Questa notte, reportage di Agata Bui

Questa notte, reportage di Agata Bui.

  

   

Questa notte

Mi avevano insegnato la debolezza.
la forza, l’ho dovuta inventare io.

Perché ora so
che fuggire è un modo per vincere
una battaglia senza regole
dalla quale non potrei uscire viva.

Se non avessi scambiato la gelosia per amore
ora non starei nel buio.

Se non avessi scambiato il possesso
per tenerezza
le catene
per libertà
ora non starei in silenzio
nel terrore
e nella mente questo lampo che illumina
a tratti
quest’unico pensiero
…se avessi riconosciuto
nelle carezze
il pericolo
…ora non starei

Per smettere
mi racconto una storia.
La storia di una donna che esce da una porta.

Tra la vergogna e
l’orgoglio
-inaspettatamente-
si è aperta questa crepa.
E è da qui che passerò
questa notte.

Sono caduta in tutte le trappole
che mi sono tesa
ho infranto tutte le promesse
che mi sono fatta
della mia vita conosco solo
gli errori
solo le occasioni perdute
e sono loro a mordermi l’anima
ora
e a impedirmi di muovermi.

Trattengo il respiro
per non svegliarti.
Alito sulla mia paura.

Vorrei avere la forza di svegliarti
invece
guardarti e gridare
che
della tua violenza
non me ne faccio nulla.
Ma ho smesso per sempre con le grida.

Così ora uscirò
da quella porta
per sempre.

E mi dimenticherò
che devo morire.

 

per tutte le donne che hanno saputo – sanno – sapranno fuggire
dalle prigioni costruite per loro dai propri uomini

 

agosto 2013

sebastiao-salgado VOLTO VECCHIA

2 thoughts on “Questa notte, reportage di Agata Bui”

  1. Trattengo il respiro
    per non svegliarti.
    Alito sulla mia paura.

    Vorrei avere la forza di svegliarti
    invece
    guardarti e gridare
    che
    della tua violenza
    non me ne faccio nulla.
    Ma ho smesso per sempre con le grida.

    Così ora uscirò
    da quella porta
    per sempre.

    E mi dimenticherò
    che devo morire.

    scusami se ho selezionato ma questa parte è la più bella e

    “alito sulla mia paura” è un gran bel verso e c’è dentro un sacco di sensazioni.
    alitare fa pensare alla patina che si soffia sopra uno specchio,
    alitare fa pensare al fiato che esce dalle bocche d’inverno,
    alitare è anche un sussurro di vento primaverile.

    insomma, brava

  2. Mi avevano insegnato la debolezza.
    la forza, l’ho dovuta inventare io.

    Perché ora so
    che fuggire è un modo per vincere
    una battaglia senza regole
    dalla quale non potrei uscire viva.

    grazie per questa dedica alle donne, l’augurio è che possano trovare tutte la forza di fuggire dai loro aguzzini travestiti da innamorati, mariti, amanti,

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