Poesie divertenti di Alberto Cini

Poesie divertenti di Alberto Cini.

   

   

POESIA SULLA BICICLETTA

per tenere la linea perfetta
c’è chi va in bicicletta
ma dove si impara
l’abc della bici
me lo dici
dagli amici
l’abicidellabici
l’abicidellabici
l’abicidellabici
basta!!!!
ricorada
mettiamoci almeno il caschetto
e quando ti fermi chiudila col lucchetto
ma io la fermo con la lacca
lacca e che lacca usi
laccatena
laccatena
laccatena
morale della storia
chi inventò la bici
fu il grande leonardo
per non essere in ritardo
del suo tempo degno
la fece tutta in legno
e senza pedali
non c’e n’è di uguali
ma l’invenzione non ebbe diffusione
le strade eran sassose
le vie scomodose
chi può dare retta
a uno che inventa la bicicletta
visto che era intelligente e scaltro
perché non inventò prima l’asfalto?

***

Il poeta

La strada comune
Infrange il vetro cromatico dei miei sogni
Schegge e pezzi sul marciapiede ferito
Un vigile si avvicina “è stato lei?”
No… si… è una poesia…
Un anziano da lontano poi
“chi rompe paga e i cocci sono suoi!”
capannello di curiosi maldisposti
ma non avete capito!
Era una metafora,
Non sono un delinquente…
Gente… sono un poeta!
Il vigile: “ah!? un poeta?
Allora sono 50 € di multa
E 15 € di tassa di lettura!”
“poi mi dia patente e libretto!”
“la patente di poeta non l’ho!
ed il libretto, mi dispiace…
ma non ho ancora pubblicato!”
“allora è in arresto per falsa identità!”
Oddio che ho fatto! Mi dico…
intanto i miei versi sparsi
credendosi orfani scappano lontano
gridando e rimando
“finto poeta truffatore ingrato
non sei tu che ci hai creato!”
Il vigile insiste:
“quindi non avrà nemmeno l’assicurazione
contro danni a potenziali lettori!”
“Ma se non ho la Patente da poeta
come posso avere l’assicurazione?”
L’avvocato d’ufficio arriva e propone
“Accetti la contravvenzione…
poi lei deve fare almeno una pubblicazione!
È la sua possibile unica cauzione
Altrimenti c’è la prigione!
Pubblicazione, cauzione, prigione…
Ma per quale ragione
Qui finisce tutto in “one?”
Non solo! è la sentenza
Che la prigione si chiama “indifferenza”
Tutti se ne vanno dalla strada
L’asfalto secco resta nero e vuoto
Cerco il nome della via…
Via Dante vicino a casa mia!
Ma dai… è un sogno una burla
o una poetica follia?

***

La vita

Non è con le sue gesta soltanto
che un uomo scarta i cioccolatini
e i pacchetti delle merendine
Il cellofan, la plastica,
che vanno nel bidone verde…
sono spesso trasparenti come l’aria
Come il cielo… blù
Blù tu… che contieni
la carta e il cartone
Come ci arrivo lassù
Grande bidone dell’universo
Dimmi padrone delle mie gesta
Qual’è la sorte mia aspettata
Cosa accadrà dopo
A questa vita così amata
Sarò riciclato o cadrò nell’indifferenziata.

***

Alberto Cini nasce a Bologna nel 1960, lavora come Educatore Professionale e Formatore, presso la cooperativa C.S.A.P.S.A in servizi rivolti all’handicap e all’adolescenza. Specializzato in Psicodramma con i terapeuti argentini Prof. Roberto Losso e Prof.ssa Ana Packciarz de Losso, è conduttore di laboratori espressivo teatrali, di scrittura creativa e grafico pittorici. Diplomato in massaggio tradizionale, shiatzu e massaggio aiurvedico, si specializza sull’approccio solistico alla persona. Ha pubblicato due raccolte di poesie, “Il fiore d’acqua” e “Le tre sfere”, stralci delle sue opere inedite si trovano sulla rivista di poesia “Versante Ripido”, per la quale disegna vignette satiriche e opere di contatto tra poesia e disegno grafico. Artisticamente viene educato all’arte dalla pittrice Bianca Arcangeli, sua insegnante e con la quale ha mantenuto un costante rapporto di condivisione e di confronto. Questo primo approccio lo influenza particolarmente sul rapporto tra parola e segno, tra la poesia e la pittura. Sensibile agli aspetti formativi e pedagogici dell’espressione artistica approfondisce il simbolismo della forma e del colore, l’arte terapia, terapie non convenzionali e tecniche di sviluppo della persona con il filosofo indiano Baba Bedi che frequenta per vari anni nella sua casa milanese. Non percorrendo formazioni accademiche approda alla scuola dello scultore Alcide Fontanesi, col quale comincia un lungo apprendistato formativo sull’espressionismo astratto. Le sue opere sono esposte presso la galleria d’arte Terre Rare di Bologna.

1928: Buster Keaton in "Steamboat Bill, Jr."

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