Rare volte (brevissima ma così viva) la felicità, poesie di Silvia Secco

Rare volte (brevissima ma così viva) la felicità, poesie di di Silvia Secco

 

           

“La ferita era prima”
Maria Grazia Calandrone

***

Ascoltami, rumore di pietre sopra
le pietre, l’impasto di sabbia nei serbatoi
delle polveri nobili. Ascolta, è questo il tempo
di costruire la casa, è questo costruire
che ascoltiamo, sabbia sopra sabbia, diffuso.
Diffuso rumore di cose in formazione,
noi lo ascoltiamo costruirsi e costruire
noi, la nostra diffusa casa fra le città
la costruiamo – pietra sopra pietra e sabbia
e impasti e conglomerati – ascolta:
è il tempo benedetto delle cose
che nascono dalle cose, il tempo del mattino
di tutte le cose che nascono. Al mattino
quando porti mio figlio nella mano,
lo posi sul cuscino a lato del mio capo
perché io lo veda.

***

Nella loro nudità i nostri corpi
nella sottile primitiva luce del mattino
– sottile chiarità dalle fessure – sono così chiare
distese di campi. Sia cantata la lode
al mattino nudo, immobile e muto sia la bontà
d’acqua del piangere la lode ci sia concessa nuda
la sostanza dei corpi agli albori come realtà
e tenerezza: benedette sono le notti d’amore,
benedetti gli antenati spietati abbandoni
poiché condussero esattamente ai tempi
e ai luoghi. Tanto siamo indifesi amato mio:
non abbiamo da temere alcun male.

***

Sul tuo torace sono nati i piccoli
con gli occhi chiari e la nostra voce.
Ti sto dicendo che non finiremo,
se sarà protetto il suono, se sarà buono
esattamente questo nella moltitudine delle bontà
questo rumore di buono. Se nella notte mentre piove
mentre ci piove sugli occhi il cielo delle città
e i piccoli dormono sopra il tuo cuore
noi li vegliamo, se nel suono delle cantilene
ne vegliamo il sonno – ti sto dicendo –
loro cresceranno. Impareranno le parole
madre e padre e cura e canto, se avremo fede
cresceranno, e dopo avranno cose
da raccontare.

***

Uno     guardare le spalle sue bianche al mattino
le lenzuola (la curva che dolcemente
e definitiva chiude la muta parte in ombra
del mio giardino) a lungo guardare
– presente mio mese di maggio, mia porpora e rosa –
Due      lungamente toccare, ripetere il gesto
e con la mente la parola e più volte realtà.
Tre       respirare dopo di nuovo, placato l’assalto
del nome chiamato (nei lunghi vent’anni morti, amatissimo)
respirare – bocca spalancata sulla schiena respirare –
tutto questo sale vivo              e dopo divorarlo
come se sfamasse
come una carità.

***

– Cossa xe che nasse, dime. Cossa vien dal colmo de ‘a luna?
– Vien colmo, intanto, el vien. El se chieta, e dopo el se sara
e mese dopo mese de novo. E mi me pararía bastansa anca cussì,
me bastaría sa no nasesse gnente*, noi si rimanesse qui:
fermo di latte primario e luce, gheriglio nel gheriglio
e parte in incanto, parte        dentro la noce astrale.

* – Cos’è che nasce, dimmi. Cosa arriva con la piena della luna?
– Viene il colmarsi, intanto, viene. Si calma e dopo si chiude
e mese dopo mese di nuovo. E a me sembrerebbe abbastanza anche così,
mi basterebbe anche se non nascesse niente, (…)

***

Silvia Secco – 25 novembre 1978 – nasce a Sandrigo, in provincia di Vicenza. Dopo la maturità artistica, da Breganze (VI), si trasferisce a Bologna dove vive. Attualmente lavora a Milano. Scrive in italiano e in dialetto alto-vicentino. Sue poesie sono state premiate o segnalate in alcuni concorsi nazionali. Alcuni testi poetici compaiono nelle antologie dei premi, in riviste, o sono pubblicati in rete. Alcuni testi, inoltre, sono contenuti in antologie collettive (Sotto il cielo di Lampedusa, annegati da respingimento- Rayuela Edizioni -, Muovimenti, segnali da un mondo viandante- Terra D’Ulivi Edizioni – Poesia di strada 1998 – 2017- Seri Editore -, La pacchia è strafinita- Versante Ripido con KDP Amazon -). In prosa ha curato la presentazione di alcune esposizioni fotografiche ed artistiche, in particolare per la pittrice Martina dalla Stella (www.martinadallastella.com); suoi articoli e recensioni ad altri autori si trovano nella rivista Le Voci Della Lunae nella fanzine on line per la diffusione della poesia Versante Ripido(www.versanteripido.it), diretta da Claudia Zironi, Paolo Polvani ed Emanuela Rambaldi, con la quale collabora dal 2015. Grazie al Premio Franco Fortini, nel 2014 ha pubblicato con la casa editrice CFR di Gianmario Lucini la sua raccolta poetica d’esordio: L’equilibrio della foglia in caduta(prefazione di Francesco Sassetto e nota di lettura di Enio Sartori), la quale ha ricevuto il secondo premio per la poesia edita al concorso San Domenichino Città Di Massa. Ha fatto parte dello staff organizzativo del Festival Bologna In Lettere, diretto da Enzo Campi, e del gruppo poetico bolognese Gruppo 77, diretto da Alessandro Dall’Olio. Realizza artigianalmente le piccole edizioni artistiche EDIZIONIFOLLI. A luglio 2016, con Samuele Editore, pubblica il suo secondo libro di poesia Canti di cicale(prefazione di Alessandro Dall’Olio), le cui presentazioni sono state proposte nella forma di recital-spettacolo in collaborazione con il giovane musicista e cantautore Alessandro Baro. Assieme alla redazione di Versante Ripido, ora anche associazione culturale, da settembre 2016, è impegnata nella organizzazione e proposta della rassegna poeticaIGiovedìDiVersi, giunta, nella stagione 2018/2019, alla terza edizione. Assieme alla poetessa Claudia Zironi e a Martina Dalla Stella, nel 2018 ha pubblicato il libro Ursprüngliches Leben: poesia e pittura in dialogo(EDIZIONIFOLLIcon KDP Amazon), dal quale è tratto il recital omonimo proposto dalle due poetesse e accompagnato dalla musica dei giovanissimi musicisti “amici della poesia” come Alessandro Baro, Emma Gustafson, Elisa Misolidio, Giacomo Gamberucci, Fiore Stavole, Rocco Del Pozzo. A fine settembre 2018 pubblica il libro di poesia Amarenecon nota di lettura di Alberto Bertoni, (EDIZIONIFOLLIe KDP Amazon), nella doppia edizione indipendente: una artigianaleEDIZIONIFOLLI N°80(150 copie realizzate interamente a mano, numerate, dedicate, e donate direttamente ad altrettante persone) e una di stampa digitale KDP Amazon (regolarmente in commercio e disponibile all’acquisto sulla piattaforma Amazon). A partire dal 5 aprile 2019, data della “prima” al Teatro Del Navile di Bologna, Amarenediventa anche un Recital: Amarene, parole recitate sui suoni, ideato, scritto, composto e portato in scena assieme all’artista della musica Alessandro Baro, e con la partecipazione del chitarrista Federico Bertolucci.

       

Emiliano Barbieri, Cile

 

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