra l’altro fa notare che:
971050_455599097860947_1020378616_nLa singolarità della sua voce aveva reso naturale il suo inserimento in un’antologia generazionale come Nuovissima poesia italiana, accanto alle figure più rilevanti (…)questa poetessa albanese è una delle voci più attendibili e mature della nostra giovane poesia.

È presente nell’antologia “NUOVISSIMA POESIA ITALIANA” OSCAR MONDADORI 2005” CURATA DA ANTONIO RICCARDI E MAURIZIO CUCCHI PRESENTE NELL’ANTOLOGIA “I POETI ITALIANI PER L’ABRUZZO E L’AQUILA” ed Tracce  e altri…

E’ vincitrice di numerosi premi letterari tra cui: la Medaglia d’Oro “Città di San Vito Chietino”, premio “Clemente di Leo”, premio “Valle Senio” Ravenna, premio “CAMAIORE PROPOSTA 2002”, “MATACOTTA2003” Ascoli Piceno,  Premio “Poesia nella vita”2011 Canosa Sannita  e tanti altri…PITTRICE , PRESENTE IN DIVERSE MOSTRE COLLETTIVE e narratrice.

Ha in corso 4 progetti di traduzione per l’anno 2014 tra cui la traduzione dell’autore kosovaro Jeton Kelmendi, tradotto già in oltre 22 lingue.

E’ membro dell’Associazione Giornalisti d’Europa (Bruxelles), membro dell’Accademia delle Scienze e delle Arti d’Europa (Parigi). 

La Hanxhari dichiara a Versante Ripido, a proposito del tema della migrazione:

Come presidente di un associazione culturale “Italfida” colgo sempre l’occasione per dare voce ai senza parola, ai diseredati, ai senza patria, con ogni mezzo e ogni forma che uniscono ogni essere vivente l’un l’altro.

La parola migrazioni suscita in me l’idea di movimento libero, accoglienza, viaggio, necessità, incontro. Gli uccelli lo fanno senza chiedere il permesso e senza trovare ostacoli di confini, tranne che nella durezza dell’aria.

Ciò che distingue un essere umano da un altro vivente non è il sangue, l’appartenenza identitaria socioculturale. Il mediatore tra noi e il mondo è semplicemente la lingua.

La poesia è l’unico linguaggio che tenta un io universale.

   

Diamo spazio ora a tre poesie della Hanxhari.

   

Libertà hai preso gusto nel cielo altrui
gira una grossa taglia su di te
c’è chi ti vorrebbe rinchiusa per gravi disturbi mentali,
chi ti vorrebbe pianoforte, o nella sua servitù.
libertà sei rovente dietro la siepe, dentro la ruggine,
vecchia volpe in sembianze di croce consolatrice
a piede libero tra i naufraghi un disperso,
mi concedi tutto il tempo che voglio
per attraversare la lotta, la maschera, la zanzariera,
un paese che osserva la pioggia dietro le finestre
aspettando che passi la stagione per mangiarsi le unghie
ma cosa me ne faccio di te ora
che entro nei tuoi panni larghi e mi disperdo
libertà si può cambiare idea, ma tu cambi finestre,
e quando rilasci un cuore,
quando lo metti a proprio agio,
lo spogli della corteccia,
chi per mille anni non ha ceduto corteccia e l’ombra,
che non sai che l’albero quanto dandoti la corteccia ti ha reso albero
l’ombra è l ‘unico corredo che porti
il mare al vertice del cielo
la bambina con le trecce fuori dalle tasche
e salga chi può da un solo punto del ciliegio!

   

***

   

“molto prima di morire mio nonno mi disse:
la parola darla come un pugno che non ha la forza della morte, ma la forza della vita”

Una volta pure le formiche spiavano le sedute di pietra
ora sono sparite le soglie
con i nonni che affondavano il bastone tra le crepe
e le inferriate coperte di lenzuola
che dividevano le terre dei confini
testa a testa la sorte
il seno maturato dal latte in polvere
niente sconti per la vacanza
“benvenuta tra gli spari”
ce ne andremo con la neve
che fa  l’inventario agli abbagli
le storie le racconteranno i sarti
che infileranno negli aghi la nostra testa migliore
toglieteci la sedia sotto i piedi
e lasciate che il collo si spezzi dal popolo
poi fate le soglie con la valanga
lasciando i precipizi agli echi!

   

***

   

Disse l’amore
per espellermi abortitemi
fra la screpolatura di vecchi alberi
e i segni delle armi sul fianco
in tutti gli angoli della luce tiratemi da un’aquila
spaccate sulla lingua uno specchio di casa
e imparatene il principio della lingua
seguite i pizzi di sangue i drappeggi sull’ala
la vernice antivento degli asfalti
so restare in un pugno come patria
che nasceva
aveva la testa più bella fra i dolori
e sapeva i giochi acquatici del ventre

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