Politica ed economia. La Fabbrica di Marco Ribani

Politica ed economia. La Fabbrica di Marco Ribani.

  

   

La fabbrica

              

La fabbrica non la potevo sopportare per via dei giorni stampati tutti uguali
C’era chi era contento e si sentiva più sicuro lì che altrove
Un po’ come quei disperati che stanno in carcere perchè fuori gli fa paura
Ma per me era come dire Ecco tieni la mia vita Poi tu me la paghi -poco e a rate
Così io che ho bisogno sta certo che ritorno                           

La fabbrica non la potevo sopportare per i gesti del mattino
tutti davanti agli armadietti e ancora con gli occhi addormentati
Primo via le scarpe. Scendono i pantaloni, Via i calzini.
Calze un po’ più grosse. Braghe a tela grezza. Scarpe strafugnate.
Così fino alla fine dei tuoi giorni. E se non ci credi se ancora
nutri sogni e piccole utopie ecco c’è lì Luigi 33 anni di lavoro
la tua statura e 30 chili in più ingrassati con quella differenza
di 200 euro a fine mese in busta paga.                    

Marchino è uno strano uno sensibile perchè lo vedi
che gli viene da piangere tutte le mattine quando ci vestiamo.
Deve avere dei guai con la famiglia scoppia di pianto e rabbia
io ci ho pensato ma non so cosa gli piglia.                        

La fabbrica non la poteva sopportare perché i capi non avevano un sapere
I capi sono come secondini non è che ti comandano perché sanno più di te
Sorvegliare e punire. E allora allenamento dello sguardo
Un alfabeto dell’avvertimento Attento a te non passare questa linea
Solo se tieni alla tua salute.                         

La fabbrica non la potevo sopportare perchè
non sopportavo il matrimonio le rate da pagare
la vita programmata l’auto da lavare i figli da educare
Scappare dalla fabbrica come scappare da una casa.                       

Puoi spiegarlo a una donna ma non ai tuoi compagni
Mentre parli non ti ascoltano nemmeno e tu hai
quegli occhi piantati dentro il cuore: Tradisci
Non c’è alcuna spiegazione. Hai dimenticato qui
queste parole vuote. Prendile riempile nel viaggio
Padronato,capitale, lo sciopero, la lotta.
Tutto questo caro mio è mondo.                    

E tu dici che te ne vuoi andare?
E tu dici che te ne vuoi andare?
E tu dici che te ne vuoi andare?

                   

Men Shall Know Nothing of This 1923 by Max Ernst 1891-1976

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