Poeti che scrivono a poeti editoriale di Emanuela Rambaldi

poeti che scrivono a poeti

    

   

All’ inizio doveva essere una rubrica. Poi il materiale ricevuto era tanto (come se i poeti, più che scrivere, avessero bisogno di scriversi, di raggiungersi). Dunque abbiamo scelto di non scegliere. E di raccoglierlo tutto in un numero speciale per farne la nostra proposta di “lettura sotto l’ombrellone”. In rigoroso ordine alfabetico (dei poeti destinatari).

Ci sono lettere, messaggi, attestazioni di stima, dimostrazioni d’affetto, corrispondenze intime che diventano pubbliche. Ma anche divertissement lessicali, sfide linguistiche, omaggi colti e raffinati esercizi di stile.

I poeti che scrivono ai poeti lo fanno per diversi motivi.

Ma, al di là di tutto, lo fanno per ineluttabile affinità, per empatica identificazione.

Lo fanno perché spiritualmente gemellati.

Lo fanno perché, come i gatti, si vedono, si annusano, si riconoscono, si strofinano l’un l’altro. E questo contatto produce parole.

Tanto per cambiare, mi è venuta in mente una canzone – “caro amico ti scrivo – così mi distraggo un po’”.

E Borges, che aveva scritto a Merino, poeta morto suicida, “penso anche, amico nascosto, che forse a immagine della predilezione, costruiamo la morte”.

Non so perché, ma Buenos Aires e Bologna mi sono sembrate incredibilmente vicine. E questo vizio che i poeti hanno di scriversi, mi ha fatto pensare ad una enorme ragnatela che ricopre la superficie della terra e intrappola tutte le parole di tutti i poeti, vivi e morti. E non permette che si perdano. Mai.

Bene. Non resta che farvi gli auguri di una magnifica estate. Ci ritroveremo a settembre, con il tema di tutti i temi: la bella poesia.

Buona lettura.

E grazie.

                   

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2 thoughts on “Poeti che scrivono a poeti editoriale di Emanuela Rambaldi”

  1. Geniale -cara Emanuela e redazione – la scelta di Chagall. Credo che sia in assoluto il più poeta fra i pittori, e le sue immagini illuminano il numero dando un importante valore aggiunto.

  2. Emanuela

    hai proprio ragione : i poeti si annusano, si riconoscono e si strofinano, però non sempre ciò avviene, vi sono poeti che ognuno di noi ama più degli altri, che si sono annusati, ma dai quali non si ottiene mai una risposta, anche dopo attente letture, quasi che il ricevente sia o intimidito, oppure racchiuso dentro la propria torre di riservatezza, timoroso di corrispondere.

    ……..e bisogna continuare ad amarli a distanza, magari in silenzio.

    ciao

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